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Concetti Chiave

  • La responsabilità indiretta prevede che i padroni siano responsabili per i danni causati dai dipendenti nell'esercizio delle loro mansioni, come stabilito dall'articolo 2049.
  • I sorveglianti di incapaci sono ritenuti responsabili dei danni causati da questi ultimi, a meno che l'incapacità non derivi da colpa dell'incapace stesso, secondo gli articoli 2046 e 2047.
  • I genitori sono responsabili per i fatti illeciti commessi dai figli minori, mentre i tutori rispondono per gli interdetti affidati a loro, come indicato nell'articolo 2048.
  • La responsabilità dei padroni e dei committenti è sempre diretta, mentre i sorveglianti possono essere esonerati dimostrando di non aver potuto impedire l'illecito.
  • La giurisprudenza differenzia tra culpa in vigilando e culpa in educando, permettendo ai genitori di liberarsi dalla responsabilità provando di aver impartito una buona educazione.

Responsabilità indiretta e padroni

La regola generale secondo cui l’obbligazione di risarcire il danno incombe su colui che lo ha cagionato trova diverse eccezioni, relative all’ipotesi in cui l’autore del fatto illecito non ne sia responsabile (a tal proposito si parla di «responsabilità indiretta»):

1) la prima ipotesi riguarda la responsabilità dei padroni e dei committenti: l’articolo 2049 prevede che del danno cagionato da un dipendente nell’esercizio delle mansioni a lui affidate sarà responsabile il suo datore di lavoro (così, ad esempio, dell’incidente causato a un pedone dall’impiegato di un’impresa di trasporti sarà responsabile il titolare dell’impresa). La responsabilità ricade sia sul dipendente che sul datore di lavoro: l’art. 28 Cost., infatti, fa rispondere del fatto illecito del pubblico dipendente sia lo Stato o l’ente pubblico datore di lavoro, sia il dipendente che ha commesso il fatto;

Responsabilità dei sorveglianti

2) responsabilità dei sorveglianti di incapaci: l’incapace di intendere o di volere non è responsabile dei propri fatti illeciti a meno che lo stato di incapacità derivi da sua colpa (art. 2046); la responsabilità ricade invece su chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace (art. 2047);

Responsabilità di genitori e tutori

3) responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori: i genitori sono responsabili dei fatti illeciti commessi dai loro figli minori; il tutore lo è per il minore o per l’interdetto affidato alla sua tutela; i precettori, invece, lo sono dei danni cagionati dai loro allievi minori nel tempo in cui sono sotto la loro sorveglianza (art. 2048), sebbene la loro responsabilità si attenui in relazione alla capacità di discernimento dell’allievo.

Mentre chi è tenuto alla sorveglianza può liberarsi da responsabilità provando di non aver potuto impedire il fatto, padroni e committenti rispondono in ogni caso del fatto illecito dei loro dipendenti: dunque, la responsabilità di padroni e committenti è propriamente indiretta perché essi rispondono per il fatto illecito altrui; i sorveglianti rispondono del fatto illecito altrui poiché esso scaturisce da un fatto illecito proprio (la mancata sorveglianza), dalla quale possono essere esonerati solo provando il sussistere di uno specifico ostacolo che abbia impedito loro di esercitare la dovuta vigilanza.

Giurisprudenza e responsabilità genitoriale

La giurisprudenza è indulgente verso i genitori: essa distingue tra culpa in vigilando, relativa ai figli incapaci di intendere e di volere, e semplice culpa in educando, inerente ai figli solo minori, della quale i genitori possono liberarsi provando di aver impartito una buona educazione al figlio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la responsabilità dei padroni in caso di danno causato dai dipendenti?
  2. I padroni sono responsabili del danno cagionato dai loro dipendenti nell'esercizio delle mansioni affidate, come stabilito dall'articolo 2049. Questo significa che, ad esempio, un incidente causato da un impiegato di un'impresa di trasporti ricade sulla responsabilità del titolare dell'impresa.

  3. Chi è responsabile per i danni causati da un incapace di intendere o di volere?
  4. La responsabilità per i danni causati da un incapace ricade su chi è tenuto alla sua sorveglianza, come previsto dall'articolo 2047. L'incapace non è responsabile a meno che la sua incapacità non derivi da colpa propria.

  5. In che modo la giurisprudenza tratta la responsabilità dei genitori per i danni causati dai figli minori?
  6. La giurisprudenza distingue tra culpa in vigilando e culpa in educando. I genitori possono liberarsi dalla responsabilità dimostrando di aver impartito una buona educazione ai figli minori, mentre sono più severi nel caso di figli incapaci di intendere e di volere.

Domande e risposte

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