Concetti Chiave
- Durante il secondo Dopoguerra, sono state create procedure internazionali per monitorare i diritti umani e punire le violazioni del diritto umanitario.
- I tribunali penali internazionali per la ex Jugoslavia e il Ruanda sono stati istituiti nel 1993 e 1994, seguendo l'esempio di Norimberga e Tokyo.
- La Corte penale internazionale, istituita nel 2002, è un tribunale permanente che giudica crimini gravi come genocidio e crimini contro l'umanità.
- La giurisdizione della Corte penale internazionale è complementare a quella nazionale e si applica solo quando le giurisdizioni nazionali non possono o non vogliono procedere.
- La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, firmata nel 1950, consente ai singoli di presentare ricorsi diretti alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Tribunali internazionali del dopoguerra
Durante il secondo Dopoguerra, sotto il profilo processuale) nell’ambito di varie organizzazioni internazionali si sono previste procedure destinate ad assicurare l’osservanza da parte degli stati delle convenzioni sui diritti umani e a reprimere le violazioni del diritto umanitario. Sul modello dei tribunali di Norimberga (1945) e di Tokyo (1946), che processarono i massimi responsabili dei crimini commessi da tedeschi e giapponesi durante la Seconda guerra mondiale, nel 1993 e 1994 sono stati istituiti, sulla base di risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, i tribunali penali internazionali rispettivamente per la ex Jugoslavia e il Ruanda. Entrambe queste corti hanno proceduto contro moltissimi imputati: fra questi, l’ex presidente della Serbia Slobodan Milošević, estradato nei Paesi Bassi dove il tribunale ha sede e morto in cella poco prima della conclusione del processo, e i leader serbo-bosniaci, condannati per il massacro di Srebrenica.
Istituzione della Corte penale internazionale
Tali esperienze hanno condotto all’istituzione della Corte penale internazionale, prevista da un trattato firmato nel 1998 (lo Statuto di Roma, entrato in vigore il 1o luglio 2002). La Corte è un tribunale permanente (questa la novità che ne fa uno storico progresso). Essa esercita la sua giurisdizione sulle persone fisiche che si siano macchiate dei più gravi crimini di portata internazionale: genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra (nonché l’aggressione, ma solo per gli stati contraenti che hanno accettato la competenza della Corte su questo crimine). La sua giurisdizione è «complementare» alle competenti giurisdizioni nazionali: può agire solo quando sia accertato che queste ultime non vogliono o non possono procedere; e si estende ai crimini commessi dai cittadini degli stati che hanno ratificato lo Statuto o sul territorio degli stessi (sono finora 123).
Convenzione europea dei diritti dell'uomo
Un altro esempio importante sotto entrambi i profili, sostanziale e processuale, è costituito dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (e dai successivi Protocolli), la Cedu. Firmata a Roma nel 1950 dai paesi aderenti al Consiglio d’Europa, è oggi il caso più cospicuo di accesso diretto dei singoli a istanze internazionali, attraverso i ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Domande da interrogazione
- Quali sono stati i principali tribunali internazionali istituiti dopo la Seconda guerra mondiale?
- Qual è la novità introdotta dalla Corte penale internazionale?
- Che ruolo ha la Convenzione europea dei diritti dell'uomo nel contesto dei diritti umani?
Dopo la Seconda guerra mondiale, sono stati istituiti i tribunali di Norimberga e Tokyo per processare i crimini di guerra. Successivamente, nel 1993 e 1994, sono stati creati tribunali penali internazionali per la ex Jugoslavia e il Ruanda, come indicato nel testo.
La Corte penale internazionale, istituita con lo Statuto di Roma nel 1998 e operativa dal 2002, rappresenta un progresso storico in quanto è un tribunale permanente che esercita giurisdizione su crimini gravi come genocidio e crimini contro l'umanità, complementando le giurisdizioni nazionali.
La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, firmata nel 1950, consente l'accesso diretto dei singoli a istanze internazionali tramite ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, rappresentando un importante strumento per la protezione dei diritti fondamentali.