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Concetti Chiave

  • Il Welfare State garantisce diritti fondamentali come assistenza, salute, istruzione e lavoro, aumentando la spesa pubblica per migliorare i servizi sociali.
  • La tutela dei lavoratori si estende a infortuni, malattia e disoccupazione, con previdenza sociale basata su assicurazioni obbligatorie finanziate da contributi.
  • L'intervento statale nell'economia è cruciale per affrontare crisi e disuguaglianze, promuovendo investimenti pubblici e redistribuzione del reddito.
  • Il Welfare State mira a ridurre le disuguaglianze sociali, investendo in infrastrutture e servizi pubblici per le aree più povere e aumentando il prelievo fiscale sui redditi alti.
  • La crisi dello stato sociale è stata causata da un'espansione incontrollata della spesa pubblica, che ha portato a un aumento del debito pubblico e a un carico fiscale maggiore per la collettività.

Qual è il ruolo del Welfare State?

Il Welfare State vuole garantire a tutti i cittadini il diritto all’assistenza, alla salute, all’istruzione e al lavoro.
L’unico modo per farlo è aumentare la spesa pubblica. In Italia, dal 1980, la spesa pubblica è di circa il 50% del PIL. L’incremento della spesa pubblica determina un potenziamento dei servizi pubblici, con la creazione di sicurezza sociale e ridistribuzione del reddito ma causa un’eccessiva espansione del debito pubblico.

Aumentando la spesa pubblica è possibile un’espansione dei servizi pubblici.

I servizi forniti dallo Stato (sanità, istruzione, sicurezza sociale, trasporti) migliora la qualità della vita dei cittadini, soprattutto quelli più poveri.

Servizi essenziali e diritti

Welfare stare significa “stato che assiste”. E’ una nuova condizione del diritto e dell’economia.

Lo Stato non deve limitarsi ad assicurare ma deve gestire in proprio i servizi essenziali (pensioni, sanità..)

Art.2-> lo Stato deve garantire i diritti inviolabili dell'uomo

Art.3 -> lo stato deve portare un’uguaglianza sostanziale, portando i più svantaggiati in una condizione di parità.

- Spesa corrente: spesa per gli stipendi dei dipendenti pubblici, per la cassa integrazione, per la mobilità, per i sussidi ai disoccupati e alle famiglie bisognose.

- Spesa a conto capitale: spese che servono per la costruzione di opere pubbliche (scuole, ospedali..).

Lo Stato assiste attraverso i servizi pubblici (scolastico, sanitario, trasporti, servizi comunali..).

Lo Stato sociale cerca di assicurare un sistema di sicurezza sociale mediante la previdenza sociale e l’assistenza sociale.

Tutela dei lavoratori

I lavoratori devono essere tutelati non solo sul posto di lavoro e non solo per il periodo in cui sono in grado di lavorare ma anche in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia o disoccupazione involontaria.
La previdenza sociale si basa su assicurazioni sociali obbligatorie finanziate da contributi in parte dei lavoratori e in parte dei datori di lavoro (a volta c’è l’intervento statale).

Ci sono due tipi di previdenza sociale (pensione):

- Vecchiaia: con 42 anni di lavoro e 62 di età;

- Anzianità: 62 anni di età e 38 di lavoro.

La legge Fornero ha abolito la pensione di anzianità e sono quindi pochi.

Altri tipi di previdenze sociali sono:

Mobilità: Viene data una somma (circa 700) a chi è licenziato fino a 2 anni.

Cassa integrazione: per ogni categoria ci sono dei limiti numerici. Le aziende si accordano con i sindacati su quante persone debbano andare in cassa integrazione per massimo 2 anni. Dopo 2 anni vengono licenziate o riassunte se c’è bisogno di esse (ammortizzatore sociale).

I due maggiori istituti provvidenziali italiani sono:

- Inps: è il più importante ente di previdenza per il numero di assistiti e per il numero di prestazioni che deve garantire.

- Inail: assicura le prestazioni mediche e di riabilitazione nel caso di infortuni sul lavoro o di malattie professionali. Assegna un’indennità temporanea o permanente a seconda della gravità.

Assistenza sociale e sussidi

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. Lo Stato italiano garantisce questa assistenza e anche la UE riconosce il diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi che assicurano protezione in caso di maternità, malattia, infortuni sul lavoro, dipendenza, vecchiaia, perdita del posto di lavoro per garantire un’esistenza dignitosa a chiunque non disponga di risorse insufficienti.

- Sussidi: somma di denaro (500) che viene data a chi non ha altri redditi ed si trova quindi sotto la soglia di povertà. Viene dato anche dai comuni.

- Assistenza abitativa: il comune favorisce abitazioni per chi ne ha la necessità.

Origini del Welfare State

Il primo tentativo di realizzare uno Stato sociale è avvenuto negli Stati Uniti, durante la Grande Depressione quando il presidente eletto Roosevelt diede vita al New Deal (nuovo patto) che prevedeva una forte espansione della spesa pubblica nei settori economici e sociali. Si affermò la necessità dell’intervento dello Stato in economia.

- Venne riorganizzato il sistema bancario;

- Si approvò un vasto programma di lavori pubblici;

- Vennero dati sussidi e finanziamenti al settore agricolo;

- Venne approvata una legge che fissava minimi salariali, orari e riconosceva il ruolo del sindacato.

Intervento statale nell'economia

Le banche avevano prestato il denaro a lungo termine e non riescono a restituire i depositi (spesi in borsa o per prestiti a lungo termine). Vengono così messi dei divieti:

- Divieto di prestare denaro a lungo termine;

- Diviene alle banche di diventare azioniste di società.

Keynes dice di fare investimenti pubblici soprattutto nel campo dell’edilizia e soprattutto in zone depresse.

Redistribuzione del reddito

C’è quindi una redistribuzione del reddito dando lavoro finanziato dallo stato per la classe media.

Il reddito viene sottratto a chi ha molti soldi e viene dato a dipendenti che prima no avevano reddito. Si tende a rilanciare l’economia in territori depressi economicamente. Il denaro passa così da redditi alti a redditi bassi.

Riduzione delle disuguaglianze

Lo Stato sociale deve diminuire le disuguaglianze sociale a favore dei ceti più poveri e deve ridistribuire il reddito. Poiché il mercato, lasciato libero di agire, non distribuisce il reddito in modo equo, lo Stato deve intervenire. Il Welfare State, aumentando la spesa pubblica, rende più equa la distribuzione della ricchezza.

Aumento spesa pubblica -> ridistribuzione territoriale del reddito.

Il Welfare State deve destinare una parte della spesa pubblica alla creazione di infrastrutture nelle zone più povere, per superare gli squilibri territoriali nelle aree ricche e in quelle depresse.

Vengono quindi dati direttamente finanziamenti ai soggetti economici che incrementino turismo, settore agricolo, industriale o vengono costruite infrastrutture.

La ridistribuzione territoriale cerca di rimettere il moto il tessuto economico e produttivo delle aree depresse.

Gli effetti ridistributivi dell’aumento della spesa pubblica sono amplificati dalla progressività del sistema tributario.

Si ha la progressività quando le classi più ricche subiscono un maggior prelievo fiscale. Le risorse ottenute con il prelievo fiscale, che grava maggiormente sui soggetti più ricchi, vengono utilizzate per finanziare i servizi pubblici, usati anche dai soggetti più poveri. L’aumento della spesa pubblica fornisce alle persone più povere servizi finanziati soprattutto dalle classi più ricche.

Crisi dello stato sociale

Negli ultimi decenni del XX secolo c’è stata un’espansione incontrollata della spesa pubblica che ha portato a una crisi dello stato sociale. L’assistenza, fornita a tutti senza scegliere i soggetti realmente bisognosi ha portato a un aumento della spesa pubblica e quindi un inasprimento del prelievo fiscale che ricade sulla collettività. C’è stato quindi bisogno di un ricorso al debito pubblico.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale del Welfare State?
  2. Il Welfare State mira a garantire a tutti i cittadini diritti fondamentali come assistenza, salute, istruzione e lavoro, attraverso un aumento della spesa pubblica, che in Italia è circa il 50% del PIL.

  3. Come si definisce il Welfare State in relazione ai servizi essenziali?
  4. Il Welfare State è definito come "stato che assiste", dove lo Stato gestisce direttamente i servizi essenziali come pensioni e sanità, garantendo i diritti inviolabili dell'uomo e promuovendo l'uguaglianza sostanziale.

  5. Quali sono le forme di previdenza sociale in Italia?
  6. In Italia, la previdenza sociale comprende pensioni di vecchiaia e anzianità, mobilità e cassa integrazione, con l'INPS e l'INAIL come principali enti di previdenza.

  7. Qual è l'importanza della redistribuzione del reddito nel Welfare State?
  8. La redistribuzione del reddito è fondamentale per ridurre le disuguaglianze sociali, trasferendo risorse dai più ricchi ai più poveri e finanziando servizi pubblici per migliorare le condizioni economiche delle classi meno abbienti.

  9. Quali sono le cause della crisi del Welfare State negli ultimi decenni?
  10. La crisi del Welfare State è attribuibile a un'espansione incontrollata della spesa pubblica, che ha portato a un aumento del debito pubblico e a un prelievo fiscale più gravoso per la collettività, senza una selezione adeguata dei soggetti bisognosi.

Domande e risposte

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