Concetti Chiave
- Il modello austriaco e svizzero di trasferimento della proprietà si basa sull'applicazione delle regole romane della traditio, richiedendo un atto fondato su una giusta causa.
- Questo modello rispecchia lo schema della traditio causale, con un passaggio intermedio che distingue tra modus e titulus nel diritto comune.
- Il secondo modello, teorizzato da Savigny, interpreta la traditio come astratta, dove il trasferimento avviene senza una giusta causa, ma solo con la volontà delle parti.
- Secondo Savigny, la traditio costituisce un contratto reale, enfatizzando la volunptas partium piuttosto che la presenza di una giusta causa.
- La principale differenza tra i modelli austriaco e savigniano è che il primo richiede una giusta causa, mentre il secondo si basa esclusivamente sulla volontà delle parti.
Modello austriaco e svizzero
Nel nostro sistema occidentale, tutti i modelli di trasferimento della proprietà derivano da un’applicazione differenziata delle regole romane sulla traditio.
Il primo modello è quello austriaco e svizzero, basato sulle fonti romane. Nel codice civile austriaco è scritto che per trasferire la proprietà è necessario un atto (traditione), fondato su una giusta causa. Questo modello corrisponde esattamente allo schema romano della traditio causale.
Tale modello deriva dal diritto romano (traditio causale). In realtà, però, vi è stato un passaggio intermedio tra il diritto romano e il codice austriaco. Il diritto comune ha portato avanti il modello della traditio attraverso due elementi: modus (traditio) e titulus (giusta causa). In ultima analisi, dunque, è possibile dire che il modello di proprietà austriaco è quello tipico del diritto romano, sebbene attraversi una fase intermedia nella quale la traditio si divise in modus e titulus.
Savigny e la traditio astratta
Il secondo modello derivante dalle fonti romane è opera dell’accademico Savigny. Ne «L’obbligazione rect», Savigny rappresenta una distorsione delle fonti romane: lo studioso, infatti, descrive la traditio come modello astratto, in cui il passaggio di proprietà avviene in assenza di una iusta causa bensì richiede esclusivamente la volunptas partium.
Come detto, il secondo modello fu teorizzato da Savigny, il quale sostenne che la traditio trasferisse la proprietà indipendentemente dalla presenza di una giusta causa: traditio e volontà delle parti costituivano per Savigny il cosiddetto contratto reale, tramite cui era possibile trasferire la proprietà. Per Savigny, dunque, l’aspetto più importante della traditio non è costituito dalla iusta causa, bensì dalla volunptas partium. Savigny presenta una fattispecie nella quale vi è un dissenso sulla causa: se A vuole donare a B qualcosa e B la accetta credendo che gli venga data a mutuo si prospettano due possibilità:
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra il modello austriaco e quello proposto da Savigny?
- Come si articola il modello austriaco nella sua applicazione pratica?
- Qual è il concetto centrale della traditio secondo Savigny?
Il modello austriaco richiede un atto di trasferimento della proprietà fondato su una giusta causa, seguendo il principio della traditio causale, mentre Savigny propone un modello astratto in cui il trasferimento avviene solo attraverso la volontà delle parti, senza necessità di una giusta causa.
Il modello austriaco si basa sulla traditio, che si divide in due elementi: modus (l'atto di trasferimento) e titulus (la giusta causa), seguendo così un percorso che rispecchia il diritto romano, come descritto nel codice civile austriaco.
Savigny sostiene che la traditio trasferisce la proprietà attraverso la volontà delle parti (volunptas partium), indipendentemente dalla presenza di una giusta causa, contrariamente al modello tradizionale che richiede una motivazione valida per il trasferimento.