Concetti Chiave
- I piccoli imprenditori includono coltivatori, artigiani e commercianti che gestiscono attività prevalentemente con lavoro proprio e familiare.
- Il lavoro del piccolo imprenditore deve superare quello dei dipendenti e il capitale investito deve essere limitato.
- Per essere considerato piccolo imprenditore, è necessario avere un investimento inferiore a 300.000 € e un fatturato medio annuo sotto 200.000 €.
- Le imprese familiari coinvolgono familiari dell'imprenditore che lavorano senza contratto e partecipano attivamente alla gestione.
- I familiari collaboratori hanno diritti specifici, tra cui la partecipazione agli utili e il diritto di prelazione in caso di cessione dell'impresa.
Definizione di piccolo imprenditore
Sono piccoli imprenditori i coltivatori del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti, coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia (art. 2083 c.c.)
Il lavoro del piccolo imprenditore (eventualmente con quello della famiglia) deve prevalere su quello dei dipendenti e sul capitale investito.
Requisiti per la legge fallimentare
Legge fallimentare (dlgs 5 del 2006), il piccolo imprenditore viene considerato tale se:
- Ha investito meno di 300.000 € nell’azienda
- Ha un fatturato medio, negli ultimi tre anni, inferiore a 200.000 € annui
L’impresa è familiare quando collaborano i familiari dell’imprenditore, che prestano in modo continuativo la loro attività, senza avere alcun tipo di contratto (art. 230-bis c.c.)
È un’impresa individuale, dove possono collaborare il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo.
I familiari devono:
- Avere diritto al mantenimento
- Avere il diritto di partecipazione agli utili, non superiore al 49% (perché l’imprenditore deve avere almeno il 51% in quanto è l’unico ad essere a rischio d’impresa)
- Avere il diritto di prelazione in caso di cessione dell’impresa: devono essere preferiti ad altri
- Avere diritto di partecipare alle decisioni di straordinaria gestione e non quelle di ordinaria
Domande da interrogazione
- Chi può essere considerato un piccolo imprenditore secondo la legge italiana?
- Quali sono i requisiti economici per essere classificati come piccolo imprenditore?
- Quali diritti hanno i familiari che collaborano in un'impresa familiare?
Un piccolo imprenditore è definito come un coltivatore del fondo, un artigiano, un piccolo commerciante o chi esercita un'attività professionale prevalentemente con il lavoro proprio e della famiglia, come stabilito dall'art. 2083 c.c.
Secondo la legge fallimentare (dlgs 5 del 2006), un piccolo imprenditore deve aver investito meno di 300.000 € nell'azienda e avere un fatturato medio inferiore a 200.000 € annui negli ultimi tre anni.
I familiari devono avere diritto al mantenimento, alla partecipazione agli utili (non superiore al 49%), alla prelazione in caso di cessione dell'impresa e alla partecipazione nelle decisioni di straordinaria gestione, come previsto dall'art. 230-bis c.c.