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Concetti Chiave

  • Il diritto del lavoro protegge i lavoratori anche prima della costituzione del rapporto di lavoro, favorendo il ritorno degli intermediari privati grazie alle riforme del XX secolo.
  • La modernizzazione del mercato del lavoro è vista come una soluzione per la disoccupazione, promuovendo percorsi professionali anziché posti fissi.
  • La nuova tutela del lavoratore, definita come flexicurity, potrebbe sostituire o integrarsi con i modelli tradizionali di garanzia del diritto del lavoro.
  • Le organizzazioni sindacali italiane, dopo le guerre mondiali, hanno cercato di controllare il collocamento, che divenne statale con la legge 264/1949.
  • Il sistema di collocamento richiedeva l'iscrizione nelle liste, con assegnazione dei lavori basata su priorità cronologica e criteri di equità sociale.

Evoluzione del diritto del lavoro

Il diritto del lavoro tutela il lavoratore anche nelle fasi che precedono la costituzione del rapporto di lavoro. Fino ad alcuni decenni fa sul piano internazionale vigeva il principio della diffidenza nei confronti degli intermediari privati. In seguito alle riforme legislative attuate durante la seconda metà del XX secolo, è stato incentivato il ritorno di soggetti privati nel campo dell’intermediazione del lavoro: in particolare, le riforme hanno innovato i servizi per il lavoro, soprattutto quelli rivolti all’orientamento e alla formazione professionale dei lavoratori.

Modernizzazione del mercato del lavoro

Al giorno d’oggi si ritiene che uno dei metodi migliori per porre rimedio alla crescente disoccupazione consista nella modernizzazione del mercato del lavoro. Secondo la dottrina prevalente, la tutela del lavoratore deve tradursi non tanto in un posto di lavoro fisso e immutabile, bensì in un percorso professionale completo che consenta di ridurre al minimo gli intervalli di disoccupazione: la suddetta tutela mira dunque a guidare il lavoratore nella costruzione o nella ricostruzione del proprio destino professionale offrendogli strumenti e servizi utili a tal fine.

Alcuni studiosi ritengono che questa nuova forma di tutela dovrebbe sostituire quella tradizionalmente preposta a garanzia del diritto del lavoro (flexicurity); altri, al contrario, sono favorevoli a una loro integrazione.

Ruolo delle organizzazioni sindacali

Dopo le due guerre mondiali, le organizzazioni sindacali italiane hanno cercato di assumere il controllo del collocamento della manodopera; esso, però, fu assunto, con legge 264/1949, (non più in vigore) dallo stato. La suddetta legge impose contestualmente il divieto di esercitare l’attività di intermediazione per i privati. A tal fine venne creata un’imponente struttura amministrativa di controllo del mercato del lavoro, incentrata sugli uffici di collocamento: le persone in cerca di lavoro dovevano iscriversi nelle liste di collocamento, munite del libretto di lavoro, dove restavano in attesa di una richiesta utile da parte di un’azienda. Essa non poteva riferirsi al lavoratore indicandolo per nome e cognome, ma facendo cenno esclusivamente alla qualifica professionale della quale necessitava: spettava poi all’ufficio di collocamento indirizzare i lavoratori nel rispetto della priorità cronologica delle iscrizioni e di criteri di equità sociale.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della modernizzazione del mercato del lavoro nella riduzione della disoccupazione?
  2. La modernizzazione del mercato del lavoro è considerata uno dei migliori metodi per affrontare la disoccupazione, poiché si concentra sulla creazione di percorsi professionali completi per i lavoratori, piuttosto che su posti di lavoro fissi, offrendo strumenti e servizi utili per la costruzione del proprio destino professionale.

  3. Come è cambiato il ruolo delle organizzazioni sindacali nel collocamento della manodopera dopo le guerre mondiali?
  4. Dopo le due guerre mondiali, le organizzazioni sindacali italiane hanno cercato di controllare il collocamento della manodopera, ma con la legge 264/1949, lo stato ha assunto questo compito, vietando l'intermediazione privata e creando una struttura amministrativa di controllo attraverso gli uffici di collocamento.

  5. Quali sono le opinioni degli studiosi riguardo alla nuova forma di tutela del lavoratore?
  6. Alcuni studiosi sostengono che la nuova forma di tutela, che si basa sulla flexicurity, dovrebbe sostituire quella tradizionale, mentre altri propongono un'integrazione tra le due, evidenziando l'importanza di un approccio più flessibile e orientato al supporto del lavoratore.

Domande e risposte

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