Concetti Chiave
- La prima ondata di democratizzazione (1828-1926) ha portato a importanti conquiste civili, come la cittadinanza per i nativi americani e il diritto di voto per le donne.
- La seconda ondata (1943-1962) è stata segnata dalla sconfitta di regimi autoritari, ma ha visto anche il ritorno a forme autocratiche in alcuni paesi.
- La terza ondata, iniziata nel 1974, ha coinvolto la caduta di regimi totalitari in Europa, come quello di Franco in Spagna e la dittatura dei colonnelli in Grecia.
- La transizione politica è spesso accompagnata dalla ristesura della Costituzione, che deve riflettere un processo democratico per essere efficace.
- In alcuni paesi come Marocco e Algeria, la democratizzazione è avvenuta dall'alto verso il basso, contrariamente all'approccio popolare visto in Tunisia.
Le tre ondate di democratizzazione
Tra la seconda metà del XIX secolo e il novecento si susseguirono tre ondate di democraticizzazione.
La prima ondata di democratizzazione si estese dal 1828 al 1926. Essa fu caratterizzata dalla graduale evoluzione del sistema politico e fu in quest’ambito che, per la prima volta, negli USA si concesse la cittadinanza ai nativi (1870) e il voto alle donne (1920).
La seconda ondata e i regimi autoritari
La seconda ondata si estese dal 1943 al 1962. Essa fu caratterizzata dalla sconfitta militare di molti regimi autoritari (in particolare quello fascista, nazista e socialista). Gli stati coinvolti in questa seconda ondata furono interessati dal passaggio da regimi liberal-democratici a forme di stato nuovamente autocratica.
La terza ondata e la transizione costituzionale
La terza ondata, infine, ebbe inizio il 25 aprile 1974, giorno in cui in Portogallo cadde il regime di Salazar (rivoluzione dei Garofani). Poco dopo (luglio 1974) venne meno anche la cosiddetta «dittatura dei colonnelli» in Grecia. L’anno successivo si verificò la caduta dell’ultimo regime totalitario ancora in piedi in Europa: la forma di stato autoritaria di Fransisco Franco (procedimento culminato con l’adozione della Costituzione spagnola del 1978).
Il ruolo della carta costituzionale
I processi di transizione sono caratterizzato da un’infinità di variabili e ciò ne rende incerto l’esito. Spesso, la transizione politica è accompagnata dalla ristesura della Costituzione dell’ordinamento in cui la transizione ha luogo: a questo proposito si parla di «transizione costituzionale».
La carta costituzionale si pone come elemento fondamentale per sancire la discontinuità con il regime politico vigente in passato. Affinché essa abbia questo ruolo è necessario che il processo costituente sia stato democratico (attraverso un sistema di coinvolgimento popolare). In Marocco, Algeria e Giordania i processi di democraticizzazione non hanno avuto luogo dal basso verso l’alto (come avvenuto in Tunisia), ma dall’alto verso il basso (attraverso l’imposizione del sovrano del dettato costituzionale).
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali caratteristiche della prima ondata di democratizzazione?
- Come si è manifestata la seconda ondata di democratizzazione?
- Qual è il significato della transizione costituzionale nella terza ondata di democratizzazione?
La prima ondata di democratizzazione, che si estese dal 1828 al 1926, fu caratterizzata da una graduale evoluzione del sistema politico, con importanti traguardi come la concessione della cittadinanza ai nativi negli USA nel 1870 e il diritto di voto alle donne nel 1920.
La seconda ondata, dal 1943 al 1962, si caratterizzò per la sconfitta militare di regimi autoritari, come quelli fascista, nazista e socialista, portando a un passaggio da regimi liberal-democratici a forme di stato autocratiche.
La terza ondata, iniziata il 25 aprile 1974, evidenziò l'importanza della carta costituzionale nel sancire la discontinuità con i regimi precedenti. Una transizione costituzionale è efficace solo se il processo costituente è democratico e coinvolge il popolo, come dimostrato dai diversi approcci in paesi come Marocco e Tunisia.