Concetti Chiave
- Lo Stato di diritto vieta l'arbitrio dei poteri pubblici, garantendo che la legge esprima la volontà della società tramite il Parlamento.
- La sua evoluzione storica è avvenuta attraverso le Rivoluzioni costituzionali, che hanno messo fine all'assolutismo in vari paesi, come Inghilterra, America e Francia.
- È fondamentale la garanzia dei diritti dei cittadini, proclamata attraverso importanti documenti storici come la Magna Charta e la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino.
- Per la realizzazione dello Stato di diritto, è essenziale che la legge non sia arbitraria, ma rappresentativa e approvata da un organo legislativo democratico.
- La condizione di Stato di diritto è raggiunta quando i diritti dei cittadini sono tutelati e i governanti non possono esercitare un potere arbitrario.
Definizione di Stato di diritto
Lo Stato di diritto è lo Stato in cui è vietato l’arbitrio dei poteri pubblici. Questa difesa dagli arbitrii è un’aspirazione che, per realizzarsi, richiede la concorrenza di tre condizioni fondamentali.
La prima condizione dello Stato di diritto è il rispetto della legge da parte dei pubblici poteri. Tuttavia, questa esigenza sarebbe vanificata se la legge stessa fosse espressione di una volontà arbitraria di un singolo o di un gruppo. Lo Stato di diritto è, dunque, quel regime che si preoccupa non solo che gli organi dello Stato rispettino la legge ma anche, e prima ancora, che la legge non sia arbitraria. Essa, a sua volta, si considera non arbitraria solo se è espressione della volontà di un organo che rappresenta la società, cioè del Parlamento. Nello Stato di diritto, perciò, è essenziale che la legge non sia più la volontà del re, com’era nell’Antico regime. In sintesi non c’è Stato di diritto se non a condizione che vi sia un Parlamento e che a esso spetti il potere legislativo.
Evoluzione storica dello Stato di diritto
Questa condizione si è determinata nel corso di tre secoli, con le Rivoluzioni costituzionali che, prima in Inghilterra (la “Gloriosa rivoluzione” del 1689), in America e in Francia (alla fine del secolo successivo) e poi, nel corso dell’Ottocento, negli altri Paesi europei, misero fine all’assolutismo.
Garanzia dei diritti dei cittadini
Il secondo elemento dello Stato di diritto è la garanzia dei diritti dei cittadini di fronte allo Stato. Solo a questa condizione, si può proclamare la fine del potere arbitrario dei governanti. Storicamente, ciò si è realizzato con le grandi proclamazioni dei diritti della fine del XVIII secolo (la Dichiarazione inserita nella Costituzione americana del 1787 e la francese Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789).
In Inghilterra, la cui storia è particolare e precoce, ciò era già avvenuto da secoli, con la Magna Charta libertatum (del 1215) e il Bill of Rights (del 1689).
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di Stato di diritto e quali sono le sue condizioni fondamentali?
- Come si è evoluto storicamente lo Stato di diritto?
- Qual è l'importanza della garanzia dei diritti dei cittadini nello Stato di diritto?
Lo Stato di diritto è un regime in cui è vietato l’arbitrio dei poteri pubblici, richiedendo il rispetto della legge da parte di questi ultimi e che la legge stessa non sia arbitraria, ma espressione della volontà del Parlamento.
L'evoluzione dello Stato di diritto si è realizzata attraverso le Rivoluzioni costituzionali in Inghilterra, America e Francia, che hanno messo fine all’assolutismo, iniziando con la “Gloriosa rivoluzione” del 1689 e proseguendo nel corso dell’Ottocento in altri Paesi europei.
La garanzia dei diritti dei cittadini è fondamentale per proclamare la fine del potere arbitrario dei governanti, realizzatasi storicamente con le proclamazioni dei diritti del XVIII secolo, come la Dichiarazione americana del 1787 e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789.