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Concetti Chiave

  • Il dibattito sui limiti alla libertà di espressione include l'ordine pubblico, una categoria presente nel codice civile, ma non riconosciuta dalla Costituzione come limite ai diritti di libertà.
  • Secondo la dottrina prevalente, le limitazioni basate sull'ordine pubblico sono incompatibili con un ordinamento liberaldemocratico, in quanto possono portare a derive autoritarie.
  • Si distingue tra un'interpretazione ideale dell'ordine pubblico, che è vista come una violazione della Costituzione, e un'interpretazione materiale, legata a sicurezza e incolumità pubblica.
  • L'orientamento della Corte costituzionale è stato variabile, oscillando tra una concezione ampia e una più ristretta dell'ordine pubblico, influenzando la tutela della libertà di espressione.
  • La Corte ha identificato casi in cui la protezione dell'ordine legale e istituzionale è stata considerata compatibile con l'art. 21 della Costituzione, limitando alcune espressioni ritenute dannose.

Limiti alla libertà di espressione

Si discute se fra i limiti alla libertà di espressione possa essere annoverato l’ordine pubblico. Si tratta di una categoria ampiamente utilizzata nel codice civile quale limite all’autonomia dei privati (v. ad esempio l’art. 1229), oltre che nella legislazione di pubblica sicurezza, ma mai menzionato dalla Costituzione in funzione di limite ai diritti di libertà. Secondo la dottrina maggioritaria, esso non sarebbe ammissibile in un ordinamento liberaldemocratico perché foriero di derive autoritarie. In effetti, durante il regime fascista la clausola generale dell’ordine pubblico, introdotta in svariati testi di legge, servì ad aumentare la discrezionalità dell’autorità di pubblica sicurezza nella repressione del dissenso e, più in generale, a legittimare restrizioni dei diritti dei cittadini.

Ordine pubblico e Costituzione

È per questo che si tende a ritenere incompatibili con la Costituzione tutte quelle limitazioni legislative che siano fondate sulla clausola dell’ordine pubblico inteso in senso ideale, cioè nel senso della necessaria adesione dell’individuo a un determinato sistema assiologico-normativo. Non manca tuttavia chi ritiene di poter dare all’ordine pubblico una lettura costituzionalmente compatibile, nel significato più ristretto di «sicurezza e incolumità pubblica»: in questa seconda accezione l’ordine pubblico viene inteso in senso materiale.

Orientamento della Corte costituzionale

L’orientamento della Corte costituzionale è stato nel corso degli anni piuttosto oscillante. In alcune occasioni la Corte ha sposato una concezione ampia (quindi in senso ideale) dell’ordine pubblico, ritenendo non in contrasto con l’art. 21 Cost. alcune fattispecie di reato volte a preservare «l’ordine legale su cui poggia la convivenza sociale» e «l’ordine istituzionale del regime vigente» (sentt. 19/1962, 199/1972 e 210/1976 sul reato di diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose; sent. 87/1966 sulla propaganda sovversiva).

In altre, invece, la Corte costituzionale si è orientata verso una concezione materiale, ricorrendo alla distinzione fra comportamenti che si traducono nella manifestazione di opinioni, come tali tutelate dall’art. 21, e comportamenti che, risultando di natura obiettivamente diversa dalla «pura» espressione del pensiero, si collocherebbero al di fuori della tutela costituzionale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'ordine pubblico come limite alla libertà di espressione?
  2. L'ordine pubblico è considerato un potenziale limite alla libertà di espressione, ma la dottrina maggioritaria lo ritiene incompatibile con un ordinamento liberaldemocratico, poiché potrebbe portare a derive autoritarie, come dimostrato durante il regime fascista.

  3. Come viene interpretato l'ordine pubblico in relazione alla Costituzione?
  4. Si distingue tra un'interpretazione ideale dell'ordine pubblico, ritenuta incompatibile con la Costituzione, e una lettura materiale, che si riferisce a sicurezza e incolumità pubblica, considerata più compatibile con i diritti di libertà.

  5. Qual è l'orientamento della Corte costituzionale riguardo all'ordine pubblico?
  6. L'orientamento della Corte costituzionale è oscillante; in alcune sentenze ha adottato una concezione ampia dell'ordine pubblico, mentre in altre ha privilegiato una visione materiale, distinguendo tra manifestazioni di opinioni tutelate e comportamenti non protetti dall'art. 21 della Costituzione.

Domande e risposte

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