Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Platone, vissuto tra il V e il IV secolo a.C., rappresenta una transizione nella filosofia antica, unendo il diritto alla sovranità alla ricerca di verità parziali.
  • Il suo approccio si distingue per l'uso di argomentazioni razionali, confutazioni e una continua revisione delle proprie dottrine, lontano dalla rivelazione divina.
  • Platone si confronta con i sofisti sul terreno della discussione razionale, promuovendo un metodo filosofico basato sulla ragione piuttosto che su miti.
  • Come allievo di Socrate, Platone scrive il primo grande corpo di opere filosofiche, utilizzando il formato del dialogo per esporre tesi e confutazioni.
  • I suoi dialoghi non raggiungono conclusioni definitive, ma mostrano un aperto confronto di pensiero tra diversi interlocutori.

Platone e la transizione filosofica

Vissuto a cavallo fra il V e il IV secolo a.C., Platone rappresenta una figura di transizione nella storia della figura del filosofo antico. Alla tradizione dei maestri di verità lo accomunano una condizione sociale eccezionale e la convinzione che il filosofo – per le sue doti straordinarie e per il suo sapere – possa vantare un diritto alla sovranità e al governo della comunità umana. D’altra parte, il suo modo di praticare la filosofia si distingue profondamente da quello dei suoi predecessori: non si ha più la pretesa di possedere una sapienza totale, e dunque la proclamazione di un messaggio definitivo sulla verità, ma di indirizzare la ricerca, complessa e laboriosa, alla possibile conquista di verità parziali e non definitive.

L'approccio razionale di Platone

Come i vecchi sapienti, Platone ricorreva ancora a raffigurazioni mitiche del mondo, ma l’aspetto dominante del suo lavoro filosofico consisteva nell’argomentazione razionale, nella confutazione delle dottrine altrui e talvolta anche delle proprie, sempre suscettibili di revisione e di ulteriori sviluppi. Questa ricerca instancabile non pretendeva di essere ispirata dalla rivelazione divina, ma si fondava sulle sole forze della ragione: per questo aspetto “moderno” della sua filosofia, Platone era vicino soprattutto all’esperienza dei sofisti, che egli combatteva sul loro stesso terreno della discussione razionale e del confronto fra argomenti.

Platone e i dialoghi filosofici

Allievo di un maestro, Socrate, che non aveva scritto nulla, Platone è invece l’autore del primo grande corpo di scritti filosofici della storia dell’Occidente. Ma anche qui Platone è in una posizione di transizione: i suoi scritti non sono trattati filosofici ma dialoghi, cioè rappresentazioni di discussioni svoltesi tra diversi interlocutori, in cui le rispettive tesi vengono esposte, dimostrate o confutate, in un aperto confronto di pensiero che non raggiunge mai conclusioni chiuse e definitive.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di Platone nella transizione della figura del filosofo antico?
  2. Platone rappresenta una figura di transizione poiché, pur condividendo con i suoi predecessori la convinzione che il filosofo debba governare la comunità, si distacca dalla pretesa di possedere una sapienza totale, orientando invece la ricerca verso verità parziali e non definitive.

  3. In che modo Platone differisce dai suoi predecessori nell'approccio filosofico?
  4. A differenza dei suoi predecessori, Platone non si limita a proclamare verità definitive, ma si dedica a un'argomentazione razionale e alla confutazione delle dottrine, basando la sua ricerca sulle sole forze della ragione, in un modo che lo avvicina all'esperienza dei sofisti.

  5. Qual è la forma dei testi filosofici di Platone e quale significato ha?
  6. I testi di Platone sono dialoghi, non trattati, il che riflette la sua posizione di transizione; attraverso discussioni tra diversi interlocutori, egli espone e confuta tesi senza mai giungere a conclusioni definitive, promuovendo un confronto aperto di pensiero.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community