Concetti Chiave
- Il rapporto di lavoro è regolato dal Codice civile, con l'imprenditore come una delle parti principali, definito come un'entità organizzata per lo scambio di beni e servizi a scopo di lucro.
- La libertà imprenditoriale consente all'imprenditore di avviare, modificare o cessare attività, ma non si estende alle decisioni riguardanti i lavoratori, come assunzioni e licenziamenti.
- Il contratto di lavoro subordinato si basa su un rapporto diritto-obbligo, dove il lavoratore si impegna a fornire prestazioni lavorative e l'imprenditore ha il diritto di esigerle.
- Il lavoratore ha l'obbligo di diligenza, che impone di fornire la prestazione lavorativa in modo conforme a standard specifici, non limitati alla media.
- La diligenza richiesta è valutata in base a tre parametri delineati nell'articolo 2104 del Codice civile, piuttosto che su un criterio generico.
Definizione del rapporto di lavoro
La struttura del rapporto di lavoro è definita dal Codice civile.
Generalmente, una delle parti di questo rapporto è un imprenditore, cioè il titolare di un’impresa. L’articolo 2082 la definisce come un’entità organizzata al fine di realizzare lo scambio di beni e servizi con scopo di lucro.
Libertà imprenditoriale e contratti
In linea di principio, l’imprenditore è libero (ex art. 41 Cost.) di intraprendere un’attività di impresa, di modificarla o di ottenerne la cessazione. Tale prerogativa costituisce una libertà negativa, cioè priva di interferenze altrui, soprattuto da parte dello stato.
La libertà decisionale dell’imprenditore, però, non riguarda anche gli atti e i comportamenti adottati nei riguardi dei lavoratori: l’assunzione o il licenziamento di questi ultimi, infatti, non sono il frutto della libertà imprenditoriale, ma scaturiscono dalla stipulazione o dalla cessazione di un apposito contratto.
Il contratto concluso tra imprenditore e lavoratore ha una struttura peculiare rispetto a quella prevista per i contratti tipici: esso, infatti, deve tener conto, oltre del rapporto di corrispettività fra le parti, anche delle prerogative imprenditoriali relative alla libertà d’impresa.
Sulla base di quanto stabilito dall’articolo 2094 c.c., in primo luogo il contratto di lavoro subordinato risponde allo schema diritto-obbligo: mediante la sua stipulazione, un soggetto (il lavoratore) si obbliga a fornire una prestazione lavorativa nell’interesse di un altro soggetto (imprenditore), il quale vanta pertanto il diritto di pretendere l’esecuzione di tale prestazione.
Obblighi del lavoratore
Sul lavoratore grava il cosiddetto «obbligo di diligenza», in funzione del quale egli è tenuto a fornire, appunto secondo diligenza, la prestazione lavorativa dovuta.
La diligenza richiesta non è quella media o del pater familias (art. 1176 comma 1). Essa è calcolata sulla base di tre parametri indicati dal secondo comma dell’articolo 2104.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di imprenditore secondo il Codice civile?
- Qual è la differenza tra libertà imprenditoriale e obblighi nei confronti dei lavoratori?
- Qual è l'obbligo principale del lavoratore secondo il contratto di lavoro subordinato?
L'imprenditore è definito dall'articolo 2082 del Codice civile come un'entità organizzata per realizzare lo scambio di beni e servizi con scopo di lucro.
Sebbene l'imprenditore abbia la libertà di intraprendere e modificare la propria attività (ex art. 41 Cost.), le decisioni riguardanti l'assunzione e il licenziamento dei lavoratori non sono frutto di questa libertà, ma derivano dalla stipulazione di contratti specifici.
Il lavoratore ha l'obbligo di diligenza, che implica la necessità di fornire la prestazione lavorativa con attenzione e competenza, come stabilito dall'articolo 2104 del Codice civile.