Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Hume sostiene che la realtà deve essere analizzata come fenomeno percepito, enfatizzando il legame tra soggetto e oggetto per una comprensione profonda.
  • Distinguendo tra impressioni e idee, Hume afferma che le impressioni sono sensazioni immediate, mentre le idee sono ricordi sbiaditi delle prime, la cui validità si verifica tramite il confronto.
  • L'immaginazione gioca un ruolo cruciale, combinando liberamente le idee; tuttavia, la verità di un'idea dipende dalla corrispondenza con un'impressione reale.
  • Hume critica le idee generali astratte, sostenendo che non hanno corrispondenza con le impressioni e sono semplicemente nomi per gruppi di idee particolari.
  • La critica di Hume alla causalità evidenzia che non ha un fondamento oggettivo; la nostra percezione della causalità è influenzata dall'abitudine e non può predire eventi futuri.

Qual è la realtà secondo Hume?

Secondo Hume fino ad allora si è sbagliato a considerare la realtà vera dell’oggetto: la scienza deve analizzare la realtà vera dell’oggetto, quindi come fenomeno che appare ad un soggetto. Deve essere sempre presente durante l’analisi scientifica il collegamento soggetto-oggetto, quindi non si può conoscere a fondo un oggetto se non si studia anche il soggetto che lo analizza. Hume si propone di individuare un criterio che garantisca la corrispondenza fra i dati percettivi della realtà e gli enunciati.

Impressioni e idee

Impressioni e idee: Hume nel primo Libro, dedicato alla conoscenza, fa una distinzione fra le impressioni e le idee: le impressioni sono le sensazioni e le emozioni forti che si hanno nel momento in cui si studia e si analizza il dato percettivo, il fenomeno, mentre le idee sono i ricordi illanguiditi che si hanno delle impressioni, rappresentalo la percezione mediata dalla memoria. Quindi il rigoroso criterio con cui hume intende verificare la validità di un idea si basa sul rapportare questa ad un impressione e vedere se il collegamento esiste. Hume ritiene che ogni nozione riferito ad una realtà al di là dele impressioni sia domatica e quindi non accettabile perché il suo obiettivo è proprio quello di fondare un metodo sganciato completamente dai dogmi, basato sulla pura osservazione empirica.

Il ruolo dell'immaginazione

L’immaginazione: l’immaginazione è la facoltà della mente di combinare in totale libertà le idee, giungendo anche a volte a delle idee complesse che non hanno un riferimento valido nella realtà, cioè non fano riferimento ad alcuna impressione reale. Combina le idee senza il vincolo dell’esperienza. Quindi per dimostrare la verità di un’idea basta osservare se esiste un’impressione che le corrisponda. Quindi il pensiero assume una funzione subordinata all’esperienza perché la verità si pone soltanto all’interno della percezione sensibile, dell’esperienza. L’immaginazione agisce attraverso il principio associazionistico tramite tre criteri:

Somiglianza

Contiguità spazio/temporale

Casualità

Critica alle idee astratte

Critica all’idea generale astratta: Hume critica Locke, ovvero l’empirista che ha ammesso l’esistenza delle idee generali astratte, in quanto queste per definizione sono create dalla mente umana in contraddizione con il principio empiristico rigoroso secondo il quale un’idea deve avere una corrispettiva impressione nella realtà per poter essere assunta valida. Per Hume le idee generali non sono altro che un nome per individuare una serie di idee particolari con caratteri tra loro comuni. Questo processo avviene grazie all’abitudine, vale a dire la capacità di richiamare alla mente comportamento antecedentemente ripetuti. Un nome richiama alla mente un’abitudine , vale a dire la facoltà che associa una moltitudine di idee particolari per lo più somiglianti. Attraverso questo ragionamento Hume nega l’esistenza dell’idea della sostanza metafisica, in quanto non trova riferimento nella realtà, e quindi nega di conseguenza la sostanza metafisica della cose.

Critica allo spazio e tempo assoluto

Critica all’idea di infinitesimale, spazio assoluto e tempo assoluto: L’idea di uno spazio in generale non ha verità poiché non ha nessuna impressione che le corrisponde. Non c’è quindi uno spazio vuoto, come entità particolare senza i corpi che lo riempiono. Allo stesso modo non esiste l’idea geniale di tempo, poiché non esiste il tempo indipendente dal dato percettivo che si osserva.

Critica al principio di causalità

Critica al principio di causalità: Hume vuole smentire la credenza ch la causalità costituisce un principio avente al suo interno la ragione della sua validità, sennò si potrebbe dedurre dalla causa di un fenomeno anche il suo successivo effetto. Egli sostiene che il principio di causalità non ha un fondamento oggettivo, la necessità della successione dei fenomeni, non è suggerita dai fenomeni stessi, bensì dal pensiero. Si basa sull’abitudine e la necessità causale non ha alcuna impressione che le corrisponda. E’ un abitudine che ci porta a dire che il futuro sarà come il passato, orche tutte le volte che abbiamo visto interagire un corpo con un altro corpo e suscitare un determinato effetto, il nostro pensiero, condizionato dalla’ abitudine è portato a dire che lo stesso effetto si otterrà anche nel futuro, ma non è assolutamente così perché l’abitudine dà la certezza sugli eventi del passato, ma non su quelli futuri.

Critica al concetto di identità

Critica al concetto di identità: La credenza (credere nel mondo esterno) ci deriva dal credere dell'esistenza continua delle cose. Gli uomini sono portati a credere che le cose continuino la loro esistenza nel tempo. La nostra mente è portata a credere che le cose esistono in modo continuo e sono collocate all esterno di noi stessi e delle nostre percezioni. Ma noi possiamo essere certi soltanto delle nostre percezioni. La realtà esterna concepita come sostanza metafisica non è giustificabile, ma è il nostro istinto che ce la fa credere tale. L’uomo è portato a credere che esista una continuità di se stesso nel tempo e lo chiama io, ma nella realtà l'io è solo un fascio di impressioni, non è riconducibile a una singola impressione. La ragione, cioè la filosofia ti deve portare a comprendere che l unico criterio di verità sono i sensi.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione di realtà proposta da Hume?
  2. Hume sostiene che la realtà deve essere analizzata come fenomeno percepito da un soggetto, evidenziando l'importanza del collegamento soggetto-oggetto nella scienza (testo).

  3. Qual è la differenza tra impressioni e idee secondo Hume?
  4. Hume distingue le impressioni, che sono sensazioni forti e immediate, dalle idee, che sono ricordi sbiaditi delle impressioni. La validità di un'idea deve essere verificata rispetto a un'impressione corrispondente (testo).

  5. Qual è il ruolo dell'immaginazione nella filosofia di Hume?
  6. L'immaginazione combina liberamente le idee, ma la verità di un'idea deve sempre corrispondere a un'impressione reale. Il pensiero è subordinato all'esperienza sensibile (testo).

  7. Come Hume critica le idee astratte e la sostanza metafisica?
  8. Hume critica le idee generali astratte, sostenendo che non hanno corrispondenza con impressioni reali e sono solo nomi per gruppi di idee particolari. Nega quindi l'esistenza di sostanze metafisiche (testo).

  9. Qual è la posizione di Hume riguardo al principio di causalità?
  10. Hume afferma che il principio di causalità non ha fondamento oggettivo e si basa sull'abitudine, non su una necessità intrinseca dei fenomeni. La certezza sugli eventi futuri non può essere garantita (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community