Concetti Chiave
- Fichte sviluppa un idealismo etico fondato sulla libertà, esaltando la coscienza nazionale tedesca in un contesto di crisi, come evidenziato nei "Discorsi alla nazione tedesca".
- Contrariamente a Kant, Fichte sostiene che la libertà è un desiderio inafferrabile, mentre il perfezionamento morale è un processo continuo che l'uomo può perseguire ma non raggiungere mai completamente.
- Il concetto di infinito è centrale nel pensiero di Fichte, che afferma che il perfezionamento umano prosegue all'infinito, con ostacoli che l'uomo riesce sempre a superare.
- Fichte utilizza la rivoluzione francese come esempio di come l'ideale di libertà possa affrontare l'assolutismo, sottolineando la natura temporanea di tale libertà.
- La visione di Fichte sulla moralità umana implica un'evoluzione progressiva, ma rifiuta l'idea di una libertà assoluta, riconoscendo che rimarrà sempre un obiettivo irraggiungibile.
Idealismo etico di Fichte
Fichte ci parla di idealismo etico alla base del quale abbiamo la libertà. Fichte è un discepolo di Kant e ammiratore della critica alla ragion pratica. Scrisse "i discorsi alla nazione tedesca" del 1789, durante l'occupazione Napoleonica. è uno scritto che tende ad esaltare la coscienza nazionale tedesca in questo momento fragile, suscitando nel popolo tedesco la convinzione della loro superiorità morale, della coscienza spirituale sugli altri popoli.
Qual è il rapporto tra libertà e perfezionamento morale?
La libertà diversamente da Kant dove l'uomo è felice se sue le leggi che si è dato, è diversa nel concetto del perfezionamento morale. In Fichte questo c'è e ci sarà sempre ma non raggiungerà mai un livello altissimo, non possiamo parlare di un uomo completamente libero in assoluto. L'uomo raggiungerà sempre gradini più alti di perfezionamento morale ma la libertà rimarrà sempre un desiderio dell'uomo non raggiungibile in assoluto.
Ostacoli e progresso umano
Pure i filosofi idealisti parlano di infinito, il perfezionamento dell'uomo andrà avanti all'infinito ma non lo raggiungerà mai, ci sarò sempre qualcosa che l'uomo si crea ostacolandosi ma come dice Fichte ogni ostacolo che l'uomo si crea, riesce sempre a superarlo. Come nella rivoluzione francese che esprime gli ideali della libertà si prende l'ostacolo dell'assolutismo ma è una libertà temporanea, dopo questa vi è il terrore giacobino. L'uomo quindi non è capace di gestire bene quella componente che Kant chiamava insocievolezza umana. Fichte non nega l'evoluzione dell'uomo dal punto di vista morale evolvendosi progressivamente, ma nega l'assoluto in libertà, sostenendo che il raggiungimento della piena libertà sfuggirà sempre all'uomo (concetto di infinito che abbraccia tutti i romantici e i filosofi idealisti).
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto di libertà secondo Fichte rispetto a Kant?
- Come Fichte interpreta il progresso umano e gli ostacoli che incontra?
- Qual è il ruolo della coscienza nazionale nei "Discorsi alla nazione tedesca" di Fichte?
Fichte differenzia la libertà da Kant, sostenendo che mentre Kant vede l'uomo felice quando segue le leggi che si è dato, Fichte afferma che la libertà è legata al perfezionamento morale, che non può mai essere raggiunto in modo assoluto.
Fichte riconosce che il perfezionamento umano è un processo infinito, in cui l'uomo si crea ostacoli, ma riesce sempre a superarli. Tuttavia, egli sottolinea che la libertà rimarrà un desiderio inappagato, mai completamente raggiungibile.
Nei "Discorsi alla nazione tedesca", Fichte esalta la coscienza nazionale come risposta all'occupazione napoleonica, cercando di instillare nel popolo tedesco un senso di superiorità morale e di coscienza spirituale rispetto ad altri popoli.