Concetti Chiave
- Il postmoderno emerge negli anni '60, segnando la fine dell'architettura moderna, con un evento simbolico fissato da Charles Jenks nel 1972.
- Caratterizzato da un recupero eccessivo del passato e da una mescolanza di linguaggi, il postmoderno si esprime attraverso opere come il "Teatro del mondo" di Aldo Rossi.
- Architetti come Riccardo Bofill e Yanowsky reinterpretano il linguaggio del passato, portando a risultati esagerati e decorativi tipici del postmoderno.
- Il postmodernismo è criticato come riflesso grottesco della società dei consumi, mentre emergono nuove correnti architettoniche come il decostruttivismo e il minimalismo negli anni '80.
- Dopo il postmodernismo, il ruolo dell'architetto evolve in quello di "architetto multinazionale", operando in contesti globali e trasformando i nuclei urbani in palcoscenici architettonici.
L'inizio del postmoderno
Il postmoderno si concretizza nell'epoca degli anni ’60 ma la cui influenza si è estesa anche negli anni successivi, e che poi ha portato alla morte definitiva dell'architettura moderne. Nel 1977 infatti venne pubblicato un saggio di Charles Jenks che va proprio a decretare la morte del movimento moderno. Stabilisce anche una vera e propria data nel 15 Luglio 1972 alle ore 15.32 quando venne fatto esplodere il quartiere di Saint Louis costruito da Minoru Yamasaki negli anni ’50.
Caratteristiche del postmoderno
Il post moderno si caratterizza per il recupero eccessivo di elementi del passato, in particolare del classicismo, mischiando linguaggi in maniera confusionaria e kitcsh. Fondamentale fu l'esposizione biennale di Venezia del 1980 curata da Paolo Portoghesi con il nome di “Strada Novissima” tra gli architetti con un impatto maggiore ci sono Frank Gary e Aldo Rossi:
• Aldo Rossi con il suo “Teatro del mondo” in cui mischia il passato nell'architettura moderna, si nota quindi un senso di disorientamento tipico del postmoderno;
• Riccardo Bofill “Marne La Vallee”, similarmente, secondo lui gli architetti del passato non dovevano essere studiati, in quanto si sarebbe caduti nell'errore commesso dal neoclassicismi, qui infatti l’architetto realizza in Francia questo complesso residenziale sul finire degli anni ’70.
• Yanowsky, “Marne La Vallee”; anche lui realizza un quartiere nel tentativo di riportare in auge un linguaggio del passato ma comunque immerse nel linguaggio postmoderno, ad esempio con le colonne specchiate kitsch in cui è evidente una sovraesposizione storica. Si arriva dunque ad risultato esagerato che si raggiunge quando il postmoderno finisce miserabilmente per diventare un richiamo di malinconia, arrivando in una direzione opposta (va dunque a cancellarsi la carica eversiva e tutti i prodotti postmoderni vanno a limitarsi a superfetazione decorativa].
Critiche al postmodernismo
Le formule che lancia il postmodernismo rappresentano l'inespressiva e grottesca maschera della società dei consumi e di massa tipica del periodo postbellico, allo stesso tempo però la complessità che caratterizza gli anni successivi con tre nuove correnti degli anni ’80: decostruttivismo, minimalismo, High-Tech. Al contempo, sempre di più dopo il postmodernismo il ruolo dell'architetto cambia, arrivano a nascere ciò che Nicolin ha chiamato “architetto multinazionale” che opera in molteplici contesti internazionali, e i nuclei urbani in cui lavorano diventano semplici palcoscenici urbani testimoni dei cambiamenti dei linguaggi architettonici e urbanistici.
Domande da interrogazione
- Qual è la data simbolica che segna la fine del movimento moderno secondo Charles Jenks?
- Quali sono le caratteristiche distintive del postmoderno nell'architettura?
- Quali sono le critiche mosse al postmodernismo e come ha influenzato il ruolo degli architetti?
La data simbolica è il 15 Luglio 1972 alle ore 15.32, momento in cui venne fatto esplodere il quartiere di Saint Louis progettato da Minoru Yamasaki, come indicato nel saggio di Jenks del 1977.
Il postmoderno si distingue per il recupero eccessivo di elementi del passato, in particolare del classicismo, e per la mescolanza confusa di linguaggi, come evidenziato nell'esposizione "Strada Novissima" del 1980 curata da Paolo Portoghesi.
Il postmodernismo è criticato per rappresentare una maschera grottesca della società dei consumi e per la sua superficialità decorativa. Inoltre, ha portato alla nascita dell'“architetto multinazionale”, che opera in contesti globali, trasformando i nuclei urbani in palcoscenici architettonici.