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Concetti Chiave

  • Il veto è un atto formale che impedisce l'esecuzione di deliberazioni amministrative, legislative o politiche, con origini che risalgono all'antica Roma.
  • In antica Roma, il veto era riservato ai tribuni della plebe, che potevano bloccare provvedimenti dannosi per i diritti dei loro rappresentati, tramite il diritto noto come Ius intercessionis.
  • Nel contesto moderno italiano, il Presidente della Repubblica possiede il diritto di veto, potendo bloccare leggi per motivi di incostituzionalità o errori di forma.
  • Il potere di veto è detenuto dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, e il suo utilizzo da parte di uno di essi blocca definitivamente qualsiasi provvedimento.
  • Il potere di veto è considerato più forte del diritto di veto, poiché l'uso del primo da parte di un membro dell'ONU impedisce definitivamente leggi o l'ammissione di nuovi stati.

Qual è l'origine e funzione del veto?

Il veto, innanzi tutto, è un atto formale con cui si preclude l'esecuzione di una deliberazione amministrativa, legislativa o politica.
La sua origine la si fa risalire all'antica Roma, quando era riservato ai tribuni della plebe per bloccare provvedimenti emessi da altre autorità, compresi il Senato o altri tribuni, che potessero danneggiare i diritti della plebe da loro rappresentati (Ius intercessionis). Era posseduto solo dai tribuni, i quali erano ritenuti intoccabili per questo motivo. Fu tolto dal dittatore Silla nell'82 a.C,

egli favoriva la classe senatoria.

Sempre con il termine ius intercessionis si indicava il diritto di ciascun magistrato nelle magistrature paritarie come il consolato di impedire le decisioni del collega. In tal modo i magistrati dovevano sempre evitare uno scontro diretto e trovare, se necessario, formule conciliative.

Il veto nel contesto moderno

Al giorno d'oggi il diritto di veto, nello stato Italiano viene posseduto dal Presidente della Repubblica, il quale può decidere di bloccare una legge, per motivi di contenuto (incostituzinale) o di imprecisioni (errori grammaticali varii), attraverso un messaggio motivato alle camere, le quali possono scegliere se inserire queste modifiche oppure no.

Il potere di veto viene posseduto dai cinque membri permanenti (Francia, USA, Russia (ex URSS), Cina e UK, i vincitori della seconda guerra mondiale)del consiglio di sicurezza dell'ONU, i quali se, anche solo uno di essi lo usa, bloccano una legge, l'entrata di un paese nell'ONU, o qualsiasi altra cosa definitivamente. Il potere di veto, quindi, è più potente del diritto.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine storica del veto e come veniva utilizzato nell'antica Roma?
  2. Il veto ha origine nell'antica Roma, dove era un atto formale riservato ai tribuni della plebe per bloccare provvedimenti che potessero danneggiare i diritti della plebe. Era un potere esclusivo dei tribuni, considerati intoccabili, fino a quando non fu abolito dal dittatore Silla nell'82 a.C.

  3. Qual è la funzione del veto nel contesto moderno italiano?
  4. Oggi, in Italia, il diritto di veto è detenuto dal Presidente della Repubblica, che può bloccare una legge per motivi di incostituzionalità o imprecisioni, comunicando le sue motivazioni alle camere, che possono decidere se apportare modifiche.

  5. Chi detiene il potere di veto nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU e quali sono le sue implicazioni?
  6. Il potere di veto nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU è posseduto dai cinque membri permanenti (Francia, USA, Russia, Cina e Regno Unito). Se anche uno di questi membri esercita il veto, può bloccare definitivamente leggi o l'entrata di un paese nell'ONU, rendendo questo potere più influente del diritto stesso.

Domande e risposte

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