Concetti Chiave
- Il processo civile si attiva quando sorgono controversie tra soggetti privati riguardanti la violazione di diritti, come contratti o risarcimenti.
- La fase iniziale è caratterizzata dall'iniziativa dell'attore, che cita in giudizio il convenuto, dando vita a due parti distinte.
- Il processo di cognizione verifica la fondatezza delle pretese dell'attore; se non provate, il convenuto vince la causa.
- In caso di sentenza a favore dell'attore, la parte soccombente è obbligata all'esecuzione della sentenza, con eventuale pignoramento dei beni per inadempimento.
- Le norme del processo civile sono stabilite nel Codice di procedura civile, che comprende 840 articoli, regolando l'intero procedimento.
Il processo civile viene instaurato quando tra soggetti privati sorgono delle controversie in merito ad una pretesa violazione di un diritto: esecuzione non conforme di un contratto, eredità, rapporto di lavoro, risarcimento di un danno, ecc.. La fase iniziale del processo è l’iniziativa di un soggetto privato, che prende il nome di attore il quale cita in giudizio un altro soggetto che si chiama convenuto. L’attore il convenuto costituiscono le due parti. Il processo si articola in due momenti distinti e consequenziali: processo di cognizione e processo di esecuzione.
Fasi del processo di cognizione
Il processo di cognizione accertata se le pretese addotte dall’attore hanno un fondamento legislativo. Colui che dà inizio alla causa (o attore) deve provare che la sua pretesa è fondata e se non ci riesce, la causa è vinta dal convenuto. Dopo aver valutato le ragioni esposte dall’attore e le obiezioni del convenuto anche in base alla memoria difensiva, , con sentenza, dichiara che c’è stata la lesione di un diritto e in questo caso impone la sanzione necessaria per ripristinare quanto è stato violato, come per esempio l’esecuzione corretta della clausola del contratto violata., oppure condanna l’automobilista che ha causato un incidente a risarcire il danno. La Legge 18 giugno 2009 n. 69 ha introdotto anche il procedimento sommario di cognizione il cui obiettivo è di velocizzare e semplificare quanto più possibile le forme del procedimento di cognizione, pur rispettando il principio del giusto processo, il principio del contraddittorio, uguaglianza dei diritti delle parti e l’imparzialità del giudice. In questo caso, il giudice libero di agire nel modo e nelle forme che ritiene più opportuno.
Esecuzione e ricorso in appello
La parte che ha perso la causa, chiamata parte soccombente, deve eseguire la sentenza. Le spese, di solito sono a carico di colui che ha perso la causa, ma in alcuni casi viene decisa la compensazione. Se il soccombente non dà seguito all’esecuzione della sentenza, la parte che ha vinto la causa può dare inizio ad un secondo tipo di processo, il processo di esecuzione. Esso ha lo scopo di eseguire forzatamente le prescrizioni contenute nella sentenza. Esempio: se la parte è stata condannata a versare una somma di denaro all’altra e non lo fa, i suoi beni vengono pignorati e venduti; il ricavato viene versato alla parte che ha vinto la causa. Contro la sentenza, può essere esperito il ricorso in appello, c/o la Corte d’Appello competente.
Le norme che regolano il processo civile sono contenute nel Codice di procedura civile che conta 840 articoli.
Domande da interrogazione
- Qual è l'oggetto principale del processo civile?
- Chi sono le parti coinvolte nel processo civile?
- Qual è la funzione del processo di cognizione?
- Cosa succede se la parte soccombente non esegue la sentenza?
Il processo civile si instaura quando sorgono controversie tra soggetti privati riguardo a una presunta violazione di un diritto, come l'esecuzione non conforme di un contratto o il risarcimento di un danno.
Le parti coinvolte nel processo civile sono l'attore, che avvia la causa, e il convenuto, che viene citato in giudizio.
Il processo di cognizione ha il compito di accertare se le pretese dell'attore hanno un fondamento legislativo, e se l'attore non riesce a provare la sua pretesa, la causa viene vinta dal convenuto.
Se la parte soccombente non esegue la sentenza, la parte vincente può avviare un processo di esecuzione per forzare l'adempimento delle prescrizioni contenute nella sentenza, come il pignoramento dei beni.