Concetti Chiave
- I comuni, emersi dall'XI secolo, rappresentano nuove realtà territoriali che hanno influenzato lo sviluppo del diritto.
- Il comune consolare, caratterizzato da un alto grado di autonomia, era gestito da consoli con poteri esecutivi, legislativi e giudiziari.
- La legittimazione dei comuni richiese il supporto della scuola notarile, che pubblicava documenti legali in base a concessioni imperiali.
- Tra l'XI e il XII secolo, nacquero importanti comuni italiani come Genova, Milano, Bologna e Venezia, fondati su accordi tra diverse classi sociali.
- Il modello del comune consolare si diffuse oltre l'Italia, raggiungendo città della Provenza, Germania e Fiandre.
L'emergere dei comuni
Uno degli elementi che a partire dal XI secolo aveva condizionato maggiormente lo sviluppo del diritto era stato l’affermarsi di nuove realtà territoriali: i comuni. Il Corpus iuris civilis, scritto durante la prima metà del VI secolo, doveva essere necessariamente adattato alla società in cui trovava applicazione a quasi sei secoli di distanza.
Il comune consolare
I comuni nacquero prevalentemente nell’Italia settentrionale (Regnum Italiae). Essi si caratterizzarono per l’acquisizione di un elevato grado di autonomia di governo, il quale si palesava attraverso la nomina di consoli. La prima forma comunale fu dunque il cosiddetto «comune consolare»: i consoli, rappresentanti degli stessi, godevano di poteri esecutivi, legislativi e giudiziari. Essi erano responsabili dell’ordine interno del comune, dell’amministrazione della giustizia, della difesa militare e persino della produzione di nuovo diritto. Il comune rappresentava pertanto l’organizzazione politica della città, garantita da un giuramento stretto tra le diverse classi sociali del comune (iuramentum comunis). Tra la fine del XI e l’inizio del XII secolo nacquero così i comuni di Genova, Milano, Bologna e Venezia, fondati proprio sul suddetto pactum iuridicum (stretto tra le componenti del potere politico ed economico al fine di garantire il funzionamento delle singole realtà urbane).
Espansione e legittimazione
Il modello del comune consolare si trasmise dall’Italia alle città francesi della Provenza, alla Germania e persino ad alcune zone delle Fiandre.
In seguito alla nascita dei comuni si ebbe un continuo contrasto tra lo ius universale (insieme di diritto canonico e diritto civile) e ius proprium (diritto particolare prodotto autonomamente da ogni singola realtà territoriale).
La legittimazione delle nuove frazioni comunali richiese il contributo della scuola notarile: sulla base di una concessione imperiale (ius regale), i notai avevano la facoltà di pubblicare documenti (instrumenta) efficaci e opponibili a terzi. Servendosi della medesima procedura, essi siglarono e pubblicarono le dichiarazioni giurate costitutive degli organismi comunali, sorti in contrapposizione all’impero ma che da esso necessitavano di essere legittimate.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la principale innovazione portata dai comuni nel contesto giuridico del XI secolo?
- Come si è diffuso il modello del comune consolare al di fuori dell'Italia?
- Qual è stato il ruolo della scuola notarile nella legittimazione dei comuni?
I comuni hanno introdotto un elevato grado di autonomia di governo, con la nomina di consoli che esercitavano poteri esecutivi, legislativi e giudiziari, rappresentando un'organizzazione politica fondamentale per le città (come descritto nel testo).
Il modello del comune consolare si è esteso dalle città italiane a quelle francesi della Provenza, alla Germania e ad alcune zone delle Fiandre, dimostrando la sua influenza oltre i confini nazionali (come evidenziato nel testo).
La scuola notarile ha contribuito alla legittimazione dei comuni attraverso la pubblicazione di documenti efficaci, basati su concessioni imperiali, che hanno formalizzato le dichiarazioni giurate costitutive degli organismi comunali (come riportato nel testo).