Concetti Chiave
- Aurelio Agostino, nato nel 354 a Tagaste, attraversa un percorso di studio e insegnamento che lo porta a una profonda crisi interiore e alla conversione cristiana.
- Le "Confessiones" non sono un'autobiografia tradizionale, ma un'opera di fede in cui Agostino esplora la sua ricerca di verità e la presenza di Dio nelle sue esperienze.
- Il furto delle pere rappresenta un atto privo di necessità, evidenziando la natura del peccato come un'azione compiuta solo per il piacere di trasgredire.
- La conversione di Agostino avviene a Milano, culminando in un momento di ispirazione divina che lo spinge a riconoscere la necessità di abbandonare la sregolatezza.
- Agostino ha avuto una profonda influenza nella filosofia e teologia occidentale, ispirando pensatori importanti e contribuendo alla formazione della dottrina cristiana.
1) La vita.
La vita di Agostino
Aurelio Agostino vive nasce a Tagaste, in Numidia, nel 354, da un modesto funzionario convertitosi sul letto di morte al cristianesimo e da Monica, fervente cristiana. Studia retorica a Tagaste, Madaura, Cartagine, dove giovanissimo si unisce ad una donna da cui ha un figlio. La lettura dell’Hortensius di Cicerone indirizza Agostino allo studio della filosofia. Aderisce al manicheismo che sembra offrire all’uomo salvezza attraverso l’uso del pensiero. Intanto, insegna retorica prima a Tagaste, poi a Cartagine. Nel 383 si trasferisce a Roma, dove, attraverso l’esperienza dello scetticismo, comincia a staccarsi dalle dottrine manichee; l’anno dopo è nominato professore di retorica a Milano. Qui la conoscenza delle prediche di Ambrogio, delle dottrine neoplatoniche, i contatti con gli intellettuali della città determinano il distacco dal manicheismo. Ormai l’adesione alla dottrina cristiana è quasi compiuta, ma l’inclinazione ai piaceri sensuali ostacola la piena conversione morale. Nel 386 l’incontro con un’epistola di San Paolo lo porta a superare il conflitto tra “la legge della carne” e “la legge dello spirito”. Si ritira a Cassiciācum con alcuni parenti e amici per un periodo di studio e di raccoglimento. Ricevuto il battesimo a Milano nel 387 dal vescovo Ambrogio, decide di tornare in Africa; nella tappa a Ostia muore la madre. A Tagaste trascorre tre anni in meditazione e ritiro; nel 391 a Ippona è ordinato sacerdote, in seguito collabora con il vescovo Valerio. In seguito, fino alla morte, è intensissima l’attività pastorale e dottrinale, di organizzazione della Chiesa africana, di lotta contro gli eretici. Prende posizione contro l’arianesimo; contro il donatismo e il pelagianesimo, che ritiene l’uomo in grado di salvarsi senza intervento della Grazia divina. Muore nel 430.
2) Le “Confessiones”.
Le Confessiones di Agostino
Le Confessiones rivelano l’evoluzione dell’anima di Agostino dall’infanzia alla maturità e il raggiungimento alla fede. Agostino compose l’opera nel periodo di grande impegno pastorale e dottrinale a Ippona, nel 397 o 398. Il titolo può prestarsi a equivoci: il termine “Confessioni”deve essere interpretato correttamente; non si tratta di un’opera autobiografica, ma per l’autore ha un valore principalmente religioso: egli “confessa”, cioè proclama la sua fede in un Dio buono che è degno di lode (“confessio fidei“) da parte dell’uomo peccatore. Le “Confessioni” non sono un’autobiografia nel senso comune della parola, ma lo sono nel senso che Agostino mostra la ricerca della realtà e della verità, fino alla conversione al cristianesimo. Quest’opera è considerata come un’indagine che ha lo scopo di mettere a fuoco i momenti rilevanti della vita di Agostino, che lo hanno portato sulla via della confessione. Non è semplice stabilire lo scopo per cui l’autore scrisse le Confessiones, forse per dimostrare il faticoso elevarsi dello spirito verso Dio e per celebrare la misericordia e la grandezza di Dio. Dei 13 libri che compongono l’opera, i primi 9 narrano le vicende fino alla conversione e alla morte della madre; il decimo è una pausa riflessiva sulla condizione presente; gli ultimi 3, di carattere teologico-filosofico, analizza i primi capitoli della Genesi. Esiste comunque un’unità di fondo tra queste parti, in quanto l’autore pone in rilievo la presenza di Dio che egli ha sperimentato nelle sue vicende personali (libri I-IX) e che ognuno può intravedere in se stesso (libro X) o nel mondo che lo circonda (libri XI-XII). Lo stile delle Confessioni è caratterizzato dalla ripresa del linguaggio biblico con lingua letteraria. Ne risultano pagine ricche di figure retoriche, tra cui spiccano le anafore e le epifore, le enumerazioni e le giustapposizioni asindetiche e gli ossimori, attraverso cui lo scrittore tenta di esprimere la complessità della sua vita lontana da Dio. I giochi ritmici e fonici fanno delle “Confessioni” una delle opere dell’antichità più ricche di effetti sonori.
3) La fortuna.
Influenza di Agostino
Agostino ha esercitato sul mondo occidentale una profonda influenza dal punto di vista filosofico, teologico e letterario. Il pensiero medievale riconosce in lui, fino alla scoperta di Aristotele, l’autorità indiscussa in campo filosofico-teologico; nache la dottrina di Tommaso d’Aquino riprende elementi agostiniani. Tra i molti filosofi che, nelle epoche successive, si ispirano ad Agostino furono Cartesio, il cui “cogito ergo sum” è debitore del “si fallor, sum”; Pascal riprende l’idea agostiniana della necessità della conoscenza interiore per giungere a Dio; e Bergson. In campo teologico molti dei protagonisti della Riforma Protestante (tra cui lo stesso Lutero) e, nel 600, il teologo Giansenio ne sentirono l’influsso. Infine, i vari concili, nelle diverse epoche, hanno avuto come punto di riferimento la dottrina e le opere agostiniane. Per quanto riguarda la letteratura, l’autore più profondamente influenzato da Agostino fu Petrarca, che lo considerò un vero e proprio modello di vita, come egli stesso rivela nella lettera in cui narra la salita al Monte Ventoso. Anche Dante, come Rousseau, però rivela una forte componente mistica di ascendenza agostiniana. Nell’età contemporanea l’autore continua a essere studiato come filosofo di rilevante importanza per lo sviluppo del pensiero occidentale.
Testi.
T1) L’'incipit delle Confessioni.
Incipit delle Confessioni
L’opera di Agostino non mostra in apertura il nome del protagonista, ma quello di Dio, il vero destinatario delle “Confessioni”. Nell’incipit vi è un’appassionata lode rivolta a Dio per celebrarne al potenza e la sapienza, di fronte alle quali l’essere umano non è altro che “Minima particella del creato”, che deve invocarlo, conoscerlo e credere in lui. Dio è presentato come oggetto del desiderio dell’uomo, che è spinto verso di lui alla ricerca della felicità e della verità. Il rapporto con Dio è caratterizzato dal dinamismo: nulla è dato per scontato, ma si tratta di un cammino spirituale, in cui l’uomo deve riprendere fede e ragione e, in particolare, sulla fede deve costruire la propria conoscenza. Riguardo le scelte stilistiche, sono da sottolineare l’uso della 2° persona singolare, tipico delle preghiere e degli inni pagani rivolti alle varie divinità, le varie citazioni bibliche, le molte proposizioni interrogative e le contrapposizioni volte a riprodurre la tensione emotiva di Agostino nel suo dialogo con Dio.
T2) Il furto delle pere.
Il furto delle pere
Nelle Confessioni, Agostino racconta di un furto da lui commesso in giovane età. Vicino a casa sua c'è un pero carico di frutti. Di notte insieme con altri coetanei, lascia la casa, va nell'orto del vicino e ruba una grande quantità di pere, per poi gettarle ai maiali, avendone in abbondanza e di migliori in casa propria. Da ciò si capisce che Agostino è spinto al furto non per esigenza. Ruba qualcosa non per necessità, ma per il solo gusto di commettere quell'azione. Infatti, Agostino sostiene di non essere affascinato dal sapore e dalla forma delle pere, ma dalla malefatta, dal piacere di peccare insieme agli altri compagni. E in questo consiste l'essenza vera del peccato, nel compiere un'azione triste e sgradevole in quanto inutile, senza nessun tipo di guadagno o necessità al solo scopo di compiere un'azione solo per il desiderio di farla: si commette quindi il male senza motivo. Agostino stesso sostiene che il furto è punito dalla legge del Signore, e anche dalla legge che è scritta nel cuore di ogni uomo e che neanche l'iniquità riesce a cancellare.
T3) La Conversione.
Qual è la conversione di Agostino?
Il passo presenta la conversione di Agostino al cristianesimo, che completa durante il suo soggiorno a Milano, quando ebbe occasione di ascoltare le prediche del vescovo Ambrogio. La conversione non è un fatto improvviso e miracoloso, ma è il punto di arrivo di un lungo itinerario spirituale, la cui prima tappa è costituita dall’avvicinamento alla filosofia. Agostino ha acquistato l’essenza della fede cristiana, ma si sente ancora debole nella volontà, in quanto attratto dai piaceri mondani. Egli mostra la sua crisi interiore, schiacciato dalla debolezza e incapace di fare la scelta che riconosce come bene. La grazia divina interviene in suo aiuto quando, in preda all’angoscia, esce in giardino e, gettatosi a terra sotto un albero di fico, si abbandona a un pianto dirotto, invocando Dio. Gli giunge allora una voce infantile che ripete «Prendi, leggi; prendi, leggi». Agostino obbedisce a questa voce e, rientrato in casa, prende il libro delle epistole di Paolo, lo apre a caso e legge quanto vi è scritto, che lo colpisce come se fossero le parole di un oracolo: si tratta dell’esortazione ad abbandonare la sregolatezza. Così capisce che è giunto il momento di fare del bene.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato delle "Confessiones" di Agostino?
- Come avviene la conversione di Agostino al cristianesimo?
- Qual è l'importanza del furto delle pere nella vita di Agostino?
- In che modo Agostino ha influenzato il pensiero occidentale?
- Qual è il tema centrale dell'incipit delle "Confessiones"?
Le "Confessiones" non sono un'autobiografia nel senso comune, ma un'opera di fede in cui Agostino proclama la sua ricerca della verità e della realtà, culminando nella sua conversione al cristianesimo (Le Confessiones di Agostino).
La conversione di Agostino è il risultato di un lungo percorso spirituale, culminato dall'ascolto delle prediche di Ambrogio a Milano e dall'intervento della grazia divina, che lo spinge a riconoscere il bene (La conversione di Agostino).
Il furto delle pere rappresenta per Agostino un'azione priva di necessità, simbolo del peccato e della malefatta compiuta per il solo gusto di peccare, evidenziando la natura del male (Il furto delle pere).
Agostino ha avuto un impatto profondo sul pensiero filosofico, teologico e letterario, influenzando figure come Cartesio, Pascal e i protagonisti della Riforma Protestante, e continuando a essere studiato nel pensiero contemporaneo (Influenza di Agostino).
L'incipit delle "Confessiones" si concentra sulla lode a Dio, presentato come oggetto del desiderio umano, e sottolinea il dinamismo del rapporto tra l'uomo e Dio, che richiede fede e ricerca della verità (Incipit delle Confessioni).