Concetti Chiave
- Il confronto tra Cristianesimo e mondo secolarizzato è il tema centrale nella teologia del Novecento.
- K. Barth critica la teologia liberale enfatizzando la differenza ontologica tra uomo e Dio e l'importanza della rivelazione divina.
- P. Teilhard de Chardin propone una visione evoluzionista che culmina in una "super-coscienza" e nella Parousia, integrando cosmo e fede.
- R. Guardini sviluppa una teologia esistenziale che esplora la bipolarità dell'essere e l'essenza della fede come relazione con Cristo.
- H. U. von Balthasar sostiene che la teologia deve focalizzarsi sull'amore assoluto di Dio piuttosto che su un approccio antropologico.
Qual è il confronto del cristianesimo con il mondo?
Tema dominante della teologia del Novecento è il confronto del Cristianesimo con il mondo contemporaneo, un mondo ormai secolarizzato.
Teologia protestante del Novecento
In campo protestante, K. Barth critica la teologia liberale e recupera il tema kierkegaardiano della differenza ontologica fra uomo e Dio. E solo Dio a rivelarsi: sono possibili una teologia della parola di Dio e una teologia della croce. Indaga sull’umanità di Dio e sottolinea l’alleanza tra Dio e l’uomo; afferma che i nostri concetti sono in grado non di rappresentare Dio, ma di parlare di Dio grazie alla rivelazione. Quella d D. Bonhoeffer è una cristologia pratica che affronta il problema del rapporto tra Cristo e un mondo diventato adulto, che non ha più bisogno di un Dio Padre onnipotente a cui appoggiarsi continuamente. Occorre far lievitare una fede adulta, frutto di una scelta consapevole e coerente. La sua è un’etica non giudicante e concreta. R. Bultmann sottolinea il contrasto che esiste tra il mondo in cui vive l’uomo moderno e l’immagine mitica del mondo che fornisce il Nuovo Testamento. Il Cristianesimo deve recuperare ‘annuncio. L’esistenza umana è inautentica, autentica è l’esistenza della fede.
Teologia cattolica e visioni evoluzioniste
In campo cattolico, P. Theilhard de Chardin ha una visione evoluzionista, intesa come processo di cosmogenesi tendente a realizzare livelli crescenti di complessità nell’organizzazione del mondo, fino a produrre forme di coscienza (la noogenesi), fino a giungere a una “super-coscienza”, poi alla Parousia, al ritorno di Cristo, con cui avrebbe termine la storia. Per H. de Luba la Chiesa si rivolge a ogni uomo e a tutto l’uomo. Ciò implica l’apertura a diverse prospettive, anche a quelle forme di umanesimo ateo che pure critica. L’uomo è caratterizzato dal desiderio essenziale e naturale di vedere Dio, è un essere finito che desidera l’infinito. J. Daiiiélou contrappone la concezione cristiana della storia, centrata su un divenire temporale lineare e irreversibile, a quella greca, ciclica e ripetitiva. Critica anche la concezione moderna della storia, che in nome del progresso ha cancellato “il fine” della storia. La storia sacra primeggia su quella profana e la ingloba. Cattolicità significa unità nella pluralità, quindi confronto con le altre religioni. M.-D. Chenu afferma il significato positivo, umanistico e cristiano, del lavoro. La teologia di Y. Congar ruota attorno al concetto della Chiesa come Popolo di Dio, concetto con cui più facilmente si può aprire il dialogo con le Chiese riformate. Congar rivaluta il ruolo del laicato.
Teologia esistenziale e antropologica
R. Guardini si propone di dare alla teologia un più robusto fondamento filosofico elaborando una teologia esistenziale. Egli afferma la bipolarità dell’essere: l’uomo è singolarità e totalità, immanenza e senso della trascendenza. Occorre affermare la fede come essere-in-Cristo.
K. Rahner fautore di una teologia come antropologia trascendentale, al centro della quale vi è l’heideggeriana domanda sull’essere, che è anche domanda sull’interrogante. Vi è anche un Cristianesimo anonimo, vi sono non-cristiani che realizzano il mistero cristiano della carità e dell’amore.
H. U. von Balthasar ritiene che la teologia non debba seguire la via antropologica, perché il Cristianesimo ha in sé la propria giustificazione. Egli propone la via dell’amore assoluto di Dio, che in Cristo si fa incontro all’uomo.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale della teologia del Novecento?
- Come si distingue la teologia protestante di K. Barth?
- Qual è la visione evoluzionista di P. Teilhard de Chardin?
- In che modo R. Guardini contribuisce alla teologia esistenziale?
- Qual è la posizione di K. Rahner sulla teologia come antropologia trascendentale?
Il tema dominante è il confronto del Cristianesimo con un mondo contemporaneo sempre più secolarizzato.
K. Barth critica la teologia liberale, enfatizzando la differenza ontologica tra uomo e Dio e sostenendo che solo Dio si rivela, permettendo una teologia della parola e della croce.
P. Teilhard de Chardin propone una cosmogenesi che porta a livelli crescenti di complessità e coscienza, culminando nella "super-coscienza" e nella Parousia, il ritorno di Cristo.
R. Guardini sviluppa una teologia esistenziale che afferma la bipolarità dell’essere umano, sottolineando l'importanza della fede come essere-in-Cristo.
K. Rahner propone una teologia che si concentra sulla domanda heideggeriana sull’essere, riconoscendo anche l'esistenza di un Cristianesimo anonimo che realizza il mistero cristiano attraverso l'amore.