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Concetti Chiave

  • In Aristotele, la contemplazione e la teoresi sono considerate attività superiori, mantenendo un legame con la tradizione platonica.
  • Aristotele distingue nettamente tra virtù della ragione pratica e teoretica, rivendicando l'autonomia della prima rispetto alla seconda.
  • Il filosofo può partecipare alla vita politica grazie alla sua saggezza, senza che la conoscenza del bene garantisca automaticamente la capacità di governo.
  • La felicità mentale del filosofo è garantita dall'attività di studio, permettendogli di evitare le pressioni della vita politica quotidiana.
  • La città trae vantaggio dalla vita di studio del filosofo, poiché i risultati della sua ricerca possono essere utilizzati per il bene della polis.

Che cos'è la contemplazione in Aristotele?

Contemplazione e teoresi mantengono dunque anche in Aristotele una collocazione privilegiata rispetto alle altre attività umane, a testimonianza del persistente collegamento di Aristotele con la tradizione platonica.

Autonomia della ragione pratica

In Aristotele, tuttavia, questo privilegio è bilanciato dalla netta distinzione tra virtù della ragione pratica e virtù della ragione teoretica e dalla chiara rivendicazione dell'autonomia della prima dalla seconda. Infatti per lo Stagirita l'eccellenza dell'attività teoretica, se rende la vita del filosofo la migliore e la più felice delle vite possibili, non è però sufficiente a fare di lui un saggio o buon politico, anche se può contribuire a migliorarne la capacità di deliberazione.

Il filosofo e la politica

Il filosofo può bensì partecipare alla vita della città ed eventualmente assumere incarichi politici, ma sulla base della sua saggezza, e non perché la conoscenza del bene assicuri, come vuole invece Platone, la capacità di governo e il diritto di guidare i propri concittadini. Da tale autonomia della saggezza rispetto alla sapienza trae vantaggio anche il filosofo, il quale non è più costretto a discendere nella "caverna" della vita politica quotidiana, ma può godere senza condizionamenti della felicità mentale, che solo l'attività di studio e di conoscenza è in grado di assicurare.

Benefici per la città

Di questo ritrarsi del filosofo nello studio e nella scuola si giova del resto anche la città bene ordinata: essa permette al filosofo una vita di studio, assicurandogli ciò che gli serve per vivere (primum vivere, deinde philosophart), e ne ottiene in cambio i risultati della ricerca, che spetta poi al politico saggio utilizzare al servizio della polis.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della contemplazione nella filosofia di Aristotele?
  2. La contemplazione e la teoresi occupano una posizione privilegiata in Aristotele, evidenziando il legame con la tradizione platonica, ma sono bilanciate dalla distinzione tra virtù della ragione pratica e teoretica.

  3. Come si differenzia la saggezza del filosofo dalla sapienza in Aristotele?
  4. Aristotele sostiene che la saggezza del filosofo non garantisce automaticamente la capacità di governare, a differenza di Platone; il filosofo può partecipare alla vita politica, ma la sua saggezza è autonoma dalla sapienza.

  5. Quali benefici trae la città dalla presenza del filosofo?
  6. La città beneficia della vita di studio del filosofo, che, assicurandosi le risorse necessarie, produce risultati di ricerca utili, che il politico saggio può poi utilizzare per il bene della polis.

Domande e risposte

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