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Concetti Chiave

  • La legislazione europea del lavoro si concentra su temi come licenziamento, trasferimento d’azienda, contratti a termine, sicurezza e orario di lavoro.
  • La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha definito il "lavoratore" come una persona fisica che svolge attività lavorativa dietro corrispettivo, basato su criteri oggettivi e inclusivi.
  • Le direttive europee richiedono che le prestazioni lavorative siano utili per il datore di lavoro, integrando le tutele nazionali con quelle comunitarie.
  • Attraverso l'adozione di direttive, gli stati membri hanno progressivamente armonizzato le loro legislazioni lavoristiche, anche se con difficoltà.
  • La crisi dei debiti pubblici del 2011-2012 ha causato un regresso nell'armonizzazione, riportando gli stati a normative individuali e disarmoniche.

Intervento della legislazione europea

La legislazione europea del lavoro può intervenire solo su alcune tematiche connesse al mondo del lavoro: licenziamento, trasferimento d’azienda, contratto di lavoro a termine, sicurezza e orario.

Questo gruppo di direttive forma il nucleo del diritto europeo del lavoro. Di recente, il legislatore si è chiesto se esse possano essere applicate al mondo della gig economy. In particolare, l’Unione europea ha elaborato una nozione di lavoratore che serve per poter attribuire allo stesso diritti e prerogative stabiliti dalla stessa normativa comunitaria.

Nozione di lavoratore secondo l'UE

In una nota pronuncia, conosciuta come sentenza Fenol, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha specificato la nozione di lavoratore utile ai fini dell’applicazione delle direttive europee. Si definisce tale un soggetto che viene individuato sula base di alcuni criteri oggettivi, molto ampi e inclusivi: la caratteristica fondamentale del rapporto di lavoro è la presenza di una persona fisica che presti, per un certo periodo, la propria attività lavorativa dietro corrispettivo.A prescindere dal fatto che i singoli diritti nazionali dei diversi Paesi dell’Unione europea diano una definizione più specifica di lavoratore, tute le persone che si riconoscono nella relativa nozione comunitaria possono essere tutelate dalle direttive europee in materia di lavoro.

Applicazione delle direttive europee

Per applicare le suddette direttive, il giudice nazionale deve accertare che le prestazioni effettivamente svolte siano utili per il datore di lavoro e la relativa impresa, potendo così rientrare nel mercato del lavoro. Alle tutele riconosciute al lavoratore dal diritto nazionale devono quindi essere integrate con le tutele offerte dalle direttive comunitarie, soprattutto per ciò che riguarda orario, sicurezza e previdenza sul lavoro.

Si tratta quindi di una fattispecie molto ampia e notevolmente inclusiva.

Armonizzazione delle discipline lavoristiche

Tramite la recezione delle direttive adottate in ambito comunitario, gli stati membri dell’Unione europea sono riusciti, gradualmente e non senza intoppi, ad armonizzare le rispettive discipline lavoristiche. A tal proposito è stata fondamentale l’iniziativa proposta dal Consiglio europeo nel 1997: la Seo. La crisi dei debiti pubblici scoppiata fra 2011 e 2012, purtroppo, ha fatto registrare un regresso sotto il profilo dell’armonizzazione: gli stati sono tornati alle precedenti fattispecie individuali e disarmoniche.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali tematiche su cui interviene la legislazione europea del lavoro?
  2. La legislazione europea del lavoro si concentra su tematiche come licenziamento, trasferimento d’azienda, contratto di lavoro a termine, sicurezza e orario, formando il nucleo del diritto europeo del lavoro.

  3. Come definisce l'Unione Europea la nozione di lavoratore?
  4. Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione europea, un lavoratore è una persona fisica che presta attività lavorativa per un certo periodo dietro corrispettivo, e questa definizione è ampia e inclusiva, permettendo a molti di essere tutelati dalle direttive europee.

  5. Qual è l'impatto della crisi dei debiti pubblici sull'armonizzazione delle discipline lavoristiche nell'Unione Europea?
  6. La crisi dei debiti pubblici del 2011-2012 ha causato un regresso nell'armonizzazione delle discipline lavoristiche, portando gli stati membri a tornare a normative individuali e disarmoniche, dopo i progressi fatti grazie alle direttive comunitarie.

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