Concetti Chiave

  • Agostino sostiene che futuro e passato non esistono, proponendo invece una distinzione tra presente nel passato, presente nel presente e presente nel futuro.
  • I tre tipi di presente, memoria, intuizione e attesa, sono tutti contenuti nell'anima, secondo Agostino, che non fornisce immediatamente giustificazioni per queste affermazioni.
  • Il linguaggio comune, che distingue tra passato, presente e futuro, non riflette la vera natura della realtà, secondo la tesi di Agostino.
  • Agostino analizza la misurazione del tempo, evidenziando che il presente è in costante scorrimento e non può essere afferrato, mentre passato e futuro non esistono realmente.
  • La conclusione di Agostino è che il tempo esiste solo nell'anima e non come entità esterna, rendendo le misurazioni temporali un fenomeno interiore.

Il passo si apre con una lapidaria affermazione volutamente sconcertante, che è destinata a scardinare le nostre certezze: futuro e passato non esistono. Immediatamente Agostino enuncia la soluzione del problema: dovremmo piuttosto parlare di presente nel passato, presente nel presente e presente nel futuro.

Indice

  1. La triplice natura del presente
  2. Contrasto tra linguaggio e realtà
  3. Qual è l'analisi della misurazione del tempo?
  4. Conclusione sull'esistenza del tempo

La triplice natura del presente

È un artificio retorico. Con questo inizio così incisivo, Agostino cattura la nostra attenzione. Dopo aver enunciato la distinzione di tre tipi di presente, Agostino afferma, in modo altrettanto lapidario e, per adesso, senza fornire giustificazione di quello che dice, che tutti e tre i presenti esistono nell'anima: il presente nel passato è la memoria; il presente nel presente è l'intuizione diretta di quello che cogliamo; il presente nel futuro è l'attesa.

Si noti, ancora una volta, che Agostino non sta dimostrando le sue affermazioni, ma si limita a enunciarle. Nel seguito del passo le renderà evidenti attraverso una finissima analisi della nostra psicologia.

Contrasto tra linguaggio e realtà

La tesi appena esposta contrasta con il linguaggio, che riflette il nostro modo ordinario di guardare le cose. Noi parliamo di passato, presente e futuro. Agostino concede che lo si possa fare, purché si sia ben coscienti che il linguaggio, qui come in altri casi, non riflette la vera natura della realtà. La distinzione di tre tempi conferma la normale inadeguatezza del nostro modo di parlare.

Qual è l'analisi della misurazione del tempo?

A questo punto, Agostino propone un'interessantissima analisi del modo in cui misuriamo il tempo. Quest'analisi rende evidente che ciò che egli ha appena affermato è vero. Per questo, se cerchiamo la realtà del tempo fuori di noi, ci troviamo davanti a qualcosa di evanescente. Diciamo "adesso" ed è già passato. Ma, se li misuriamo, esistono. D'altra parte, come si è appena mostrato, essi non sono cose che si trovano davanti a noi.

Da un lato, noi misuriamo passato e futuro che non esistono (il passato non è più; il futuro non è ancora). Dall'altro, l'unico tempo che esiste passa in continuazione: è il presente, che proprio perché scorre continuamente è impossibile da cogliere e da fissare. Il presente, infatti, non ha estensione: quando mi concentro su un evento, esso è già passato.

Conclusione sull'esistenza del tempo

Agostino sviluppa questa sottile analisi psicologica arrivando gradualmente alla conclusione (che è, in realtà, la tesi affermata fin dall'inizio). Se cerchiamo la realtà del tempo fuori dell'anima, vediamo che essa sfugge: è un istante che passa senza nessuna esistenza. E però l'anima che misura il tempo, e dà misura al presente.

Lo stesso vale per le estensioni di tempo (una settimana, un anno; un tempo doppio di un altro). Se cerchiamo un supporto esterno per simili misurazioni, non lo troveremo mai. Non c'è una cosa fuori di noi che l'anima possa misurare: la settimana non è, poniamo, come un tavolo di cui si possano prendere le misure. Da qui la domanda: in quale spazio l'anima può misurare il tempo, se il tempo non esiste nello spazio fuori di noi?

Per riassumere: attraverso una sottile analisi del modo in cui noi misuriamo e percepiamo il tempo, Agostino mostra che non c'è mai una cosa fuori di noi a cui possiamo ancorare le nostre misurazioni. Dobbiamo dunque pensare che il tempo e le sue distinzioni esistano, ma in uno spazio diverso: è lo spazio interiore dell'anima.

A questo punto, si ritorna alla tesi enunciata all'inizio, che però ora è resa esplicita dall'analisi psicologica condotta. Il tempo, le sue distinzioni e le sue misure esistono, ma non nel mondo esterno.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'affermazione iniziale di Agostino riguardo al tempo?
  2. Agostino afferma che futuro e passato non esistono, suggerendo di parlare invece di presente nel passato, presente nel presente e presente nel futuro.

  3. Come definisce Agostino i tre tipi di presente?
  4. Agostino identifica il presente nel passato come memoria, il presente nel presente come intuizione diretta e il presente nel futuro come attesa, tutti esistenti nell'anima.

  5. Qual è il contrasto tra linguaggio e realtà secondo Agostino?
  6. Agostino sottolinea che, sebbene parliamo di passato, presente e futuro, il linguaggio non riflette la vera natura della realtà, evidenziando l'inadeguatezza del nostro modo di esprimere il tempo.

  7. Cosa emerge dall'analisi di Agostino sulla misurazione del tempo?
  8. Agostino osserva che il passato e il futuro non esistono realmente, mentre il presente scorre continuamente e non può essere fissato, rendendo difficile la sua misurazione.

  9. Qual è la conclusione finale di Agostino riguardo all'esistenza del tempo?
  10. Agostino conclude che il tempo e le sue distinzioni esistono nell'anima e non nel mondo esterno, suggerendo che le misurazioni temporali devono essere ancorate a uno spazio interiore.

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