Concetti Chiave
- Il sistema elettorale italiano ha subito diverse modifiche dal 1993, culminando nel sistema Calderoli del 2005, che prevedeva un premio di maggioranza per la lista con il maggiore consenso.
- Il «porcellum» è stato criticato per l'attribuzione disuguale del premio di maggioranza e per le liste bloccate, che impedivano agli elettori di esprimere preferenze individuali.
- La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il «porcellum» nel 2014, evidenziando la mancanza di un numero minimo di voti per il premio di maggioranza e le liste estremamente lunghe.
- In seguito, è stato introdotto l'«Italicum», un sistema maggioritario che prevedeva un premio di maggioranza con una soglia minima del 40% e un ballottaggio nazionale se tale soglia non veniva raggiunta.
- Nel 2017, la Corte ha dichiarato l'illegittimità dell'«Italicum» per l'assenza di una soglia minima di voti nel secondo turno per ottenere il premio di maggioranza.
Evoluzione del sistema elettorale italiano
Il sistema delineatosi nel 1993 fu ritenuto valido fino al 2005, anno in cui vennero modificate le regole elettorali al fine di rendere difficile la creazione di una maggioranza per le successive elezioni. Nel 2005 venne istituito il cosiddetto «sistema Calderoli», di tipo proporzionale e basato sul «premio di maggioranza»: alla lista che avesse ottenuto il maggiore consenso sarebbero stati attribuiti seggi aggiuntivi rispetto a quelli che le fossero spettati. il sistema della legge Calderoli fu modificata nel 2015: si ritenne che tale sistema non funzionasse in modo ottimale perché il premio alla coalizione per la camera dei deputati era attribuito a livello nazionale, mentre quello per il senato su scala regionale. Non sempre, dunque, la coazione che risultava vincitrice a livello nazionale godeva di egual forza ed efficacia.
Critiche e modifiche al porcellum
D’altronde, persino il creatore di tale sistema lo definì «una porcata (da ciò scaturisce il termine con cui tale sistema è conosciuto: porcellum)».
In particolare, ci si chiese se fosse legittimo attribuire il premio di maggioranza in modo non eguale e, soprattutto, non dare agli elettori la possibilità di esprimere direttamente le proprie preferenze: le liste, infatti, erano «bloccate».
Sentenza della Corte costituzionale
Tramite la nota e discussa sentenza 1 del 2014, la Corte costituzionale dichiarò illegittimo il sistema elettorale «porcellum» per l’assenza di un numero minimo di voti previsto per ottenere il premio di maggioranza e per la presenza di liste bloccate ed estremamente lunghe (ciò determina il venir meno del voto «libero»). AL fine di dichiarare illegittima la legge Calderoli, la Corte ha valorizzato l’articolo 48 della Costituzione in relazione all’articolo 3. Molti giuristi e studiosi, però, hanno ritenuto che la Corte si sia espressa impropriamente: fino ad allora, infatti, la Corte si era espressa sull’egualità del voto in merito alla necessità che tutti i cittadini si recassero «liberamente» alle urne; nel 2014, per la prima volta, essa ha correlato il concetto di voto libero e uguale alle concrete modalità di esercizio del voto alle urne.
In seguito alla sentenza costituzionale 1 del 2014, venne approvato un nuovo sistema elettorale, definito «Italicum». Tale legge propose un sistema maggioritario e individuò un limite minimo (40%) a partire dal quale sarebbe scattato il premio di maggioranza. Qualora nessun partito avesse raggiunto la soglia minima sarebbe scattato un ballottaggio, non più all’interno dei singoli collegi, bensì tra i due partiti più votati a livello nazionale.
Tramite la sentenza 35 del 2017, la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del sistema elettorale Italicum poiché non prevedeva, nel secondo turno (ballottaggio), una percentuale minima di voti al fine di ottenere il premio di maggioranza.
Domande da interrogazione
- Quali sono state le principali modifiche al sistema elettorale italiano dal 1993 al 2017?
- Qual è stata la critica principale al «porcellum»?
- Cosa ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza 1 del 2014?
- Quali sono le caratteristiche principali dell'«Italicum» e perché è stato dichiarato illegittimo?
Il sistema elettorale italiano ha subito diverse modifiche, iniziando con il sistema del 1993, ritenuto valido fino al 2005, quando è stato introdotto il «sistema Calderoli». Questo sistema è stato poi modificato nel 2015 e sostituito dall'«Italicum» nel 2014, che è stato dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale nel 2017.
La principale critica al «porcellum» riguardava l'attribuzione del premio di maggioranza in modo non eguale e l'impossibilità per gli elettori di esprimere direttamente le proprie preferenze, poiché le liste erano bloccate, come evidenziato dalla Corte costituzionale.
Con la sentenza 1 del 2014, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il «porcellum» per l'assenza di un numero minimo di voti per ottenere il premio di maggioranza e per la presenza di liste bloccate, sottolineando l'importanza del voto libero e uguale.
L'«Italicum» prevedeva un sistema maggioritario con un premio di maggioranza scattante al raggiungimento del 40% dei voti e un ballottaggio tra i due partiti più votati. Tuttavia, è stato dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale nel 2017 per la mancanza di una percentuale minima di voti nel secondo turno per ottenere il premio di maggioranza.