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Concetti Chiave

  • Il passivo di un'azienda agricola include spese come quote, salari, stipendi, interessi e tributi, che variano a seconda del tipo di imprenditore.
  • Le quote si suddividono in reintegrazione, manutenzione e assicurazione, ognuna con scopi specifici legati ai capitali fissi e alla protezione da rischi.
  • Le spese varie comprendono acquisti di beni e servizi per la produzione agricola, come sementi, mangimi e servizi extra aziendali.
  • I tributi per gli imprenditori agricoli includono imposte sul reddito, IMU, IRAP, IVA e tasse di possesso, oltre ai contributi per previdenza e assistenza.
  • Il reddito aziendale si calcola come differenza tra attivo e passivo, includendo varie forme di compenso per lavoro e capitale apportato.

il passivo è costituito dalla somma delle spese:

- quote;

- spese varie;

- tributi (imposte e contributi);

- salari;

- stipendi;

- interessi;

- benificio fondiario.

Le voci (quote, spese varie, tributi) devono essere sostenute da tutti gli imprenditori; le voci (salari, stipendi, interessi, benificio fondiario) devono essere sostenute solo dagli imprenditori che non apportano direttamente il lavoro manuale, intellettuale, capitale agrario e capitale fondiario, ma li acquistano da altri soggetti.

Dettagli sulle quote

Le quote sono spese che riguardano i capitali fissi usati in azienda per diversi anni. Esistono tre tipi di quote:

- quote di reintegrazione importi che devono essere accantonante ogni anno per ricostruire i capitali fissi; la determinazione delle quote di reintegrazione riguarda le macchine e gli attrezzi, i fabbricati e le piantagioni arboree e serve a ripartire il valore a nuovo o di costo di un capitale fisso tra gli anni in cui viene utilizzato; le quote di reintegrazione non si calcolano sul bestiame, in quanto la spesa di reintegrazione del bestiame viene considerata nella quota di rimonta.

- quote di manutenzione sono le spese che servono per mantenere efficiente i capitali fissi. Le quote di manutenzione riguardano le macchine e gli attrezzi (cambio olio, filtri, pneumatici, pezzi di ricambio). I fabbricati e il capitale fondiario (manutenzione viabilità del podere, sistemazione idraulica-agraria, sistemazione pali e fili piantagioni arboree).

- quote di assicurazione sono le spese per premunirsi contro possibili rischi che gravano su capitali e prodotti. I rischi oggetto di assicurazione sono di diversi natura (incendi, furti, malattie, avversità naturali meteorologiche (grandine, geloe ecc.). la spesa relativa all’assicurazione si calcola sul valore attuale (reale) del bene assicurato.

Spese varie e tributi

Le spese varie comprendono le spese per l’acquisto di beni a fertilità semplici e di servizi. Sono le spese per l’acquisto di materie prime per le colture (sementi, concimi, prodotti fitosanitari, diserbanti, carburanti e lubrificanti, poi quelle per l’allevamento (mangimi, fieno, latte in polvere, integratori minerali e vitaminici, medicinali, disinfettanti , seme per la fecondazione artificiale, quindi i servizi extra aziendali (veterinario e mascalcia, contoterzista per i lavori di lavorazione terreni e raccolta, noleggi, consulenze tecniche ecc.) e infine le spese generali (telefono, spese postali, energia elettrica, acqua, gas).

I tributi comprendono le imposte, le tasse e i contributi. Le imposte a carico dell’imprenditore agricolo sono:

- imposta sui redditi (IRPEFo IRES se società di capitali o cooperative);

- imposta municipale unica (IMU);

- imposta regionale sulle attività produttive (IRAP);

- imposta sul valore aggiunto (IVA).

Tra le tasse vi è la tassa di possesso dei veicoli e la TARSU/TIA (tassa smaltimento rifiuti solidi urbani).

I contributi spese che l’imprenditore deve sostenere per la copertura previdenziale e assistenziale di se stesso e degli eventuali salariati.

Salari, stipendi e interessi

I salari è la spesa che l’imprenditore sostiene per retruibire i lavoratori manuali a tempo determinato e indeterminato. Se il lavoro è svolto dall’imprenditore stesso, non c’è esborso di denaro ma la voce deve essere stimata per poter calcolare i redditi aziendali.

Gli stipendi sono il compenso per i lavoratori intellettuali per attività di direzione, amministrazione e sorveglianza.

Gli interessi sono il compenso che spetta a chi apporta il capitale di esercizio o agrario. Si calcolano sul valore del capitale agrario (capitale di scorta e capitale di anticipazione).

Il capitale di scorta è dato dal bestiame, da macchine e attrezzi, il valore da considerare per il calcolo degli interessi è quello attuale. Il capitale di anticipazione è una frazione del capitale di circolazione, calcolato sommando le voci di spesa (quote, tributi, spese varie, salari, stipendi).

Beneficio fondiario è il compenso che spetta al proprietario che apporta il capitale fondiario. Nelle aziende in affitto, la spesa relativa al capitale fondiario è data dal canone di affitto che si paga all’affittuario.

1. I redditi aziendali

Redditi aziendali

Il tornaconto è il compenso dell’imprenditore puro; si calcola dalla differenza fra l’attivo e tutte le voci del passivo.

Il reddito netto è il compenso dell’imprenditore concreto. Ne esistono diverse forme di imprenditori concreti; il più diffuso è la conduzione diretta in economia nel quale l’imprenditore apporta il lavoro manuale, quello intellettuale, il capitale agrario e quello fondiario e l’organizzazione.

Il reddito da lavoro corrisponde alla somma di salari, stipendi e tornaconti. Si calcola sottraendo dall’attivo, tutte le voci di spesa, esclusi salari e stipendi.

Il reddito da capitale è la somma di interessi, benificio fondiario e tornaconto, coincide con il reddito netto del proprietario capitalista che non apporta lavoro direttivo.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali voci che compongono il passivo di un imprenditore?
  2. Il passivo è costituito da quote, spese varie, tributi, salari, stipendi, interessi e beneficio fondiario, con alcune voci obbligatorie per tutti gli imprenditori e altre specifiche per chi non apporta lavoro diretto (come salari e interessi).

  3. Che cosa sono le quote di reintegrazione e a cosa servono?
  4. Le quote di reintegrazione sono spese accantonate annualmente per ricostruire i capitali fissi, come macchine e fabbricati, e servono a ripartire il valore di un capitale fisso tra gli anni di utilizzo.

  5. Quali spese rientrano nelle spese varie e nei tributi per un imprenditore agricolo?
  6. Le spese varie includono acquisti di beni e servizi per le colture e l'allevamento, mentre i tributi comprendono imposte sui redditi, IMU, IRAP e IVA, oltre a tasse e contributi previdenziali.

  7. Come si calcolano gli interessi per il capitale agrario?
  8. Gli interessi si calcolano sul valore attuale del capitale agrario, che include bestiame e attrezzature, e si basano sulla somma delle spese di passivo, come quote, tributi e salari.

  9. Qual è la differenza tra reddito netto e tornaconto per un imprenditore?
  10. Il tornaconto è il compenso dell'imprenditore puro, calcolato come differenza tra attivo e passivo, mentre il reddito netto è il compenso dell'imprenditore concreto, che include anche il lavoro manuale e intellettuale apportato.

Domande e risposte

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