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Concetti Chiave

  • L'empirismo è emerso in Inghilterra nella seconda metà del Seicento, in un periodo di grande sviluppo economico e scientifico.
  • I principali pensatori associati all'empirismo includono Locke, Berkeley, Hume e Bacone, quest'ultimo considerato un precursore della corrente.
  • Secondo l'empirismo, la conoscenza deriva dall'esperienza sensibile, contrariamente all'innatismo che sostiene l'esistenza di idee innate.
  • L'empirismo si oppone al razionalismo, affermando che la ragione è limitata all'esperienza e non può spingersi nella metafisica.
  • Il metodo induttivo degli empiristi procede dal particolare all'universale, considerando una teoria valida fino a prova contraria.

Quali sono le origini e il contesto dell'empirismo?

L’empirismo è una corrente filosofica sviluppatasi in una situazione di generale fermento: l’Inghilterra moderna della seconda metà del Seicento, caratterizzata da un rapido sviluppo economico e scientifico.

I principali esponenti dell’empirismo furono Locke, Berkeley, Hume (nonostante nessuno dei tre fu un filosofo) e Bacone che ne è considerato precursore.

Principi fondamentali dell'empirismo

Il termine “empirismo” deriva dal greco empeirìa, “esperienza”, poiché secondo questa corrente filosofica, la conoscenza ha origine dall’esperienza sensibile. La mente dell’uomo si presenta come un foglio bianco, una tabula rasa, che si riempirà di concetti e idee soltanto attraverso l’esperienza. Di conseguenza, l’empirismo si oppone all’innatismo, dottrina filosofica che ammette l’esistenza d’idee innate, che sono in noi indipendentemente da ogni esperienza.

Contrapposizione con il razionalismo

L’empirismo si contrappone anche al razionalismo di Cartesio, Spinoza e Leibniz che basavano l’esperienza conoscitiva sulla ragione, strumento indispensabile, in grado di fornire una conoscenza affidabile. Secondo gli empiristi, invece, la ragione esiste nei limiti dell’esperienza sensibile, pertanto è limitata e precaria e non si deve addentrare nella metafisica (oltre la fisica), in quanto irraggiungibile dall’esperienza sensibile.

Il “Penso dunque esisto” di Cartesio con il quale il filosofo conferiva autonomia alla ragione; per gli empiristi diventa “posso pensare solo perché esisto” e l’esistenza implica l’esperienza sensibile.

Conoscenza e metodo induttivo

Per gli empiristi, la conoscenza ha caratteri di probabilità e il metodo da loro utilizzato è induttivo (ovvero risale dal particolare all’universale attraverso analogie). Una teoria è probabilmente valida, finché qualcuno non ne dimostra la falsità con prove oggettive.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del termine "empirismo" e quale concetto fondamentale rappresenta?
  2. Il termine "empirismo" deriva dal greco "empeirìa", che significa "esperienza". Questa corrente filosofica sostiene che la conoscenza ha origine dall'esperienza sensibile, contrariamente all'innatismo che ammette idee innate.

  3. Come si contrappone l'empirismo al razionalismo?
  4. L'empirismo si oppone al razionalismo di Cartesio, Spinoza e Leibniz, i quali considerano la ragione come strumento fondamentale per la conoscenza. Gli empiristi, invece, affermano che la ragione è limitata all'esperienza sensibile e non deve oltrepassare i confini della fisica.

  5. Qual è il metodo di conoscenza utilizzato dagli empiristi?
  6. Gli empiristi utilizzano un metodo induttivo, che procede dal particolare all'universale attraverso analogie. La validità di una teoria è considerata probabile fino a quando non viene dimostrata la sua falsità con prove oggettive.

Domande e risposte

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