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Concetti Chiave

  • Lo statuto dei lavoratori del 1970 ha introdotto norme per tutelare la libertà e la dignità dei lavoratori, oltre a promuovere la rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro.
  • L'articolo 18 dello statuto ha rafforzato la protezione dei lavoratori illegittimamente licenziati, garantendo la reintegrazione nel posto di lavoro.
  • Negli anni '70, l'introduzione della scala mobile ha garantito un incremento automatico degli stipendi in base all'inflazione, ma ha generato un circolo vizioso di aumento dei costi.
  • La contrattazione trilaterale degli anni '80, coinvolgendo il governo, ha tentato di riformare la scala mobile, portando a un accordo per ridurre i suoi effetti nel 1984.
  • La scala mobile è stata definitivamente soppressa nel 1992, dopo che il governo Craxi ha resistito a un referendum nel 1985.

Lo statuto dei lavoratori

Nel 1970 venne pubblicato lo statuto dei lavoratori (legge 300/1970), con due finalità principali:

1) stabilire norme a tutela della libertà e della dignità dei lavoratori;

2) promuovere la presenza di organismi di rappresentanza dei lavoratori e, contestualmente, lo svolgimento di attività sindacali nei luoghi di lavoro.

Lo statuto ha anche rafforzato la protezione dei lavoratori illegittimamente licenziati, tramite il famoso art. 18 sulla «reintegrazione nel posto di lavoro».

Nello stesso periodo venne istituita anche la cassa integrazione guadagni straordinaria e fu sancita la parità fra uomo e donna sul lavoro.

Incremento retributivo e scala mobile

Durante gli anni settanta, inoltre, si assistette a un grande incremento dei livelli retributivi: gli stipendi erano protetti nei confronti dell'inflazione mediante un meccanismo, definito «scala mobile», che ne comportava un incremento automatico in correlazione all'aumento del costo della vita.

La scala mobile, però, aveva diversi effetti controproducenti: l’inflazione induceva i lavoratori a rivendicare aumenti salariali, ai quali tuttavia non corrispondeva un effettivo incremento della produttività. Così l’inflazione saliva ancora e si creava un circolo vizioso dal quale era impossibile uscire. Per questo, alla fine degli anni 70 vennero emanate numerose leggi «definite «dell’emergenza», volte a contenere i costi del lavoro.

Contrattazione trilaterale e fine della scala mobile

All’inizio degli anni 80 nacque la cosiddetta «contrattazione trilaterale o neocorporativa», a cui prese parte pure il governo. Essa riuscì a migliorare il sistema della scala mobile, ma la situazione divenne talmente insostenibile che nel 1984 il Consiglio dei ministri, presieduto da Craxi, ha concluso un accordo autonomo con Cisl e Uil per tagliare alcuni punti della scala mobile.

Il decreto del governo Craxi ha resistito a un referendum del 1985: l’istituto della scala mobile è stato definitivamente soppresso nel 1992.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali finalità dello statuto dei lavoratori del 1970?
  2. Lo statuto dei lavoratori, pubblicato nel 1970, ha come principali finalità la tutela della libertà e dignità dei lavoratori e la promozione di organismi di rappresentanza e attività sindacali nei luoghi di lavoro.

  3. Qual è l'impatto della scala mobile sugli stipendi durante gli anni settanta?
  4. Negli anni settanta, la scala mobile ha garantito un incremento automatico degli stipendi in relazione all'inflazione, ma ha anche creato un circolo vizioso di aumenti salariali non accompagnati da un incremento della produttività, contribuendo all'aumento dell'inflazione stessa.

  5. Cosa ha portato alla soppressione della scala mobile nel 1992?
  6. La scala mobile è stata soppressa nel 1992 dopo un lungo processo che ha visto la contrattazione trilaterale negli anni '80 e un accordo del governo Craxi nel 1984, che ha cercato di contenere i costi del lavoro, culminando in un referendum nel 1985 che ha confermato la necessità di riforme.

Domande e risposte

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