Concetti Chiave
- Il principio di legalità stabilisce che un atto può essere giudicato giuridicamente solo se è basato su una legge in vigore precedentemente al fatto.
- Esistono due interpretazioni del principio di legalità: formale, che riguarda il potere degli enti senza dettagli normativi, e sostanziale, che richiede una disciplina dettagliata per l'attribuzione del potere.
- La sentenza 115 del 2011 della Corte costituzionale ha affrontato la questione di illegittimità dell'articolo 54 comma 4 del d.l. 167/2000 riguardo ai poteri dei sindaci.
- Il giudice del Tar veneto ha contestato l'uso della congiunzione "anche", ritenendola che estendesse il potere dei sindaci oltre le situazioni di emergenza.
- La Corte ha dichiarato l'illegittimità della parte dell'articolo che prevedeva la congiunzione "anche", limitando così i poteri straordinari dei sindaci.
Il principio di legalità
A lungo i giuristi si sono soffermati sull’analisi del principio di legalità e sulla sua applicabilità in senso formale o in senso sostanziale. il principio di legalità è il criterio secondo il quale un comportamento o un atto può essere giudicato dal punto di vista giuridico solo ed esclusivamente in forza di una legge entrata in vigore prima dell’atto o del fatto commesso. Il dubbio riguarda la possibilità di delineare il potere che è demandato agli enti amministrativi senza tuttavia affiancarlo ad una disciplina di dettaglio (principio di legalità in senso formale), o, al contrario, la necessità di non limitarsi ad attribuire tale potere, ma di affiancarne l’assegnazione ad una concreta disciplina di dettaglio (principio di legalità in senso sostanziale).
Sentenza della Corte costituzionale
Nella fattispecie, tramite la sentenza 115 del 2011, la Corte costituzionale ha chiarito l’applicabilità del principio di legalità, partendo da una questione di illegimitià costituzionale sollevata da un giudice a quo del veneto. In particolare, questi ha considerato illegittimo l’articolo 54 comma 4 del decreto legge 167/2000 (Testo unico sugli enti locali) limitatamente alla parte in cui, prevedendo la possibilità che i sindaci emanino atti amministrativi dotati di efficacia giuridica in situazioni di necessità e d’urgenza, affianca il termine «contingentibilità» alla congiunzione «anche». Secondo il giudice a quo, la presenza di tale congiunzione garantirebbe tale prerogativa ai sindaci non solo in situazioni d’urgenza, bensì in ogni circostanza. Ciò lederebbe la Costituzione italiana ai sensi degli articoli 23 e 97. La Corte, analizzando la questione sollevata dal Tar veneto, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 54 comma 4 del d.l. 167/2000 (TUEL) limitatamente alla parte in cui prevede la presenza della suddetta congiunzione. Quello dei sindaci non deve essere un potere costituito, bensì una prerogativa straordinaria, che non sarebbe garantita, bensì estesa, dalla presenza della congiunzione «anche», la quale è stata portato giudicata illegittima.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio di legalità e come si distingue tra senso formale e sostanziale?
- Qual è stata la questione sollevata dal giudice a quo del Veneto riguardo all'articolo 54 comma 4 del decreto legge 167/2000?
- Qual è stata la decisione della Corte costituzionale riguardo all'articolo 54 comma 4 del d.l. 167/2000?
Il principio di legalità stabilisce che un comportamento o un atto può essere giudicato giuridicamente solo in base a una legge in vigore prima dell'atto. Si distingue in senso formale, che si concentra sul potere degli enti amministrativi senza una disciplina dettagliata, e in senso sostanziale, che richiede un'assegnazione di potere accompagnata da una concreta disciplina (testo).
Il giudice a quo ha ritenuto illegittimo l'articolo 54 comma 4, poiché la congiunzione «anche» associata a «contingentibilità» consentirebbe ai sindaci di emanare atti amministrativi non solo in situazioni di urgenza, ma in ogni circostanza, ledendo la Costituzione italiana (testo).
La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 54 comma 4 limitatamente alla parte che include la congiunzione «anche», affermando che il potere dei sindaci deve essere una prerogativa straordinaria e non estesa dalla presenza di tale congiunzione (testo).