Concetti Chiave
- Nel V secolo a.C. ad Atene, la crisi delle ideologie tradizionali favorisce la nascita della filosofia e il rafforzamento della democrazia, che valorizza il singolo.
- I Sofisti, un movimento innovativo, erano intellettuali che si facevano pagare per insegnare l'arte della parola e la persuadere l'uditorio.
- Protagora e Gorgia rappresentano le prime generazioni di Sofisti, rispettivamente sostenendo il relativismo e lo scetticismo metafisico.
- Socrate, attraverso il suo metodo di dialogo critico, mirava a far emergere la verità attraverso l'ironia e la maieutica, promuovendo la conoscenza come virtù.
- Condannato a morte nel 399 a.C., Socrate rimase fedele alle sue teorie, evidenziando un rigore morale che caratterizzò la sua vita e il suo pensiero filosofico.
La nascita della filosofia ad Atene
Nel V secolo a.C, ad Atene, le basi ideologiche tradizionali e religiose vengono messe fortemente in crisi: ciò favorisce la nascita della filosofia che aiuta l’uomo a prendere coscienza del suo valore e della sua dignità, nonché delle proprie responsabilità. Questo clima completamente mutato è la piena attuazione della democrazia, che valorizza il singolo all’interno della società. Grazie al fatto che ogni uomo libero potesse esprimere la propria opinione nella vita politica, si affermò molto più facilmente la cultura filosofica. Qui si sviluppò la corrente di pensiero dei Sofisti.
Il movimento dei Sofisti
I sofisti (letter, sapientissimo) sono un nuovo movimento composto da intellettuali, medici, poeti o insegnanti, che si facevano pagare perché tali. Nonostante le molte critiche mosse da diversi uomini di cultura, come Platone, Aristotele, Aristofane, i Sofisti furono un movimento molto innovativo e culturalmente avanzato, grazie alle loro conoscenze ampie e senza confini. Il movimento della sofistica è costituita da tecnici della comunicazione che portavano avanti tutti lo stesso progetto educativo: un insegnamento di tre o quattro anni che trasmettesse loro la Virtù, cioè l’arte di padroneggiare la parola, specialmente al fine di persuadere l’uditorio della validità delle proprie idee. I filosofi che rappresentano il movimento si dividono in due generazioni. La prima generazione di filosofi è composta da:
• Protagora, nato nel 485 a.C. ad Abdera, sostiene il relativismo (dottrina secondo cui ogni credenza è relativa e mai assoluta) culturale e morale, poiché convinto che i valori possedessero validità relativa al contesto storico-culturale in cui si fossero formati: perciò, l’unica criterio di verità è l’utile.
• Gorgia, nato nel 485 a.C. a Lentini, sostiene lo scetticismo metafisico, cioè la credeza che l’essere non c’è o è inconoscibile o inesprimibile; inoltre è convinto che, non esistendo alcun criterio di verità oggettivo, la parola non ha potere assoluto e l’esistenza è una dimensione irrazionale e misteriosa. La seconda generazione di filosofi, invece, è composta da Predico, Ippia, Antifonte, e Trasimaco che trasformano la retorica in eristica, cioè l’arte di battagliare con le parole gli avversari.
Socrate e il suo metodo
Socrate nasce ad Atene nel 469 a. C; con il suo relativismo contribuì, insieme ai Sofisti, a disgregare completamente le certezze passate. Nel corso della sua vita, Socrate non scrisse nessuna opera e la sua vita e pensieri ci sono giunte tramite le testimonianze di Platone, suo diretto discepolo. Socrate, dopo un lungo percorso spirituale, si rende conto di “sapere di non sapere”: la sua missione diventa quella di far accorgere gli uomini d’essere immersi in un torpore spirituale, anche in maniera molto fastidiosa. Egli ricercò sempre ed incessantemente la verità, volta ad evidenziare errori, pregiudizi e false conoscenze per poter, invece, individuare valori condivisibili a cui uniformare la vita. Egli cercò anche un nuovo tipo di dialogo critico, fatto di domande e risposte brevi attraverso un metodo distinto in due fasi:
• L’ironia (negativa): secondo il filosofo, essa consiste nel demolire le opinioni avversarie con una strategia di ridicolizzazione delle stesse, dopo aver finto di accettarle come giuste.
• La maieutica (positiva): serviva a far emergere le idee giuste di un uomo tramite la profonda analisi di se, fondamentale per la “propria conoscenza”. In generale, lo stile di vita di Socrate fu sempre votato alla costante riflessione razionale, al punto da far sì che egli reputasse la virtù una conoscenza unica ed insegnabile. Tutto ciò coincide con l’utilizzo della ragione che discerne ciò che è bene e ciò che è male per se stessi e per tutta la comunità. Quindi, la ragione illumina e guida le azioni degli uomini e chi conosce il bene, non commette il male. Sostanzialmente, quindi, secondo Socrate, il fine della filosofia è la cura dell’anima.
La condanna e il rigore di Socrate
Socrate venne condannato a morte nel 399 a. C, probabilmente perché considerato troppo pericoloso per una possibile ricostruzione delle antiche credenze con le sue opinioni innovative. Nonostante gli venne posta la scelta, il filosofo decise di continuare a credere nelle sue teorie e non rinnegarle. La sua morte può essere, dunque, interpretata come rigore morale conclusivo di una vita precisa e dedicata.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico che ha favorito la nascita della filosofia ad Atene?
- Chi erano i Sofisti e quale era il loro obiettivo educativo?
- Quali sono le principali differenze tra la prima e la seconda generazione di Sofisti?
- Qual è il metodo di Socrate e come si differenzia da quello dei Sofisti?
- Perché Socrate è stato condannato a morte e quale significato ha questa condanna?
Nel V secolo a.C., ad Atene, la crisi delle basi ideologiche e religiose ha favorito la nascita della filosofia, che ha aiutato l'uomo a prendere coscienza del proprio valore e delle proprie responsabilità, in un clima di piena attuazione della democrazia.
I Sofisti erano un movimento di intellettuali che si facevano pagare per insegnare la Virtù, ovvero l'arte di padroneggiare la parola per persuadere l'uditorio, attraverso un insegnamento di tre o quattro anni.
La prima generazione, composta da filosofi come Protagora e Gorgia, si concentrava su relativismo e scetticismo, mentre la seconda generazione, con figure come Trasimaco e Antifonte, trasformò la retorica in eristica, l'arte di combattere verbalmente con gli avversari.
Il metodo di Socrate si basa su due fasi: l'ironia, per demolire opinioni avversarie, e la maieutica, per far emergere idee giuste. A differenza dei Sofisti, Socrate cercava la verità e la conoscenza come strumenti per la cura dell'anima.
Socrate fu condannato a morte nel 399 a.C. per le sue opinioni innovative, ritenute pericolose. La sua scelta di non rinnegare le proprie teorie rappresenta un rigore morale e una dedizione alla verità e alla filosofia.