Concetti Chiave
- Ippia e Antifonte sono filosofi della Sofistica che operano una distinzione tra diritto naturale, universale e permanente, e diritto positivo, contingente e legato a norme statali.
- Ippia enfatizza l'importanza della conoscenza enciclopedica, integrando le scienze naturali e l'arte della memoria per una vita condotta secondo la natura piuttosto che le leggi umane.
- Il pensiero di Ippia promuove un ideale cosmopolita ed egualitario, contestando la legittimità delle discriminazioni basate su leggi positive che dividono i cittadini.
- Antifonte radicalizza la distinzione fra natura e legge, identificando la prima con la verità e la seconda con opinione, sottolineando la necessità di seguire la legge di natura.
- Le idee di Antifonte mirano a dissolvere pregiudizi aristocratici e a promuovere l'uguaglianza tra gli uomini, sebbene non definisca chiaramente cosa significhi essere uguali.
Ippia e la conoscenza enciclopedica
I due filosofi Ippia e Antifonte fanno parte della corrente naturalistica della Sofistica. Essi furono entrambi attivi verso la fine del V secolo a.C.
Qual è la distinzione tra diritto naturale e positivo?
Ippia propone una forma di conoscenza enciclopedica, unita all’insegnamento dell’arte della memoria o mnemotecnica. Fra le materie di insegnamento, egli dava molto spazio alla matematica e alle scienze naturali, poiché era del parere che la conoscenza della natura e dei suoi fenomeni fosse indispensabile alla buona condotta dell’uomo durante la sua durante sua esistenza, più che non le leggi umane. La natura unisce gli uomini, mentre la legge contribuisce a separali. Pertanto, Ippia opera una distinzione fra diritto o legge di natura e diritto positivo, cioè quello imposto dagli uomini e quindi nato dalle norme vigenti di uno Stato. Il diritto naturale è valido per sempre, senza alcuna limitazione temporale, mentre quello positivo è contingente, legato ad un certo spazio o tempo. Il filosofo, in questo modo, getta le premesse che porteranno ad una dissacrazione delle leggi umane che in seguito saranno considerate frutto di arbitrio. Tuttavia, da tale distinzione, Ippia trae conseguenze più positive che negative. Infatti, egli nota che sulla base della legge di natura, non hanno alcun senso le discriminazioni causate invece dalle leggi positive che dividono i cittadini di una città da quella di un’altra e addirittura categorie di cittadini all’interno della stessa poléis. In questo, nasce nella civiltà greca un ideale cosmopolita ed egualitario che per quel mondo era totalmente nuovo.
Antifonte e la radicalizzazione del contrasto
Antifone si spinge ancora più avanti, radicalizzando il contrasto fra “natura” e “legge”. Infatti, egli afferma che la “natura” si identifica con la “verità”, mentre la “legge positiva” coincide con l’“opinione”. Egli arriva a sostenere che, di conseguenza, dobbiamo seguire la legge di natura e chi non lo fa non deve restare impunito. Egli radicalizza anche le idee ugualitarie e cosmopolitiche di Ippia, affermando che tutti gli uomini sono uguali. In pratica si tratta di un Illuminismo ante-litteram che cerca di dissolvere i vecchi pregiudizi legati alla casta aristocratica, di superare la tradizionale chiusura della poléis e di combattere il pregiudizio secondo il quale i cittadini greci erano superiori a tutti gli altri. Purtroppo, le idee di Antifonte sono incomplete perché egli non definisce mai con chiarezza in che cosa consta l’uguaglianza.
Domande da interrogazione
- Qual è il contributo di Ippia alla conoscenza enciclopedica?
- Come Ippia distingue tra diritto naturale e diritto positivo?
- Qual è la posizione di Antifonte riguardo alla natura e alla legge?
- In che modo Antifonte sviluppa le idee di uguaglianza e cosmopolitismo di Ippia?
Ippia propone una forma di conoscenza enciclopedica, enfatizzando l'importanza della matematica e delle scienze naturali, ritenendo che la comprensione della natura sia fondamentale per la buona condotta dell'uomo, più delle leggi umane.
Ippia distingue il diritto naturale, valido per sempre e unificante, dal diritto positivo, che è contingente e imposto dagli uomini. Questa distinzione porta a una critica delle leggi umane, considerate arbitrarie.
Antifonte radicalizza il contrasto tra natura e legge, identificando la natura con la verità e la legge positiva con l'opinione, sostenendo che si deve seguire la legge di natura e che chi non lo fa deve essere punito.
Antifonte amplifica le idee di Ippia, affermando che tutti gli uomini sono uguali e cercando di superare i pregiudizi aristocratici e la chiusura della poléis, ma non definisce chiaramente il concetto di uguaglianza.