Concetti Chiave
- Agostino, nato nel 354 d.C. a Tagaste, si forma nella retorica e insegna in importanti città come Cartagine, Roma e Milano.
- Dopo un periodo di adesione al manicheismo, si converte al cristianesimo, influenzato dal neoplatonismo e dalle omelie di Ambrogio.
- Nel suo pensiero, Agostino integra ragione e fede, sostenendo che entrambe sono necessarie per comprendere e credere in Dio.
- Definisce il male come privazione di bene e di essere, enfatizzando che non deriva da Dio ma dalla scelta morale errata dell'uomo.
- Il libero arbitrio gioca un ruolo cruciale nelle sue opere, poiché l'uomo deve scegliere tra un'esistenza carnale e una spirituale.
Infanzia e formazione di Agostino
Agostino nacque nel 354 d.C. a Tagaste, nell’attuale Nigeria, da madre cristiana e padre pagano. La sua formazione è incentrata tutta sullo studio della retorica e nel 374 insegnò questa disciplina prima a Cartagine, poi a Roma e infine a Milano. In questi anni nutre una fede spontanea nel cristianesimo, religione che conosce superficialmente.
Conversione al cristianesimo
Da giovane aderisce al manicheismo, religione che afferma che l’uomo è posto in una realtà dove esistono due principi contrapposti, il bene e il male e l’uomo deve scegliere, non c’è una via di mezzo, non può scegliere un compromesso. Per un certo periodo, Agostino segue questa filosofia, ma quando legge le Enneadi e ascolta le omelie del vescovo Ambrogio, è affascinato dal neoplatonismo e si converte.
Neoplatonismo e dottrina cristiana
Egli riscontra nel neoplatonismo delle concordanze con la dottrina cristiana, riguardo alle tesi plotiniane che affermano:
• la trascendenza e l’unicità dell’Uno che corrisponde alla trascendenza e unicità di Dio. Il filosofo vuole affermare che Dio crea dal nulla e crea vinto da una molla d’amore verso l’umanità. L’anima è la fede dell’uomo, nella quale Dio ha messo la sua impronta e attraverso la quale indirizza l’uomo verso questo percorso ascendente verso di Lui.
• la mente divina (l’intelletto) che rimanda in parte al Verbo divino (Logos);
• il male come privazione di essere.
Opere e pensiero di Agostino
Agostino al termine di sofferte meditazioni testimoniate dall’opera le Confessioni (dove sono annotate pure le differenze tra il neoplatonismo e il cristianesimo), arriva alla conversione e avverte l’esigenza di approfondire e rafforzare la sua fede, ricevendo il battesimo e di tornare in Africa per diffondere il Vangelo e difendere la dottrina cristiana dagli attacchi dei nemici della Chiesa. Qui viene nominato prima sacerdote ad Ippona, dove fonda un monastero; e poi nel 395 diventa vescovo. Muore nel 430 a Ippona.
Dialogo interiore e ricerca della verità
Un’altra opera importante scritta da Agostino è il Soliloquia, nella quale egli immagina un dialogo ideale tra lui e la ragione: Agostino desidera conoscere Dio e l'anima, la ragione dovrà dargli una risposta.
Ragione e fede
Il filosofo ritiene che sia possibile ricercare la verità solo attraverso il dialogo, inteso come discorso con se stesso. La riflessione deve essere meditazione interiore ossia dialogo con la propria anima (soliloquia) in quanto nell’anima si può trovare Dio, il quale ha creato l’uomo a propria immagine e somiglianza. Pertanto l’uomo può raggiungere Dio ritornando a se stesso. Egli, infatti, esiste, conosce e ama analogamente alla Trinità di Dio, che è Essere perfetto (Padre), Intelligenza (figlio), Amore (Spirito Santo).
Il processo conoscitivo non può avvenire solo con la ragione, perché essa può solo dire quello che Dio non è (teologia negativa), ma è necessaria anche la fede. Essa è un dono: si ha solo se Dio ce la dona. Ragione e fede sono complementari, in quanto per credere in Dio è necessario capire (crede ut intelligas) e per capire Dio è necessario credere (intellige ut credas).
Tuttavia, per Agostino è importante anche l’intelligenza, un altro dono di Dio, che aiuta gli uomini a credere di più e ad avvicinarsi alla fede.
Libero arbitrio e scelta morale
L’uomo deve scegliere se trasformarsi da uomo vecchio, esteriore e carnale, in un uomo nuovo, interiore e spirituale. Per adoperare questa scelta, Agostino ammette il libero arbitrio: l’uomo non può scegliere il male, perché esso non esiste, ma può scegliere male, se accetterà le cose non come mezzo ma come fine della propria esistenza. E in questo caso, peccherà.
Natura del male
CHE COS’È IL MALE?
Agostino si era sempre chiesto “da dove deriva il male?”, ma adesso capisce che occorre chiedersi “che cos’è il male?”. Scoperto che è una privazione di essere e sapendo che il cristianesimo afferma che Dio è bene, amore e provvidenza, arriva alla conclusione che il male non può derivare da Lui. Il male è dunque privazione di bene e di essere.
Però, Agostino non nega che nel mondo vi siano imperfezione. In un certo senso, egli riconosce che il male nel mondo esiste, ma lo intende come sintomo di minore perfezione e dice che tutti gli elementi, anche quelli che apparentemente sono negativi, sono tutti necessari nel meraviglioso ordine del mondo.
Invece, riguardo al male morale, egli afferma che consiste nel peccato, nella scelta sbagliata dell’uomo, quando non considera più le cose come strumenti ma come fine. che si stacca da Dio e ripone tutto se stesso nelle cose del mondo. E in questo caso, l’uomo, non vive per incontrare Dio, ma il suo comportamento è finalizzato a quelli che devono essere solo strumenti (es. il denaro è uno strumento per vivere bene, ma non può trasformarsi in fine).
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della conversione di Agostino al cristianesimo?
- Come Agostino definisce il male?
- Qual è il ruolo della ragione e della fede nel pensiero di Agostino?
- In che modo Agostino affronta il concetto di libero arbitrio?
- Qual è la visione di Agostino riguardo alla natura del male morale?
La conversione di Agostino segna un momento cruciale nella sua vita, in cui abbandona il manicheismo e abbraccia il cristianesimo, trovando concordanze con il neoplatonismo e approfondendo la sua fede, come evidenziato nel testo.
Agostino definisce il male come una privazione di essere e di bene, giungendo alla conclusione che non può derivare da Dio, il quale è bene e amore, come spiegato nel testo.
Agostino sostiene che ragione e fede sono complementari; la ragione può solo indicare ciò che Dio non è, mentre la fede è necessaria per comprendere Dio, come descritto nel testo.
Agostino afferma che l'uomo ha il libero arbitrio per scegliere di trasformarsi in un "uomo nuovo", ma avverte che non può scegliere il male, poiché esso non esiste, come indicato nel testo.
Agostino considera il male morale come una scelta sbagliata dell'uomo, che si distacca da Dio e considera le cose materiali come fini, piuttosto che come mezzi, come spiegato nel testo.