Concetti Chiave
- Ulpiano e Giulio Paolo hanno definito il diritto come un principio universale, mentre Sant’Agostino sostiene che la legge positiva deve essere conforme alla legge eterna.
- Due filoni di pensiero sull'origine del diritto naturale emergono: gli intellettualisti, che lo collegano alla ragione, e gli antintellettualisti, che lo vedono come volontà divina.
- San Tommaso distingue tra lex divina, lex aeterna, lex naturalis e lex humana, evidenziando la superiorità della prima e la natura regolatrice della seconda.
- Guglielmo da Occam considera il diritto naturale come norma esterna all'uomo, contrapposto alla visione di San Tommaso sul diritto positivo e la sua origine nella volontà comune.
- Gregorio da Rimini, discepolo di Occam, propone una visione radicale del razionalismo etico, definendo la legge morale come indipendente dalla volontà e dall'esistenza di Dio.
Definizioni storiche del diritto
Nel corso della storia romana vennero avanzate diverse definizioni del concetto di diritto: Ulpiano, ad esempio, concepiva il diritto come elemento che accomuna tutti gli esseri viventi, dunque non solo gli uomini, e il giurista Giulio Paolo scrisse che il diritto naturale è tutto ciò che è giusto e buono. In seguito, poi, Sant’Agostino scrisse che la legge positiva non è valida se non è conforme alla legge eterna, cioè la legge naturale.
Diritto naturale e positivo
Moltissimi studiosi si interrogarono sull’origine del diritto naturale. A tal proposito si delinearono due diversi filoni di pensiero:
- gli intellettualisti, i quali sostenevano che la legge naturale derivi dalla ragione;
- gli antintellettualisti, secondo i quali la legge naturale è posta in essere dalla volontà di Dio).
Diversi accademici distinsero il concetto di diritto naturale da quello di diritto positivo. Nel XII secolo, in particolare, il razionalista Pietro Abelardo introdusse l’espressione «ius positivum» contrapponendovi il concetto di «ius naturale», definito come ciò che la naturale ragione presente in ogni uomo induce a compiere mediante le azioni. Tale concezione relativa al diritto naturale venne consolidata dallo studioso Alberto Magno.
Distinzioni di San Tommaso
Nella Summa theologiae, ancora, San tommaso opera una distinzione tra lex divina, lex aeterna, lex naturalis e lex humana.
- La lex divina è la legge rivelata da Dio e come tale è superiore a tutte le altre leggi;
- la lex aeterna è la ragione stessa di Dio, sovrano della comunità dell’universo e legislatore di essa;
- la lex naturalis è posta dall’uomo, concepito come essere regolato dalla provvidenza di Dio. Essa guida l’uomo nel perseguimento dei suoi fini terreni e, pertanto, si configura come parte integrante della lex eterna. Guglielmo da Occam, al contrario, sostiene che il diritto naturale sia una norma esterna all’uomo poiché esso è posto in essere esclusivamente da Dio, il quale può decidere arbitrariamente di mutarne i fondamenti;
- la lex humana, cioè il diritto positivo, è istituita dall’uomo perché con la forza ed il timore egli si astenga dal male se, a causa delle passioni, non segue la sua natura razionale. Secondo San Tommaso essa nasce dalla volontà comune e, qualora entrasse in contrasto con il diritto naturale, non sarebbe più considerata una legge bensì una corruptio legis.
Tesi di Gregorio da Rimini
Diversi decenni più tardi, il discepolo di Occam Gregorio da Rimini formulò la tesi più radicale del razionalismo etico, in seguito ripresa dal filosofo Grozio: egli definì il peccato «l’agire volontariamente contro la ragione» e proseguì sostenendo che la legge morale è indipendente sia dalla volontà, sia dall’esistenza stessa di Dio.
Domande da interrogazione
- Qual è la concezione di diritto secondo Ulpiano e Giulio Paolo?
- Quali sono i due filoni di pensiero sull'origine del diritto naturale?
- Come distingue San Tommaso le diverse leggi nella sua Summa theologiae?
- Qual è la tesi di Gregorio da Rimini riguardo alla legge morale?
Ulpiano concepiva il diritto come un elemento comune a tutti gli esseri viventi, mentre Giulio Paolo definiva il diritto naturale come ciò che è giusto e buono.
Gli intellettualisti sostenevano che la legge naturale derivi dalla ragione, mentre gli antintellettualisti credevano che fosse posta dalla volontà di Dio.
San Tommaso distingue tra lex divina (legge rivelata da Dio), lex aeterna (ragione di Dio), lex naturalis (legge guidata dalla provvidenza di Dio) e lex humana (diritto positivo istituito dall'uomo).
Gregorio da Rimini affermò che la legge morale è indipendente dalla volontà e dall'esistenza di Dio, definendo il peccato come "l’agire volontariamente contro la ragione".