Concetti Chiave

  • Idealismo e positivismo sono correnti filosofiche predominanti nel 19 secolo, con il positivismo che enfatizza scienza e ragione, escludendo l'aspetto spirituale.
  • L'antipositivismo emerge come reazione al positivismo, sostenendo che la conoscenza può derivare anche da aspetti spirituali e introspezione.
  • Henri Bergson, massimo esponente dello spiritualismo, propone una concezione del tempo che distingue tra il tempo scientifico, oggettivo e reversibile, e il tempo della vita, soggettivo e irreversibile.
  • Bergson introduce il concetto di slancio vitale, una forza creativa che guida l'evoluzione e la sopravvivenza degli esseri viventi, contrapponendosi al meccanicismo.
  • Bergson differenzia tra società chiuse, caratterizzate da rigidità morale e religiosa, e società aperte, che favoriscono un'evoluzione creativa e una morale dinamica.

Indice

  1. Idealismo e positivismo nel 19 secolo
  2. Spiritualismo e Henri Bergson
  3. Concezione del tempo di Bergson
  4. Slancio vitale e biforcazioni
  5. Società chiuse e aperte secondo Bergson

Idealismo e positivismo nel 19 secolo

Idealismo e positivismo erano correnti filosofiche molto diffuse nel 19 secolo Positivismo era una realtà costituita da materia; da leggi meccaniche:

- scienza

- Ragione

- Esclusione dello spirito

- Filosofiacomeriflessionesullascienza
Ma ad un ceto punto c’è una reazione al positivismo chiamata: antipositivismo.

Dove la conoscenza non deriva solo dalla scienza, dalla ragione o da le leggi meccaniche, ma può arrivare, secondo gli antipositivisti, la conoscenza anche attraverso degli aspetti spirituali.

La filosofa deve anche essere un modo per conoscere la spiritualità, cosa che era stata esclusa dal positivismo, perché il positivismo non poteva analizzare qualcosa di cui non si poteva fare esperienza, o che non era osservabile. Perciò nasce tale reazione al positivismo: l’antipositivismo

I movimenti anti- positivistici prevedono il fatto che:

1. La conoscienza non si basa solo sulla scienza.

2. Esiste una realtà spirituale.

3. La realtà si conosce attraverso la coscienza e l’indagine su di se.

Spiritualismo e Henri Bergson

E nasce quindi: lo spiritualismo.

Che è una delle reazioni al positivismo, parte da interessi morali, religiosi, etici, spirituali e da importanza a:

- Coscienza.

- Introspezione.

- Interiorità.

- Cuore, sentimento.

- Spiritualità.

Massimo esponente di tale corrente è sicuramente: Henri Bergson (si contrappone a Einstein)

- saggio sui dati immediati della coscienza: mostra il suo antipositivismo; e vede la coscienza come

modo per conoscere aspetti della realtà non legati alla scienza

- Materia e memoria: si occupa del rapporto tra il corpo e lo spirito; a memoria strumento racchiuso

nell’involucro del corpo.

- L’evoluzione creatrice: sostiene che l vera natura della vita è data da quello SLANCIO VITALE che ha

origine nella coscienza, si inserisce nel corpo e si sprigiona.

Per lui esistono due tempi:

Tempo della scienza: al contrario di quello della vita è.

- reversibile: poiché si può ad esempio replicare un esperimento, con le stesse variabili.

- Quantitativo.

- Discontinuo: qualcosa di ripetibile, si possono effettuare sempre ricerche.

- Astratto.

- Esteriore: esterno a noi.

- Legato allo spazio.

Bergson paragona il tempo della scienza a una collana di perle: composta da perle simili, continuative

Tempo di vita: il tempo dalla mia vita è diversa da quella di un altro; questo perche il tempo della vita è:

- unico;

- irreversibile: non si può tornare indietro;

- Qualitativo: non può essere quantitativo;

- Continuo: il tempo della vita non si ferma mai;

- Concreto: qualcosa di tangibile, si vive ora;

- Interiore: si trova dentro ogni uomo (io vivo quello che vivo io dentro di me);

- Legato al tempo: legato al fatto che si nasce e si morirà (e c’è una continuità non si può smettere di vivere

per un attimo);

Bergson paragona il tempo di vita a un gomitolo: che può essere arrotolato, può essere allungato, disciolto, ristretto, ma ha un inizio e una fine, quindi noi siamo il nostro passato il nostro presente e ci si prospetta il nostro futuro sempre sullo stesso gomitolo

Così come la valanga: che ci da l’idea dell’irreversibilità di qualcosa che arriva e che è un continuo mutamento proprio come la vita; ecco a cosa si lega la metafora della valanga.

Per i positivisti spazio e tempo sono legati, ma Bergson si oppone a tale visione poiché egli parla dal tempo da un punto di vista psicologico e non oggettivo questo è evidente dall’esempio dell’orologio:

• L’orologio: per i positivisti è un orologio quantitativo, che nei 60 minuti segna i minuti e i secondi; quantifico i 60 minuti; ma secondo Bergson i 60 minuti sono diversi rispetto a ciò che io sto vivendo (es. se si sta ad una festa divertendosi, 60 minuti sembrano passare velocissimi, rispetto a quando si deve studiare che al contrario sembrano passare lentamente)

Concezione del tempo di Bergson

Perciò lui afferma che l’orologio è diverso ma a cambiare è la percezione dell’orologio.

- Io so cosa è il tempo all’interno di quell’orologio proprio grazie alla coscienza ( quindi anche il tempo della scienza ha la sua origine dalla coscienza, poiché è proprio questa che da un significato alle cose); senza coscienza non ci si renderebbe conto neanche di cosa sia un orologio perciò:

- Le cose ci sono a partire dal piano soggettivo, psicologico

Se si sa cosa è il tempo, è proprio grazie alla coscienza, alla memoria (anche per il tempo della scienza)

Questo concetto di tempo e durata, ha portato Bergson ad una polemica contro Einstein per la sua teoria della relativista ristretta di Einstein

• Einstein: rappresenta il tempo della scienza,

Simultaneità per Einstein: il tempo è oggettivatile e relativo ad uno specifico sistema di riferimento

• Bergson: è più legato al tempo della vita, che è diverso in ogni uomo. Per Bergson c’è una concezione fisica e psicologica del tempo dove la concezione fisica è ricondotta a quella psicologica

Simultaneità per Bergson: è soggettiva e legata alla memoria ( in grado di collegare il prima e l’adesso)

Oggi sappiamo, che ad avere ragione era Einstein.

La vita è:

1. Creativa.

2. Imprevedibile.

3. Ha una memoria del suo passato (è conservativa).

Bergson parla anche della differenza tra uomo e natura:

• Uomo: ha una sola vita (una sola strada)

• La natura: ha più strade da percorrere, la natura è più libera rispetto all’uomo Ma entrambi hanno slancio vitale che sfruttano in modo diverso.

Slancio vitale e biforcazioni

Lo slancio vitale: è una spinta, una forza che consente la vita, è una forza che ci consente di poter sopravvivere, di poterci evolvere anche in base a cosa serve per poter sopravvivere.

- rifiuto del meccanicismo

Lui parla di slancio vitale a partire della creazione, da come si è creato tutto e parla di un primo slancio vitale che ha portato ad una biforcazione:

1. Prima biforcazione: tra piante e animali: le piante per il sostentamento fanno la fotosintesi crofiliana,

gli animali invece per farlo hanno avuto bisogno di sviluppare la coscienza.

2. Seconda biforcazione: tra artropodi (insetti) e vertebrati (l’uomo)

Istinto + intelligenza=intuizione.

Istinto è più animale, e l’intelligenza più umana anche se l’uomo stesso è passato dall’uomo faber più istintivo all’uomo sapiens più intelligente più razionale che utilizzava l’intelligenza.

L’istinto che diventa coscienza, che diventa consapevole di se stesso è un istinto intelligente, che porta all'intuizione= e la massima espressione, manifestazione dell’unione tra istinto e intelligenza sono le arti.

Società chiuse e aperte secondo Bergson

Egli fa una differenziazione tra Società chiuse e aperte e la morale e la religione che vi è in esse:

• - -

• -

Società chiuse: sono delle società dove la persona, è inserita all’interno ma con dei confini ben prestabiliti, delimitati, si hanno delle abitudini sociali ben precise e in tali società vige:

la “morale delle obbligazioni”; perche non muta mai in quanto legato ad abitudini sociali; la sua libertà sarà comunque limitata.

Religione statica: in tale società si ha una religione statica; caratterizzata da miti superstizioni, magie... ed è la risposta, una reazione di difesa della natura contro l’intelligenza. Sono una risposta alle paure dell’uomo (es. di morire, del dolore, delle malattie)

Società aperte: vi è uno slancio vitale creativo maggiore, più libertà, priva di confini perciò c’è

una “morale assoluta”, in continuo cambiamento ed evoluzione, non essendo una società che rimane chiusa, fossilizzata, ma in evoluzione.

- Religione dinamica (misticismo): una religione che parte dall’amore universale, che porta verso il misticismo e Bergson spera ci sia un giorno un genio mistico, che possa trascinare con il misticismo la società aperta, aprirla, renderla più libera facendo fluire quello che è lo slancio vitale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale differenza tra idealismo e positivismo nel 19° secolo?
  2. L'idealismo si oppone al positivismo, che si basa esclusivamente su scienza e ragione, escludendo la dimensione spirituale. L'idealismo, invece, riconosce la possibilità di una conoscenza che include aspetti spirituali e interiori (testo).

  3. Chi è il massimo esponente dello spiritualismo e quali sono le sue principali idee?
  4. Henri Bergson è il massimo esponente dello spiritualismo, che enfatizza la coscienza, l'introspezione e la spiritualità, opponendosi al positivismo e sostenendo che la vera natura della vita è legata a uno slancio vitale originato dalla coscienza (testo).

  5. Come Bergson distingue tra il tempo della scienza e il tempo della vita?
  6. Bergson distingue il tempo della scienza, che è reversibile, quantitativo e astratto, dal tempo della vita, che è unico, irreversibile e qualitativo, sottolineando che la percezione del tempo è soggettiva e legata alla coscienza (testo).

  7. Qual è il concetto di "slancio vitale" secondo Bergson?
  8. Lo slancio vitale è una forza creativa che consente la vita e l'evoluzione, rifiutando il meccanicismo e portando a biforcazioni evolutive tra diverse forme di vita, come piante e animali (testo).

  9. Qual è la differenza tra società chiuse e aperte secondo Bergson?
  10. Le società chiuse sono caratterizzate da confini rigidi e una morale statica, mentre le società aperte promuovono una morale assoluta in evoluzione e una religione dinamica, favorendo la libertà e la creatività (testo).

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