Concetti Chiave
- Dal 1989, le grazie concesse in Italia sono diminuite drasticamente, sottolineando il loro carattere eccezionale e umanitario.
- Il presidente della Repubblica ha la potestà decisoria sulla grazia, senza che il ministro della giustizia possa ostacolare il procedimento.
- Il Consiglio supremo di difesa, presieduto dal capo dello Stato, svolge un ruolo cruciale nella strategia e nell'impiego delle forze armate italiane.
- La capacità operativa del Consiglio supremo di difesa è stata potenziata, accentuando la sua dipendenza organizzativa dalla presidenza della Repubblica.
- Le riunioni del Consiglio supremo di difesa sono diventate più frequenti, trasformandolo in un attore chiave della politica di sicurezza nazionale.
Riduzione delle grazie concesse
Dalla riforma del codice di procedura penale del 1989 in poi le grazie concesse si sono drasticamente ridotte a poche decine l’anno. Ciò concorre a spiegare perché il conflitto di attribuzione sollevato dal presidente Ciampi contro il ministro della giustizia nel 2005 è stato risolto dalla sent. 200/2006 nel senso di ritenere la grazia «una potestà decisionale del capo dello Stato quale organo super partes»: proprio in quanto essa viene considerata «eccezionale strumento destinato a soddisfare straordinarie esigenze di natura umanitaria».
Di qui l’affermazione che non spetta al ministro impedire che il procedimento di concessione abbia corso e che il presidente adotti la sua decisione in merito. Dunque, ecco un esempio di atto sostanzialmente oltre che formalmente presidenziale.
Ruolo del Consiglio supremo di difesa
Un discorso a parte giustifica, in un contesto internazionale nel quale l’Italia assume ricorrentemente responsabilità di rilievo, il Consiglio supremo di difesa: organo presieduto dal capo dello Stato e composto dal presidente del Consiglio, da cinque ministri e dal capo di stato maggiore della difesa, avente la funzione di discutere linee generali strategiche e impiego delle forze armate (v. artt. 2-9 d.lgs. 66/2010).
Di questo organo è stata rafforzata la capacità operativa e accentuata la dipendenza organizzativa e funzionale dalla presidenza della Repubblica (rispetto al governo). È aumentata anche la frequenza e la regolarità delle riunioni (almeno tre all’anno). Il Csd, da mero organo di informazione e consultazione, si è evoluto in protagonista attivo e determinante della politica di sicurezza nazionale.
Domande da interrogazione
- Perché le grazie concesse sono diminuite drasticamente dopo la riforma del 1989?
- Qual è il ruolo del presidente della Repubblica nella concessione della grazia?
- Come è cambiato il ruolo del Consiglio supremo di difesa nel contesto della sicurezza nazionale?
Le grazie concesse si sono ridotte a poche decine l’anno a causa della riforma del codice di procedura penale del 1989, che ha reso la grazia uno strumento eccezionale destinato a soddisfare esigenze umanitarie straordinarie, come evidenziato dalla sentenza 200/2006.
Il presidente della Repubblica ha la potestà decisionale esclusiva sulla concessione della grazia, come stabilito dalla sentenza 200/2006, e non spetta al ministro della giustizia impedire il procedimento di concessione.
Il Consiglio supremo di difesa ha visto un rafforzamento della sua capacità operativa e una maggiore dipendenza dalla presidenza della Repubblica, evolvendosi da organo di informazione a protagonista attivo nella politica di sicurezza nazionale, con riunioni regolari almeno tre volte all’anno.