Concetti Chiave
- Il risarcimento del danno richiede non solo la colpa soggettiva, ma anche un danno ingiusto e un nesso di causalità tra condotta colpevole e evento dannoso.
- Un provvedimento amministrativo illegittimo non genera obbligo di risarcimento se il soggetto non avrebbe potuto ottenere il beneficio richiesto comunque.
- Se viene dimostrato un danno ingiusto a causa della condotta colpevole dell'amministrazione, l'interessato può richiedere sia il provvedimento corretto che il risarcimento.
- Stabilire se il danno derivi dall'atto illegittimo può essere complesso, specialmente quando la partecipazione degli interessati al procedimento è stata negata.
- In situazioni ambigue, il calcolo del risarcimento avviene in modo forfetario, senza una chiara determinazione del nesso causale.
Elementi del risarcimento del danno
Il solo elemento soggettivo della colpa non basta a far sorgere l’obbligo del risarcimento, ma occorrono anche il danno ingiusto e il rapporto di causalità tra la condotta colpevole e l’evento dannoso. L’illegittimità del provvedimento infatti può derivare da un vizio formale che non ha influito sulla decisione dell’amministrazione, ad esempio immaginiamo un soggetto che richiede un’autorizzazione ma non possiede i requisiti richiesti dalla legge per ottenerla quindi l’amministrazione attraverso un provvedimento di diniego non gliela concede. Se tale provvedimento è viziato ad esempio da un difetto di motivazione, non possiamo dire che il soggetto subisce un danno per condotta colpevole dell’amministrazione in quanto comunque non avrebbe potuto ottenere l’autorizzazione anche se non vi fosse stata violazione.
In una ipotesi del genere non c’è un danno ingiusto. Se invece vi è davvero un danno ingiusto derivante dalla condotta colpevole dell’amministrazione, l’interessato ha diritto al risarcimento del danno: ad es. colui che ha chiesto l’autorizzazione e gli è stata illegittimamente negata, non solo potrà ottenere il provvedimento richiesto ma anche il risarcimento del danno.
Difficoltà nel calcolo del risarcimento
Tuttavia è difficile stabilire se il danno è conseguente all’atto illegittimo: ad esempio se viene violata una norma sulla partecipazione degli interessati al procedimento, e l’amministrazione adotta una decisione sfavorevole, è difficile stabilire che laddove gli interessati avessero partecipato, la decisione sarebbe stata favorevole. Di conseguenza in ipotesi del genere il risarcimento viene calcolato in modo forfetario.
Domande da interrogazione
- Quali sono gli elementi necessari per l'obbligo di risarcimento del danno?
- Quando si può considerare che non ci sia un danno ingiusto?
- Quali difficoltà si possono incontrare nel calcolo del risarcimento?
Per far sorgere l'obbligo di risarcimento del danno non basta la colpa, ma sono necessari anche il danno ingiusto e il rapporto di causalità tra la condotta colpevole e l'evento dannoso.
Non si può considerare che ci sia un danno ingiusto quando, nonostante un provvedimento viziato, il soggetto non avrebbe potuto ottenere il risultato desiderato per mancanza dei requisiti richiesti dalla legge.
Le difficoltà nel calcolo del risarcimento sorgono quando è complesso stabilire se il danno sia conseguente all'atto illegittimo, come nel caso di violazione delle norme sulla partecipazione, dove il risarcimento viene calcolato in modo forfetario.