Concetti Chiave
- La riforma costituzionale del 2001 ha portato a una serie di decreti che hanno modificato la struttura e le funzioni delle province, eliminando il loro carattere elettivo.
- Il territorio nazionale è ora suddiviso in enti territoriali di area vasta, che includono città metropolitane e province, secondo la legge 56/2014.
- Le città metropolitane hanno sostituito le province in alcune aree chiave, garantendo una gestione più efficiente delle funzioni locali.
- Le province montane di confine hanno ottenuto specificità riconosciute dalla legge, per meglio affrontare le loro esigenze territoriali.
- Le regioni speciali hanno avviato riforme proprie, creando nuove città metropolitane e modificando la struttura provinciale esistente.
Riforma costituzionale del 2001
In seguito alla riforma costituzionale del 2001, una riforma delle province aveva inizialmente visto la luce attraverso una serie di decreti legge. Questi avevano eliminato il carattere direttamente elettivo degli organi provinciali e drasticamente ridotto le funzioni dell’ente (d.l. 138/2011 e d.l. 95/2012), e previsto anche l’accorpamento e riduzione delle province (d.l. 188/2012). Quest’ultimo decreto non venne però convertito in legge e i primi due furono dichiarati costituzionalmente illegittimi dalla sent. 220/2013. Successivamente il Parlamento ha approvato una legge che innova e integra profondamente l’ordinamento degli enti locali (la l. 56/2014, che la sent. 50/2015 ha dichiarato legittima). Rimanendo costituzionalmente obbligatoria l’istituzione delle province, non si può prescindere da un ente territoriale che si occupi di quelle funzioni che i comuni non sono in grado di svolgere da soli e che, al tempo stesso, non si ritiene di affidare alla regione (per non appesantirne l’amministrazione e salvaguardare le prevalenti funzioni di programmazione, indirizzo, legislazione).
Suddivisione del territorio nazionale
Pertanto il territorio nazionale è suddiviso in enti territoriali di area vasta, i cui ambiti corrispondono con quelli delle «vecchie» province, e precisamente quelli previsti dall’art. 1 l. 56/2014:
• le città metropolitane, coincidenti con il territorio delle province di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria, che alle province subentrano (commi 5-50), oltre alla città metropolitana di Roma capitale (commi 101-103);
• le province, tutte quelle attualmente esistenti, meno quelle cui sono succedute le città metropolitane (commi 51-100);
• le province montane di confine, cioè quelle di Verbania Cusio Ossola, Sondrio e Belluno, alle quali sono riconosciute alcune specificità (comma 86).
Riforme nelle regioni speciali
Anche le regioni speciali hanno perseguito un processo di riforma delle province (v. l.r. Sicilia 15/2015, che ha istituito altresì le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, e l.r. Sardegna 2/2016, che ha istituito la città metropolitana di Cagliari; per il Friuli-Venezia Giulia il Parlamento ha approvato una legge costituzionale di riforma dello statuto che sopprime le province esistenti, v. l. cost. 1/2016).
Domande da interrogazione
- Quali sono state le principali modifiche apportate alla struttura delle province in Italia dopo la riforma del 2001?
- Come è suddiviso il territorio nazionale in relazione alle province e alle città metropolitane?
- Quali riforme hanno interessato le regioni speciali riguardo alle province?
La riforma del 2001 ha portato all'eliminazione del carattere direttamente elettivo degli organi provinciali e alla riduzione delle loro funzioni, attraverso decreti legge che sono stati successivamente dichiarati illegittimi. La legge 56/2014 ha poi integrato l'ordinamento degli enti locali, mantenendo l'istituzione delle province come necessaria per funzioni che i comuni non possono svolgere da soli.
Il territorio nazionale è suddiviso in enti territoriali di area vasta, che includono le città metropolitane e le province. Le città metropolitane corrispondono a province come Torino, Milano e Roma, mentre le province esistenti sono quelle non sostituite da città metropolitane, con specificità per le province montane di confine.
Le regioni speciali hanno avviato riforme delle province, come la legge regionale della Sicilia che ha istituito città metropolitane a Palermo, Catania e Messina, e la legge della Sardegna che ha creato la città metropolitana di Cagliari. Inoltre, il Friuli-Venezia Giulia ha visto la soppressione delle province esistenti tramite una legge costituzionale.