Concetti Chiave

  • Le correnti filosofiche del Rinascimento segnano l'inizio della filosofia moderna, con il razionalismo e l'empirismo come protagonisti principali.
  • Il razionalismo si basa su un sistema deduttivo e matematico, cercando di costruire un sapere a priori che descrive una realtà sistematica e finalistica.
  • L'empirismo, al contrario, utilizza un approccio induttivo, partendo dall'osservazione della realtà per generare leggi universali e un sapere a posteriori.
  • I principali esponenti del razionalismo includono Cartesio e Spinoza, mentre Berkeley, Bacon, Locke e Hobbes rappresentano l'empirismo, con una diffusione variabile in Europa e nel mondo anglosassone.
  • Il razionalismo attribuisce un carattere finalistico ai fenomeni, mentre l'empirismo li considera meccanicistici, senza uno scopo definito.

Indice

  1. Correnti filosofiche del Rinascimento
  2. Il razionalismo e il metodo scientifico
  3. Empirismo e osservazione della realtà
  4. Qual è il confronto tra razionalismo ed empirismo?

Correnti filosofiche del Rinascimento

Sono le correnti filosofiche più importanti del Rinascimento e rappresentano l’inizio della filosofia moderna. Altre correnti importanti furono anche il neoplatonismo, il neoaristotelismo e il panteismo naturalistico ma esse non ebbero una diffusione e un’importanza tali a quelle del razionalismo e dell’ empirismo.

Il razionalismo e il metodo scientifico

Il razionalismo ha come obbiettivo quello di rendere la filosofia, una scienza razionale e afferma che la verità è sistematica. Per conoscere questa verità bisogna applicare il metodo scientifico alla filosofia. Il metodo scientifico utilizzato fu quello della matematica e/o quello della geometria, che poi verranno unificate in campo matematico da Cartesio. I razionalisti applicando le scienze astratte alla filosofia, la rendono un sapere certo che descrive un mondo sistematico. Il razionalismo è un tentativo di una costruzione oggettiva della filosofia attraverso un sistema deduttivo. Si tratta di un sistema deduttivo formale preso dalla matematica o geometria (ad esempio partendo dagli assiomi matematici). I razionalisti sono favorevoli ad un sistema deduttivo, il quale parte da un caso generale e costruisce poi legge valida anche per i casi particolari. Essi costruiscono un sapere che si svincola dai fenomeni ed è vero per sé stesso, dunque costruiscono un sapere a priori. Le verità matematiche sono vere a priori e deduttive perché sono vere indipendentemente dalla realtà, dunque sono vere per sé stesse. I principali esponenti furono Cartesio (razionalista matematico) e Spinoza (razionalista geometrico) e la corrente si diffonde specialmente nell’Europa continentale, dove è diffuso l’assolutismo. Il razionalismo, infine è di carattere finalistico perché reputa che tutti i fenomeni abbiano e puntino ad uno scopo (ogni cosa ha il proprio fine).

Empirismo e osservazione della realtà

L’empirismo, invece, non cerca di applicare il sistema deduttivo della matematica alla filosofia perché non lo ritiene un bene, dato che il sapere è concreto e non astratto e può derivare soltanto dall’osservazione. Vanno dunque incontro ad un sistema induttivo che parte dall’osservazione della realtà, ossia parte dal caso particolare e genera una legge valida universalmente. Gli empiristi costruiscono un sapere filosofico a posteriori. Per gli empiristi la realtà va indagata e solo dopo averlo fatto si può stabilire una realtà assoluta. Dunque il sapere è il prodotto dell’osservazione e dipende dalla realtà ma non è fine a sé stesso. I principali esponenti sono Berkeley, Bacon, Locke e Hobbes (gli ultimi due erano anche filosofi nella politica ma avevano visioni opposte) e si diffonde specialmente nel mondo anglosassone, dove è diffuso il liberalismo.

Qual è il confronto tra razionalismo ed empirismo?

Entrambe concepiscono la realtà sistematicamente, ma nel razionalismo il carattere è finalistico (i fenomeni hanno uno scopo definito dalla sistematicità), mentre nell’empirismo il carattere è meccanicistico (i fenomeni non hanno una natura finalistica e non c’è un perché della loro esistenza).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale del razionalismo nel contesto filosofico del Rinascimento?
  2. Il razionalismo mira a rendere la filosofia una scienza razionale, affermando che la verità è sistematica e può essere conosciuta attraverso l'applicazione del metodo scientifico, in particolare quello della matematica e geometria (come indicato nel testo).

  3. Come si differenzia l'empirismo dal razionalismo nella sua concezione del sapere?
  4. L'empirismo si basa sull'osservazione della realtà e sviluppa un sistema induttivo, partendo dai casi particolari per generare leggi universali, mentre il razionalismo utilizza un sistema deduttivo a priori, costruendo un sapere che è vero per sé stesso (come descritto nel testo).

  5. Chi sono alcuni dei principali esponenti del razionalismo e dell'empirismo?
  6. I principali esponenti del razionalismo includono Cartesio e Spinoza, mentre tra gli empiristi troviamo Berkeley, Bacon, Locke e Hobbes, con una diffusione del razionalismo in Europa continentale e dell'empirismo nel mondo anglosassone (secondo il testo).

  7. Qual è la differenza fondamentale tra il carattere finalistico del razionalismo e il carattere meccanicistico dell'empirismo?
  8. Nel razionalismo, i fenomeni sono considerati come aventi uno scopo definito dalla sistematicità, mentre nell'empirismo i fenomeni non hanno una natura finalistica e non c'è un perché della loro esistenza, come evidenziato nel confronto tra le due correnti (come riportato nel testo).

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