Concetti Chiave
- I regolamenti ministeriali e interministeriali necessitano di una disposizione legislativa per l'esercizio del potere regolamentare, a differenza dei regolamenti del governo.
- I regolamenti ministeriali riguardano materie di competenza di un singolo ministro, mentre i regolamenti interministeriali sono adottati da più ministri per questioni condivise.
- Tutti i regolamenti ministeriali e interministeriali devono essere comunicati al presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.
- Le fonti del diritto regionale comprendono statuti delle regioni ordinarie, leggi regionali e regolamenti regionali, distinti dai regolamenti ministeriali.
- Il procedimento di approvazione degli statuti regionali richiede due deliberazioni da parte del consiglio regionale e può prevedere un referendum per l'approvazione finale.
Regolamenti ministeriali e interministeriali
Diversamente dai regolamenti del governo, per i regolamenti ministeriali e interministeriali è necessaria un’apposita disposizione legislativa che autorizzi l’esercizio del potere regolamentare. I regolamenti ministeriali sono adottati nelle materie di competenza di un ministro o di autorità sottordinate al ministro; i regolamenti interministeriali sono adottati in materie di competenza di più ministri. Entrambi, peraltro, sono sempre subordinati ai regolamenti del governo e devono essere comunicati al presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione con decreto ministeriale o decreto interministeriale. Ai regolamenti ministeriali possono essere assimilati i regolamenti emanati con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, non espressamente previsti dalla l. 400/1988.
Fonti del diritto regionale
Dai regolamenti ministeriali e interministeriali si distinguono le fonti del diritto regionale. Fra esse sono annoverati gli statuti delle regioni ordinarie; le leggi regionali; i regolamenti regionali.
Diverso è il caso degli statuti delle regioni speciali, che sono fonti statali di rango costituzionale.
Il procedimento di approvazione (e revisione) degli statuti ordinari consta di due fasi, una necessaria, l’altra eventuale. La fase necessaria riguarda l’approvazione da parte del consiglio regionale e avviene in due successive deliberazioni a distanza non inferiore di due mesi; in ogni deliberazione il testo statutario deve essere approvato dalla maggioranza assoluta dei componenti (art. 123.2 Cost.: invece l’art. 138 prevede l’approvazione a maggioranza qualificata solo nella seconda deliberazione). La fase eventuale riguarda l’intervento del corpo elettorale mediante referendum, sempre possibile (art. 123.3: invece l’art. 138 esclude il referendum in caso di approvazione a maggioranza dei due terzi nella seconda deliberazione). I suoi contenuti e la procedura aggravata fanno dello statuto regionale un atto fonte a competenza specializzata e sovraordinato rispetto alla legge regionale (v. sentt. 304/2002 e 372/2004).
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra regolamenti ministeriali e interministeriali?
- Quali sono le fonti del diritto regionale?
- Qual è il procedimento di approvazione degli statuti ordinari?
I regolamenti ministeriali sono adottati in materie di competenza di un singolo ministro, mentre i regolamenti interministeriali riguardano materie di competenza di più ministri. Entrambi necessitano di una disposizione legislativa e sono subordinati ai regolamenti del governo.
Le fonti del diritto regionale includono gli statuti delle regioni ordinarie, le leggi regionali e i regolamenti regionali. A differenza, gli statuti delle regioni speciali sono considerati fonti statali di rango costituzionale.
Il procedimento di approvazione degli statuti ordinari prevede due fasi: una necessaria, che richiede l'approvazione del consiglio regionale in due deliberazioni, e una eventuale, che può includere un referendum. La prima deliberazione deve ottenere la maggioranza assoluta, mentre la seconda può richiedere una maggioranza qualificata.