Concetti Chiave
- L'idealismo afferma che la realtà è un prodotto ideale della soggettività e del pensiero, con Kant che sottolinea il ruolo attivo del soggetto nella costruzione dell'oggetto.
- Fichte definisce l'io come incondizionato e assoluto, enfatizzando la necessità di conquistare la propria libertà attraverso la consapevolezza del non io.
- Secondo Fichte, l'azione etica deve trasformare il reale in ideale, valorizzando il desiderio come fonte di vitalità continua.
- Nel contesto politico, Fichte sostiene che ogni io aspira all'assoluto e che la libertà si realizza nell'anarchia, dove la ragione guida l'individuo verso la libertà.
- Fichte sottolinea l'importanza del popolo come soggetto collettivo, dove ogni individuo deve contribuire al bene comune mantenendo la propria cultura e identità.
Idealismo:è una scuola filosofica. Significa che la realtà è prodotto ideale di una soggettività di un pensiero.
Contributi di Kant e Fichte
Fichte ebbe grandi problemi con la censura. Kant ha avuto il grande merito di superare il dogmatismo con la rivoluzione copernicana che ha stabilito che il soggetto è chiamato a costruire l'oggetto. La conoscenza supera il dogmatismo. Il soggetto è chiamato a lavorare sulla materia che riceve, la sua ttività ha quindi un limite: la conoscenza (materia+forma).
Kant ricorda nel dogmatismo quando non divide il fenomeno- noumeno.
Il soggetto è assoluto, cioè incondizionato, ciò che non dipende da nulla se non da se stesso: la realtà è prodotto ideale. La realtà dal soggetto.
Fichte chiama il soggetto io.
Ogni oggetto è la produzione di un soggetto.
Quali sono i principi dell'io secondo Fichte?
3 Principi dell'io:
Concetto di incondizionato= l'io è assoluto, l'io è ciò che dipende da nulla se non da se stesso.
Concetto di libertà= ciò che non dipende da nulla se da se stesso è libero. Per essere libero non devo possedere la libertà, ma devo conquistarla.
Questi due concetti coincidono.
il non io è inconsapevolezza, concretezza. L'io riconosce a se il non io. Non è più un io assoluto, ma si pone dei limiti. Se avvenisse in modo consapevole il non io sarebbe alieno e non limiterebbe. Pone non crea perchè la creazione è un atto consapevole pone attraverso l'immaginazione produttiva attività inconscia. L'io pone il non io inconsciamente. È come se lo producesse in sogno, non si rende conto di produrlo perchè se lo facesse non funzionerebbe come limite.
l'io ha perso la sua assolutezza e ha portato dentro di se il limite frammentato.
Tutti e tre i principi avvengono nello stesso momento. Noi siamo i frammenti di un io assoluto. Noi siamo i frammenti che dobbiamo tendere all'assoluto per riformare l'io.
L'io si frammenta a causa della limitatezza.
Visione etica e metafisica di Fichte
Dal punto di vista etico devo agire sul reale in modo da renderlo ideale, comprensibile e questo compito non si esaurirà mai.
Il desiderio è più importante della realizzazione, perchè si trasforma in perenne vitalità.
Fichte ha una visione metafisica panteistica.
Parte da una base cristiana che poi si traduce in forma filosofica, togliendo gli aspetti non esplicabili dalla ragione.
Non c'è il “lieto fine” nel pensiero di Fichte.
I soggetti collettivi sono più forti dei soggetti individuali.
Se più punti di vista individualisti si uniscono nell'io di un popolo, sono più avanti nel cammino verso l'io assoluto attraverso i dotti. Il ruolo di popolo leader, nel Romanticismo spetta al popolo tedesco Fichte dedica discorsi alla nazione tedesca.
Secondo gli altri filosofi (escluso Kant) la ragion pratica è più universale della ragion pura.
Primato ragion pratica: la conoscenza deve ricondurre all'azione. La pratica consegue questa consapevolezza e deve renderla sempre meno.
Non io:devo trasformare il reale/realtà l'inverno ideale; devo trasformare il mondo in mio.
C'è una maggiore strumentalità della conoscenza rispetto a Kant.
La conoscenza è il riconoscimento che la realtà non è il contrario di Dio.
Filosofia politica e anarchia
Dal punto di vista della politica Fichte ritiene che ogni io aspira l'assoluto, c'è una coincidenza tra libertà e assoluto perché ciò che è assoluto non dipende dal nulla se non da se stesso. Ogni io aspira a essere libero. Come discorso politico questo significa che c'è una tendenza all'anarchia.
Se ciascuno di noi seguisse la propria ragione sarebbe libero, quindi i nostri io devono aspirare alla libertà politicamente vuol dire che la forma politica della libertà l'anarchia (realizzazione della propria libertà).
Libertà=obbedire alla ragione.
L'anarchia un'utopia. Utopia il fatto che una meta sia utopia nulla le toglie di essere meta.
L'anarchia è "libertà in" perchè è fatto con convinzione, infatti la libertà da non è fatta con convinzione.
Importanza del popolo e della cultura
È un'opera testimonia una visione che non è chiusa. Chiudere alle merci perché la merce porta con se la cultura. Il popolo, non solo per Fichte, ma per tutto il romanticismo è un soggetto.
L'io Deve sentirsi un tutt'uno con gli altri in questo macro soggetto che il popolo.
Ciascuno di noi deve sacrificarsi per la collettività. Ciascun popolo è importante che abbia una propria cultura, una propria personalità spirituale. Una visione che non significhi la perdita della propria nazionalità.
Lo stato commerciale chiuso è finalizzato proprio a questo. I popoli non si devono confondere tra di loro. L'intellettuale non è uno diverso dagli altri, ma ha quel tipo di personalità per cui devono dare voce a ciò che avvertono.
L'intreccio tra i popoli non deve essere confusionale, ma deve collaborare per avvicinarsi al l'io assoluto.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Kant all'idealismo secondo il testo?
- Quali sono i tre principi dell'io secondo Fichte?
- Come si manifesta la visione etica di Fichte?
- Qual è la posizione di Fichte riguardo alla politica e all'anarchia?
- Qual è l'importanza del popolo e della cultura secondo Fichte?
Kant ha superato il dogmatismo con la sua rivoluzione copernicana, affermando che il soggetto deve costruire l'oggetto, il che implica che la conoscenza è una combinazione di materia e forma.
I tre principi dell'io sono: l'incondizionato, che afferma che l'io è assoluto e non dipende da nulla; la libertà, che deve essere conquistata; e la consapevolezza del non io, che limita l'io stesso.
Fichte sostiene che l'azione etica deve trasformare il reale in ideale, enfatizzando l'importanza del desiderio come fonte di vitalità e la necessità di un continuo impegno verso l'ideale.
Fichte crede che ogni io aspiri all'assoluto e che la libertà politica si realizzi attraverso l'anarchia, intesa come obbedienza alla propria ragione e come un'utopia da perseguire.
Fichte sottolinea che il popolo è un soggetto collettivo fondamentale, e ogni individuo deve sacrificarsi per la collettività, mantenendo la propria cultura e personalità spirituale senza confondersi con gli altri popoli.