Concetti Chiave
- I pittori del movimento del Novecento traggono ispirazione da vari stili, tra cui il classicismo rinascimentale e il plasticismo neoclassico, riprendendo anche elementi del realismo magico.
- Il loro approccio artistico evidenzia una rappresentazione chiara e precisa della realtà moderna, enfatizzando soggetti sociali e naturali senza idealizzazioni.
- Il termine "Sette pittori del 900" è stato coniato da Bucci durante una riunione nel 1922, segnando l'inizio di un movimento eclettico con poche affinità tra i suoi membri.
- La mostra del 1924 alla Biennale di Venezia ha ricevuto una critica negativa, con il gruppo di pittori ignorato dai media, mentre l'attenzione si è concentrata su artisti come Casorati e Oppi.
- Nonostante le differenze stilistiche, l'unico elemento comune tra i sette pittori era la loro visione condivisa della realtà moderna, contrapposta alle nostalgie per l'Antico.
Influenze artistiche e stili
Come Sironi, ma in maniera più letterale, s'ispira al classicismo rinascimentale di Raffaello e Masaccio ma anche al plasticismo neoclassico picassiano. Ubaldo Oppi aveva costruito sulla suggestione del Picasso del periodo blu e su Derain ma anche sul Severini neoclassico una figurazione rarefatta e affilata, che fin dagli anni della guerra era indirizzata una sorta di realismo magico che ebbe un grande successo in Germania, dove i suoi dipinti erano stati uno dei punti di ispirazione per gli artisti della Neue Sachlichkeit. I suoi quadri erano caratterizzati da una sofisticata oggettività a differenza della rude forza sironiana e anche del classicismo plastico di Funi. Anche Marussig, che aveva già raggiunto una notevole maturazione artistica in ambito secessionista e post impressionista, muta la tavolozza degli esordi per scurirla in senso plastico e scultoreo ma mantenendo uno scatto di modernità di costume e di composizione nei suoi dipinti dai soggetti moderni dai tagli fotografici. Dudreville, che nel 1919 era approdato nelle fila futuriste di Marinetti, si orienta anche egli nel passaggio al gruppo sarfattiano su una visione oggettiva e moderna che rilegge attraverso una pittura di naturalismo quasi fiammingo. Mentre Bucci e Malerba, venendo da una tradizione simbolista, abbandonano le cadenze più estetizzanti per attingere a una pittura della realtà più tradizionale caratterizzata da richiami classici più esteriori.
Eclettismo e realtà moderna
Da ciò si comprende quanto eclettica fosse la scelta di questi sette pittori e quanto gli aspetti comuni fossero limitati. L'unico punto in comune era dato da un'accezione nitida e precisa della realtà intesa come realtà moderna di forme di soggetti. Ecco quindi che alla pittura della Storia il movimento del Novecento risponde con la pittura della Realtà, una realtà sociale oppure naturale talvolta cruda mai idealizzata, in una parola la Realtà e l'Attualità contro le nostalgie dell'Antico inteso come sogno.
Accoglienza e critica
L'espressione Sette pittori del 900 fu coniata da Bucci in una riunione tenutasi nell'autunno 1922. L'accoglienza ancora prima dell'uscita pubblica nella mostra tenutasi alla galleria Pesaro è inquieta e caustica. La prima uscita ufficiale poi non fu esente da turbolenze interne: il gruppo si presentò alla biennale di Venezia del 1924, dove la Sarfatti aveva ottenuto una sala grazie all'appoggio di Mussolini, ma il risultato fu critico in quanto l'intero gruppo di pittori viene letteralmente ignorato dai giornali. L'interesse della critica risulta infatti concentrato sui due episodi più alti del “realismo magico” italiano, Felice Casorati e Ubaldo Oppi che era ormai fuori dal gruppo.
Domande da interrogazione
- Quali artisti hanno influenzato il lavoro di Ubaldo Oppi?
- Qual è il punto in comune tra i sette pittori del Novecento?
- Come è stata accolta la mostra dei sette pittori del Novecento?
- Quali cambiamenti stilistici hanno caratterizzato Marussig e Dudreville?
Ubaldo Oppi si ispira a Picasso, in particolare al periodo blu, a Derain e a Severini, creando una figurazione rarefatta e affilata che si orienta verso un realismo magico, molto apprezzato in Germania (testo).
L'unico punto in comune tra i sette pittori è una chiara e precisa concezione della realtà moderna, intesa come rappresentazione di soggetti contemporanei, in contrasto con la pittura storica (testo).
La mostra dei sette pittori del Novecento, tenutasi alla galleria Pesaro, ha ricevuto un'accoglienza inquieta e caustica, con il gruppo ignorato dalla critica durante la biennale di Venezia del 1924 (testo).
Marussig ha scurito la sua tavolozza per un effetto plastico e scultoreo, mantenendo modernità nei soggetti, mentre Dudreville ha adottato una visione oggettiva e moderna, influenzata dal naturalismo quasi fiammingo (testo).