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Concetti Chiave

  • I Sofisti erano intellettuali itineranti che insegnavano a pagamento, attirando giovani delle classi elevate desiderosi di migliorare le loro capacità comunicative.
  • Nonostante la loro reputazione negativa, i Sofisti hanno avuto un ruolo cruciale in una rivoluzione culturale ad Atene, suscitando sia consenso che opposizione.
  • La crescente complessità della vita politica e sociale nelle città-stato elleniche richiedeva nuove competenze, spingendo alla domanda di insegnamenti più moderni.
  • Le abilità tradizionali di comunicazione non erano più sufficienti, rendendo necessaria l'acquisizione di un bagaglio culturale e comunicativo più ampio e aggiornato.
  • La critica di Platone ha contribuito alla cattiva fama dei Sofisti, influenzando negativamente il loro giudizio storico e la percezione della loro filosofia.

Il ruolo dei sofisti

I Sofisti sono intellettuali che svolgono con successo un'attività retribuita di insegnamento. Girano di città in città e si affermano soprattutto fra i giovani dei ceti più elevati (aristocratici e nuovi ricchi), i quali desiderano acquisire competenze più estèse e capacità più elevate di comunicazione, perché le ritengono indispensabili ad un’attiva partecipazione alla vita della pòlis. Di loro quasi nessuno è ateniese. Ma è verso Atene che convergono, provenendo da altre pòleis e portando con sé esperienze culturali, estremamente varie e ricche, di “professori” itineranti, dotati di una visione cosmopolita, non localistica, della realtà.

La percezione dei sofisti

“Sofista”, ancora oggi, nell’accezione più diffusa, è chi propone discorsi apparentemente credibili e logici, ma in realtà falsi e ingannevoli. Non è facile liberare i Sofisti da questa considerazione tutta negativa. A loro si deve, invece, una vera e propria rivoluzione culturale: è questa a suscitare, in Atene, sia il consenso, sia un’opposizione violenta e radicale. Occorre, quindi, distinguere il nostro giudizio storico sulla Sofistica da quello che ne davano i contemporanei. Questi erano impegnati in una dura battaglia delle idee e tendevano spesso a fornire, degli avversari, la peggiore immagine possibile, I rivali dei Sofisti erano favoriti, nella loro critica, dal fatto che molti allievi di questi avevano contribuito, con una condotta aggressiva e spregiudicata, a portare Atene alla sconfitta nella guerra del Peloponneso e alla profondissima crisi che ne era seguita. Nella tradizione filosofica, alla cattiva fama dei Sofisti ha contribuito anche Platone, che nei suoi dialoghi ha ripetutamente criticato le loro tesi. Quanto alla critica loro rivolta perché, come “professori”, si facevano pagare, va ricordato che nella polis ateniese il compito di formare i giovani era una funzione sociale propria degli adulti, non un “lavoro” per il quale si dovesse essere pagati.

La necessità di nuove competenze

In realtà, se si eccettua Sparta, dove il potere continua ad esser detenuto da una ristretta oligarchia militare, nelle città-stato elleniche a governo democratico lo sviluppo determina - nel V secolo — una crescente domanda di tecnici e dirigenti, che siano all’altezza dei problemi di governo di una società complessa. Si pensi, ad esempio, al grande numero di ambasciatori, strateghi, ingegneri, dirigenti politici che è richiesto dallo sviluppo della potenza imperiale ateniese; o alle esigenze poste dalla partecipazione al le assemblee politico-legislative della pòlis; o alla crescita delle attività processuali a cui (in qualità di giurato, accusato o accusatore) ciascuno si trova a partecipare ne corso della propria esistenza. Per rispondere a queste esigenze, diventa indispensabile l’acquisizione di una cultura più moderna e di nuove capacità, in particolare della capacità di parlare, cioè di affermare le proprie ragioni in una pluralità di situazioni diverse. Le sole abilità elementari del leggere e dello scrivere o del ricordare e citare i versi di Omero o di Esiodo non sono più sufficienti. Troppo complesse varie, infatti, sono le occasioni in cui occorre prendere la parola, troppo impegnativi risultano i problemi da affrontare. Ora occorre. disporre di un bagaglio conoscitivo molto più ampio e aggiornato e di nuove, diversificate forme del comunicare.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale obiettivo dei sofisti nell'insegnamento?
  2. I sofisti mirano a fornire competenze e capacità di comunicazione ai giovani dei ceti elevati, ritenendole indispensabili per una partecipazione attiva nella vita della pòlis.

  3. Come viene percepita la figura del sofista nella cultura contemporanea?
  4. Oggi, il termine "sofista" è spesso associato a discorsi ingannevoli, ma storicamente i sofisti hanno rappresentato una rivoluzione culturale, suscitando sia consenso che opposizione ad Atene.

  5. Qual è il legame tra i sofisti e la crisi di Atene dopo la guerra del Peloponneso?
  6. Molti allievi dei sofisti, con comportamenti aggressivi, hanno contribuito alla sconfitta di Atene, alimentando la cattiva reputazione dei sofisti tra i contemporanei.

  7. Perché i sofisti sono criticati per il loro compenso nell'insegnamento?
  8. La critica si basa sull'idea che l'educazione dei giovani fosse una funzione sociale e non un lavoro retribuito, ma i sofisti rispondevano a una crescente domanda di competenze nella società democratica.

  9. Quali nuove competenze erano richieste nella società ateniese del V secolo?
  10. La complessità della vita politica e sociale richiedeva nuove capacità, in particolare la capacità di parlare e comunicare efficacemente, superando le sole abilità di lettura e scrittura.

Domande e risposte

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