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Concetti Chiave

  • Il Piano Paesaggistico Regionale mira a preservare e valorizzare l'identità ambientale, storica e culturale della Sardegna attraverso un approccio sostenibile.
  • È rivolto a enti pubblici e privati coinvolti nella pianificazione territoriale, costituendo un quadro di riferimento per la programmazione e gestione del territorio sardo.
  • Il Piano identifica la fascia costiera come risorsa strategica, richiedendo una gestione integrata per proteggere la biodiversità e promuovere lo sviluppo turistico.
  • Attualmente, il Piano è in fase di revisione per allinearsi con il Codice Urbani, cercando di bilanciare sviluppo e tutela del paesaggio.
  • Le critiche al Piano attuale riguardano la rigidità delle norme sull'edificabilità delle coste, con proposte per regole meno restrittive e più chiare sui controlli idrogeologici.

Il Piano Paesaggistico Regionale, che è stato approvato con Deliberazione della Giunta Regionale n°36/7 del 5 settembre 2006, è uno strumento di governo del territorio che persegue il fine di preservare, tutelare, valorizzare e tramandare alle generazioni future l'identità ambientale, storica, culturale e insediativa del territorio sardo, proteggere e tutelare il paesaggio culturale e naturale con la relativa biodiversità, e assicurare la salvaguardia del territorio e promuoverne forme di sviluppo sostenibile al fine di migliorarne le qualità.

Infatti l'art. 1 della L.R. n. 8 del 25/11/2004, dice testualmente “La Regione riconosce i caratteri, le tipologie, le forme e gli innumerevoli punti di vista del paesaggio sardo, costituito dalle interazioni della naturalità, della storia e della cultura delle popolazioni locali, intesi come elementi fondamentali per lo sviluppo, ne disciplina la tutela e ne promuove la valorizzazione attraverso il Piano Paesaggistico Regionale.”

Il Piano identifica la fascia costiera come risorsa strategica e fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio sardo e riconosce la necessità di ricorrere a forme di gestione integrata per garantirne un corretto sviluppo in grado di salvaguardare la biodiversità, l'unicità e l'integrità degli ecosistemi, nonché la capacità di attrazione che suscita a livello turistico.

Quali sono gli obiettivi e i destinatari del piano?

Questo è rivolto a tutti i soggetti che operano nella pianificazione e gestione del territorio sardo, in particolare alla Regione, alle Province, ai Comuni e loro forme associative, agli Enti pubblici statali e regionali, comprese le Università e i Centri di ricerca, ai privati. Il P.P.R. quindi costituisce il quadro di riferimento e di coordinamento per gli atti di programmazione e di pianificazione regionale, provinciale e locale e per lo sviluppo sostenibile.

Progettato con la legge regionale del 25 novembre 2004, è entrato in vigore nel 2006.

Revisione e aggiornamenti del piano

Il Piano è attualmente in fase di rivisitazione per renderlo coerente con le disposizioni del Codice Urbani1, tenendo conto dell’esigenza primaria di addivenire ad un modello condiviso col territorio che coniughi l’esigenza di sviluppo con la tutela e la valorizzazione del paesaggio. A tale scopo l'1 marzo 2013 è stato siglato il Disciplinare tecnico di attuazione del protocollo di intesa tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Autonoma della Sardegna, che regola i contenuti, le modalità operative ed i crono programmi per effettuare l’attività di verifica e adeguamento del Piano Paesaggistico dell’ambito costiero, nel rispetto delle previsioni dell’articolo 156 del Codice del Paesaggio.

Critiche e proposte di modifica

Il PPR vigente era stato considerato molto vincolante e severo in quanto, tra le altre cose, stabiliva delle regole molto rigide rispetto all'edificabilità delle coste. La proposta che viene attualmente discussa tende a dare regole meno limitative a tale riguardo. Tra queste troviamo il dimezzamento della distanza necessaria per edificare lungo le coste e di dare l'autorizzazione all'abitabilità degli scantinati. Considerato l'ultimo evento disastroso avvenuto in Sardegna, sarebbe necessario che il ppr stabilisse regole molto più chiare e rigide riguardo alle verifiche idrogeologiche e alle autorizzazioni ad edificare in prossimità di corsi d'acqua naturali.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale del Piano Paesaggistico Regionale?
  2. Il Piano Paesaggistico Regionale mira a preservare, tutelare e valorizzare l'identità ambientale, storica e culturale del territorio sardo, garantendo la salvaguardia del paesaggio e promuovendo uno sviluppo sostenibile (Deliberazione della Giunta Regionale n°36/7).

  3. Chi sono i destinatari del Piano Paesaggistico Regionale?
  4. Il Piano è rivolto a tutti i soggetti coinvolti nella pianificazione e gestione del territorio sardo, inclusi Regione, Province, Comuni, Enti pubblici e privati, costituendo un quadro di riferimento per la programmazione e pianificazione (art. 1 della L.R. n. 8).

  5. Quali sono le attuali modifiche in corso per il Piano Paesaggistico?
  6. Il Piano è in fase di revisione per allinearsi al Codice Urbani, con l'obiettivo di coniugare sviluppo e tutela del paesaggio, come stabilito nel protocollo di intesa siglato il 1 marzo 2013 (Disciplinare tecnico di attuazione).

  7. Quali critiche sono state sollevate riguardo al Piano Paesaggistico vigente?
  8. Il Piano è stato considerato troppo vincolante, con regole rigide sull'edificabilità delle coste; le proposte attuali mirano a rendere tali regole meno restrittive, come il dimezzamento della distanza per edificare (Critiche e proposte di modifica).

  9. Qual è la necessità di stabilire regole più chiare riguardo alle costruzioni in prossimità di corsi d'acqua?
  10. Dopo eventi disastrosi in Sardegna, è fondamentale che il Piano stabilisca regole più rigide per le verifiche idrogeologiche e le autorizzazioni edilizie vicino ai corsi d'acqua naturali, per garantire la sicurezza del territorio (Critiche e proposte di modifica).

Domande e risposte

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