Concetti Chiave
- I pluralisti, tra cui Empedocle, Anassagora e Democrito, studiano la natura attraverso molteplici principi invece di un unico arché, enfatizzando il divenire e il mutamento.
- La loro filosofia mira a scoprire la struttura invisibile dei fenomeni naturali, cercando un equilibrio tra il divenire di Eraclito e l'Essere di Parmenide.
- Contrariamente ai monisti, i pluralisti affermano che materia e spirito sono interconnessi e che le proprietà degli enti possono variare insieme alle loro quantità materiali.
- Essi non accettano i concetti di Eraclito, Pitagora e Parmenide in modo completo, ritenendo che ognuno di questi filosofi neghi aspetti fondamentali del movimento e della natura.
- La verità per i pluralisti è dinamica e molteplice, esprimendo una forza immanente che dà vita e struttura alle cose attraverso un processo di continuo divenire.
(VI-V sec.a.c.)
Vivono tra l’Italia e l’Asia Minore, la Magna Graecia.
E’ solo con i Sofisti, Socrate, Platone, Aristotele e la potenza della polis di Atene che la riflessione filosofica si sposterà nel cuore dell’Attica, tra il V e il IV sec. a.c.
Filosofi pluralisti
I tre esponenti maggiori dei pluralisti sono Empedocle di Agrigento, Anassagora di Clazomene e Democrito di Abdera.
Sono detti
Fisici: oggetto del loro studio è la natura, fusis, studiata e analizzate nel suo divenire molteplice,
Pluralisti: dato che il divenire molteplice della natura viene ricondotto non ad un unico principio, arché, statico ed immobile, ma a più principi, altrettanto eterni ed universali che costituiscono la struttura portante della realtà fenomenica (ossia di ciò che appare ai sensi) e danno alle sue forme molteplici un ordine logico e razionale, intelligibile (cioè che può essere compreso dall’intelletto).
Posteriori: perché la loro presenza è successiva ai filosofi ilozoisti di Mileto e agli eleati parmenidei.
Obiettivo della filosofia pluralista
Obiettivo: lo scopo della loro filosofia è cercare la struttura invisibile e portante dei fenomeni naturali e dell’universo visibile, superando il dissidio tra il divenire di Eraclito e l’Essere di Parmenide. Tale principio che è alla base di tutti i fenomeni non è un principio metafisico trascendente, cioè qualcosa che determina i cambiamenti ponendosi al di sopra o al di fuori delle cose stesse, ma è all’interno delle cose stesse, immanente, quindi è un Essere che assume forme plurali e molteplici, un Essere che diviene e nel divenire manifesta la sua forza generativa, creativa e distruttiva.
Concetto di metafisica
Ricorda
La parola Metafisica significa ciò che viene dopo la fisica.
E’ un concetto che deriva dagli studiosi delle opere di Aristotele che hanno definito tutte le opere successive agli studi di Aristotele sulla natura (studi di fisica), opere di metafisica, nelle quali Aristotele analizzò i principi primi alla base del movimento dei cieli, delle cose viventi e di quelle inorganiche. Da quel momento, nel campo della filosofia, quando si parla di metafisica ci si riferisce sempre ad un principio o a più principi che non riusciamo a percepire con i sensi, quindi sono al di fuori di ciò che appare, ma che al tempo stesso, fanno sì che tutte le cose che appaiono siano percepibili, comprensibili ed esprimibili attraverso parole, frasi, pensieri e idee, ordinate in maniera logica e coerente.
In sintesi i principi metafisici sono tutti quei principi, spirituali e materiali, che ordinano e muovono l’universo secondo una logica, uno scopo, una libera volontà o semplicemente una meccanica determinata eterna e immutabile.
La metafisica cerca una verità oggettiva ed universale che è al di sopra delle opinioni, credenze ed esperienze soggettive.
Principi dei pluralisti
Per quanto riguarda i Pluralisti essi hanno come riferimenti filosofici Eraclito, Pitagora e Parmenide anche se non condividono appieno nessuno dei tre.
• Non condividono Eraclito in quanto non considerano il logos o fuoco, l’ unico arché.
• Non condividono Pitagora in quanto i numeri non sono entità spirituali, ma quantità proprie degli oggetti materiali.
• Non condividono Parmenide in quanto il suo concetto di Essere nega il movimento e il mutamento e lo definisce non essere, quindi inesistente.
I pluralisti al contrario affermano:
• il movimento incessante della natura avviene in base al mutamento delle proporzioni sia quantitative, sia qualitative tra le cose.
• in questo divenire anche il vuoto, lo spazio e le forme materiali e molteplici degli enti sono parte dell’Essere.
• l’Essere dei pluralisti si comprende non astraendosi dai fenomeni della natura, ma cogliendo proprio grazie alla loro osservazione ed analisi la connessione che lega ogni cosa all’altra e che rende ordinato, logico e razionale ciò che ai sensi appare caotico e casuale.
Verità dinamica dei pluralisti
Tramite la percezione sensibile attraverso l’uso attento dell’intelletto che riesce a mettere la giusta attenzione sulla meccanica delle trasformazioni e sulle forme molteplici che ci appaiono, si può cogliere l’Essere nella sua verità dinamica.
La verità per i Pluralisti è allora un principio dinamico e molteplice che nella sua composizione, scomposizione e ricomposizione dà vita alle cose, una forza interna spirituale (Amore, Odio, Nous) o materiale (atomi) espressa dalla natura stessa (forza immanente) ma che al tempo stesso costituisce l’elemento originario della natura stessa e quindi essere considerato al di sopra delle cose stesse (principio trascendente).
Monismo e pluralismo
Altri due termini da ricordare:
monismo: tutto è riconducibile ad un principio unico, Dio, l’arché, l’Essere.
pluralismo: tutto è animato o determinato da più elementi o principi che costituiscono le qualità o le quantità degli enti. Modificando le quantità materiali si modificano le qualità spirituali e viceversa, il che significa che materia e spirito sono inseparabili e strettamente connesse.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale obiettivo della filosofia pluralista?
- Chi sono i tre esponenti maggiori dei pluralisti e quale aspetto della natura studiano?
- In che modo i pluralisti si differenziano dai filosofi ilozoisti e dagli eleati?
- Come definiscono i pluralisti il concetto di verità?
- Qual è la differenza tra monismo e pluralismo secondo il testo?
L'obiettivo della filosofia pluralista è cercare la struttura invisibile e portante dei fenomeni naturali, superando il dissidio tra il divenire di Eraclito e l'Essere di Parmenide, con un Essere immanente che si manifesta nel divenire (testo).
I tre esponenti maggiori dei pluralisti sono Empedocle, Anassagora e Democrito, e il loro studio si concentra sulla natura, analizzandola nel suo divenire molteplice (testo).
I pluralisti si differenziano perché la loro presenza è successiva a quella dei filosofi ilozoisti di Mileto e degli eleati parmenidei, e non condividono le loro visioni riguardo all'arché e al concetto di Essere (testo).
Per i pluralisti, la verità è un principio dinamico e molteplice che si manifesta attraverso la composizione e decomposizione delle cose, rappresentando una forza interna che dà vita agli enti (testo).
Il monismo sostiene che tutto è riconducibile a un principio unico, mentre il pluralismo afferma che tutto è determinato da più elementi o principi, evidenziando l'interconnessione tra materia e spirito (testo).