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Concetti Chiave

  • Il datore di lavoro è obbligato a pagare la retribuzione concordata, che deve garantire un'esistenza dignitosa al lavoratore e alla sua famiglia.
  • La giurisprudenza ha esteso ai lavoratori non sindacalizzati i minimi salariali previsti dai contratti collettivi, considerati sufficienti dal punto di vista legale.
  • Esistono due principali sistemi di calcolo della retribuzione: a tempo, basato sulle ore lavorate, e a cottimo o provvigione, legato al rendimento.
  • Il lavoratore può ricevere una retribuzione composta, che combina un compenso a tempo con una parte calcolata a cottimo o provvigione.
  • La retribuzione può includere maggiorazioni e integrazioni previste dalla legge e dai contratti, come per lavoro straordinario o la tredicesima mensilità.

Obblighi del datore di lavoro

Il principale obbligo del datore di lavoro consiste nel pagamento delle retribuzioni pattuita tra le parti.
Spesso l'ammontare del pagamento viene determinato in modo indiretto, facendo riferimento alla retribuzione prevista per quella determinata qualifica dei contratti collettivi.

Essa deve essere comunque sufficiente allo scopo di assicurare un'esistenza libera e dignitosa al lavoratore e alla sua famiglia, secondo quanto previsto dall'articolo 36 della Costituzione italiana.

Interpretazione giurisprudenziale

Secondo l'interpretazione costantemente affermatasi a partire dagli anni Cinquanta, è considerata sufficiente la retribuzione corrispondente ai minimi previsti dai contratti collettivi.

In questo modo la giurisprudenza ha finito con l'estendere a tutti i lavoratori i minimi salariali previsti dai contratti collettivi, nonostante questi abbiano efficacia soltanto nei confronti di iscritti ai sindacati che gli hanno stipulati.

Sistemi di calcolo della retribuzione

La retribuzione viene calcolata secondo due sistemi differenti. La retribuzione si dice a tempo se commisurata al tempo di lavoro, ovvero una determinata cifra per ogni unità di tempo.

La retribuzione viene definita invece a cottimo o a provvigione, se e commisurata al rendimento effettivo del lavoro, ovvero una determinata cifra per ogni prodotto o per ogni affare concluso. I due sistemi possono concorrere tra di loro: in tali casi il lavoratore riceve una retribuzione divisa in due parti, una calcolata a tempo, a cui se ne aggiunge un'altra calcolata a cottimo o a provvigione.

Maggiorazioni e integrazioni

La retribuzione può avere varie maggiorazioni e integrazioni secondo la disciplina contenuta nelle leggi e nei contratti collettivi, come le maggiorazioni per il lavoro straordinario, festivo, notturno, la tredicesima mensilità.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obbligo principale del datore di lavoro riguardo alla retribuzione?
  2. Il principale obbligo del datore di lavoro è il pagamento delle retribuzioni pattuite, che devono garantire un'esistenza libera e dignitosa al lavoratore e alla sua famiglia, come stabilito dall'articolo 36 della Costituzione italiana.

  3. Come viene determinata la retribuzione minima per i lavoratori?
  4. La retribuzione minima è considerata sufficiente se corrisponde ai minimi previsti dai contratti collettivi, estendendo così tali minimi a tutti i lavoratori, anche a quelli non iscritti ai sindacati, secondo l'interpretazione giurisprudenziale.

  5. Quali sono i due principali sistemi di calcolo della retribuzione?
  6. La retribuzione può essere calcolata a tempo, in base al tempo di lavoro, o a cottimo/provvigione, in base al rendimento effettivo. In alcuni casi, i due sistemi possono essere combinati, con una parte della retribuzione calcolata a tempo e l'altra a cottimo o provvigione.

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