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Concetti Chiave

  • La filosofia di Hobbes si basa sulla creazione di una comunità ordinata attraverso uno Stato assoluto, escludendo rivelazioni soprannaturali e autorità antiche.
  • Hobbes definisce il linguaggio come una capacità di previsione che consente il ragionamento attraverso calcoli, strutturato in sillogismi ipotetici.
  • Il sapere secondo Hobbes implica conoscere le cause generatrici della realtà, distinguendo tra dimostrazioni a priori e a posteriori.
  • Le dimostrazioni a priori portano a conclusioni necessarie su oggetti creati dall’uomo, mentre quelle a posteriori conducono a conclusioni probabili su oggetti naturali.
  • Hobbes esclude dalla filosofia sia Dio che le cose incorporee, poiché non è possibile determinare la causa generatrice di tali realtà.

Hobbes = materialista
- Nacque a Westport (Inghilterra) il 5 aprile 1588 e morì a Londra il 4 dicembre 1679, a 91 anni.

Scritti: il Leviatano (“la materia, la forma e il potere di uno Stato ecclesiastico e civile”); trilogia “Il cittadino”, “”Il corpo” e “L’uomo”.

Filosofia razionale di Hobbes

La filosofia di Hobbes ha come scopo quello di porre i fondamenti di una comunità ordinata e pacifica, che egli crede possibile soltanto sulla base di uno Stato assoluto. Filosofia puramente razionale, “umanamente” razionale, che escluda ogni rivelazione soprannaturale così come l’autorità dei libri e degli autori antichi, e che trovi ispirazione esclusivamente nel mondo della natura.

Qual è il ruolo del linguaggio e della ragione in Hobbes?

Idea della ragione come calcolo:

In Hobbes la valenza del linguaggio nell’uomo diventa capacità appunto di previsione che è diversa dalla semplice emissione di suoni che fanno anche gli animali. Infatti il linguaggio si ha solo quando si usano le parole, cioè segni convenzionale che significano i concetti delle cose che si pensano.

Per questa sua funzione il linguaggio rende possibile il ragionamento, che è sempre calcolo, cioè addizione o sottrazione di termini.

La forma generale del ragionamento è il sillogismo ipotetico.

Conoscenza e cause secondo Hobbes

Scire per causas:

Hobbes ritiene che il sapere consista nel conoscere le cause generatrici di una determinata realtà, poiché “dove non c’è generazione non c’è neppure filosofia”. Tuttavia esisto due modi di filosofare. Il primo consiste in una dimostrazione a priori, che vanno dalle cause agli effetti. Il secondo in una dimostrazione a posteriori, che risalgono dagli effetti o dai fenomeni alla cause che possono averli generati. Il primo tipo di filosofia perviene a conclusioni necessarie, poiché riguarda oggetti che sono stati creati dall’uomo e dei quali egli può quindi conoscere le cause generatrici (sono tali gli oggetti della matematica, dell’etica o della politica). Il secondo tipo di filosofia perviene a conclusioni probabili, poiché riguarda oggetti che non sono stati prodotti dall’uomo e dei quali egli non può quindi conoscere le cause generatrici (ad es. i corpi fisici).

N.B. Secondo Hobbes dall’ambito della filosofia esulano sia Dio sia le cose incorporee, in quanto rappresentano delle realtà di cui non è possibile addurre la causa generatrice.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale della filosofia di Hobbes?
  2. L'obiettivo della filosofia di Hobbes è stabilire i fondamenti di una comunità ordinata e pacifica, che egli ritiene possibile solo attraverso uno Stato assoluto, escludendo rivelazioni soprannaturali e autorità antiche (come indicato nel testo).

  3. Come definisce Hobbes il ruolo del linguaggio nella ragione umana?
  4. Hobbes considera il linguaggio come una capacità di previsione, fondamentale per il ragionamento, che è visto come un calcolo. Il linguaggio, attraverso l'uso di segni convenzionali, permette di formulare pensieri e ragionamenti, in particolare attraverso il sillogismo ipotetico (come descritto nel testo).

  5. Quali sono i due modi di filosofare secondo Hobbes e come differiscono?
  6. Hobbes distingue tra due modi di filosofare: il primo è a priori, che va dalle cause agli effetti e porta a conclusioni necessarie; il secondo è a posteriori, che risale dagli effetti alle cause e porta a conclusioni probabili. Il primo riguarda oggetti creati dall'uomo, mentre il secondo si occupa di fenomeni naturali (come spiegato nel testo).

Domande e risposte

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