Concetti Chiave
- Sant'Anselmo è considerato il padre della scolastica e sostiene il primato della ragione, distinguendo tra prove ontologiche e a posteriori per dimostrare l'esistenza di Dio.
- Le contraddizioni nel pensiero di Sant'Anselmo emergono dall'affermazione che la fede prevale sulla ragione, creando due correnti filosofiche successive: razionalisti e misticisti.
- Il concettualismo si esprime attraverso l'opera “conosci te stesso”, in cui il peccato è definito come l'intenzione del male, enfatizzando l'importanza delle intenzioni nel giudizio divino.
- Il misticismo francescano propone un cammino ascensionale non razionale verso Dio, articolato in tre vie: purificazione, illuminazione e unificazione.
- Secondo i misticisti, la conoscenza di Dio si ottiene tramite il sentimento e la meditazione, allontanandosi dalla razionalità per un incontro spirituale diretto.
Indice
Il pensiero di Sant'Anselmo
Può essere considerato il padre della scolastica, essendo uno dei fondatori ed è uno dei principali filosofi del realismo estremo. Nelle opera “De Incarnatione” afferma che la ragione deve essere principe e giudice di tutte le cose (esprime il primato della ragione). Nell’opera “Monologio” afferma che la verità della religione si deve appoggiare sulla ragione e non su un’autorità (no ipse dixit) e cerca di dimostrare l’esistenza di Dio a posteriori (=partendo dall’esperienza). Nell’opera “Proslogio” dimostra l’esistenza di Dio a priori (=prima dell’esperienza; basata solo sulla ragione e non sull’esperienza) ed essa è una “prova ontologica”. Nel monologio il processo è induttivo, mentre nel proslogio il processo è deduttivo.
Quali sono le contraddizioni nel pensiero di Sant'Anselmo?
Sant’Anselmo afferma la “prova ontologica”, dicendo che dato che è impossibile concepire il non essere, deve esserci per forza l’essere assoluto e Dio esiste perché deve esistere l’essere assoluto. L’essenza dell’essere implica necessariamente la presenza dell’essere assoluto. Infine afferma che la fede prevale su tutto il resto, anche sulla ragione e quindi rinnega ciò che aveva detto in precedenza (principio “credo ut intelligam”). Si aprono due vie contraddittorie nel suo pensiero e i filosofi successivi seguiranno il primato della ragione (“razionalisti” es: San Tommaso) o della fede (“misticisti” es: San Bonaventura). Per i razionalisti la fede resta superiori ma la ragione ha comunque un ruolo fondamentale mentre per i misticisti conta solo la fede (la ragione è opera del diavolo).
Il concettualismo e l'etica
Fu un concettualista che abbracciò la corrente razionalistica di Sant’Anselmo. Fu principalmente un logico ma la sua opera principale è “conosci te stesso” ed è un’opera etica. In essa definisce e descrive cos’è il peccato e lo intende come l’intenzione del male. Con quest’opera si mette in contrasto con Pietro Lombardo, pur facendo parte della sua stessa corrente. Nell’opera “lettere a Eloisia”, ossia la suora di cui si era invaghito, sono raccolte le corrispondenti lettere che si inviavano e anche qua descrive il peccato (considera il desiderio di consumare un peccato perché anche se non è avvenuto, lo avevano desiderato). Il giudice divino giudica le intenzioni e non gli avvenimenti concreti (affermano che gli uccisori di Gesù non furono peccatori perché era considerato un millantatore). La ragione esprime se stessa ma non si sa se esprime anche l’essenza di Dio.
Il misticismo francescano
Fu un frate francescano misticista che riteneva che la conoscenza dei dogmi di fede o realtà è possibile con il sentimento mediante la meditazione e non con la ragione. È possibile aspirando ad un triplice scopo, ossia la tre vie ascensionali/del cuore ed esse sono quella della purificazione (purgativa), poi salendo quella dell’illuminazione (illuminativa) e infine quella unificativa a Dio (unitiva). Si tratta di un cammino dell’anima non razionale e di un discorso mistico. Ciò avviene secondo tre tappe:
1) le cose che ci circondano sono segni di Dio e bisogna riconoscerli; esse non sono ispirate dal male e sono segni di ordine e bontà;
2) il passaggio dalle cose esterne all’anima interna; l’anima dentro di noi percepisce il bene e lo desidera (segue il sentimento diversamente dalla ragione);
3) la contemplazione; l’anima ha bisogno di amare dio e non di conoscerlo ed Egli ci attrae con il bene; non si tratta di un’unione razionale ma spirituale.
Come gli altri misticisti abbandona la parte razionale perché non la ritiene necessarie.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della ragione nel pensiero di Sant'Anselmo?
- Quali sono le contraddizioni nel pensiero di Sant'Anselmo riguardo alla fede e alla ragione?
- Come viene definito il peccato nel concettualismo di Sant'Anselmo?
- Qual è la visione del misticismo francescano riguardo alla conoscenza di Dio?
- Quali sono le tre tappe del cammino mistico secondo il misticismo francescano?
Sant'Anselmo sostiene che la ragione deve essere il principe e giudice di tutte le cose, affermando il primato della ragione nella ricerca della verità religiosa, come evidenziato nelle sue opere “De Incarnatione” e “Monologio”.
Sant'Anselmo inizialmente afferma che la ragione è fondamentale, ma successivamente dichiara che la fede prevale su tutto, creando una contraddizione tra il principio “credo ut intelligam” e la sua prova ontologica dell'esistenza di Dio.
Nel suo lavoro “conosci te stesso”, Sant'Anselmo definisce il peccato come l'intenzione del male, sottolineando che il giudice divino valuta le intenzioni piuttosto che gli atti concreti, come evidenziato nelle sue lettere a Eloisia.
Il misticismo francescano sostiene che la conoscenza di Dio avviene attraverso il sentimento e la meditazione, piuttosto che attraverso la ragione, seguendo un cammino ascensionale in tre tappe: purificazione, illuminazione e unificazione a Dio.
Le tre tappe del cammino mistico sono: 1) riconoscere le cose circostanti come segni di Dio, 2) passare dalle cose esterne all'anima interna, e 3) contemplazione, dove l'anima ama Dio senza necessità di conoscerlo razionalmente.