Concetti Chiave
- Il rapporto di lavoro si basa su un intuitus personae, limitando l'uso di sostituti senza consenso del datore di lavoro.
- La cessione del contratto di lavoro subordinato non è consentita, neanche in caso di decesso del lavoratore, che estingue il rapporto.
- Il patto di prova deve essere formalizzato per iscritto e la sua mancata scrittura ne determina l'inefficacia.
- Il periodo di prova offre vantaggi sia per il datore di lavoro, che può valutare le competenze, sia per il lavoratore, che può testare le proprie capacità.
- Il datore di lavoro è obbligato a garantire al lavoratore le condizioni necessarie per dimostrare le proprie attitudini professionali.
Fondamenti del rapporto di lavoro
Il rapporto di lavoro è dunque fondato su un intuitus personae (affidamento alla persona del lavoratore). Questi può avvalersi di sostituti solo previo consenso del datore di lavoro.
La disciplina dettata in materia di prestazione lavorativa consente di capire per quale motivo la cessione del contratto di lavoro subordinato, a differenza di quella relativa al contratto del datore di lavoro, non è mai possibile né per atto tra vivi, né mortis causa: il decesso del lavoratore costituisce un evento estintivo del rapporto di lavoro.
Patto di prova nel lavoro
L’articolo 2096 prevede che il rapporto di lavoro può prevedere, nella sua fase iniziale, l’applicazione di una clausola accessoria recante la previsione di un patto di prova. Il suddetto patto deve risultare, ad substantiam, da atto scritto, la cui omissione determina l’inefficacia della clausola. La durata del periodo di prova è prevista, normalmente, dai contratti collettivi nazionali di categoria (ma entro un massimo legale di 6 mesi.
Vantaggi del periodo di prova
Il periodo di prova implica vantaggi sia per il lavoratore che per il datore di lavoro. Esso consente:
- al datore di lavoro di valutare la competenza professionale del lavoratore;
- al lavoratore di sperimentare le proprie capacità e, contestualmente, di analizzare tipo e ambiente di lavoro.
L’articolo 2096, comma 2, pone a capo del datore di lavoro il dovere di mettere il lavoratore in condizione di dimostrare le proprie attitudini professionali, in relazione alle mansioni per le quali è stato assunto. Le mansioni devono essere specificate in modo esaustivo nel patto, a pena di nullità e inefficacia del medesimo.
In sintesi, dunque, l’inserimento del periodo di prova ha una valenza garantistica nei confronti di entrambe le parti contrattuali.
Domande da interrogazione
- Qual è la natura del rapporto di lavoro e quali sono le implicazioni della cessione del contratto?
- Che cos'è il patto di prova e quali sono i requisiti per la sua validità?
- Quali vantaggi offre il periodo di prova sia al lavoratore che al datore di lavoro?
Il rapporto di lavoro è basato su un intuitus personae, il che significa che il lavoratore non può cedere il contratto senza il consenso del datore di lavoro. Inoltre, il decesso del lavoratore estingue automaticamente il rapporto di lavoro, rendendo impossibile la cessione del contratto subordinato (fonte: Fondamenti del rapporto di lavoro).
Il patto di prova è una clausola accessoria che deve essere redatta per iscritto; la sua mancanza ne determina l'inefficacia. La durata del periodo di prova è stabilita dai contratti collettivi, con un massimo legale di sei mesi (fonte: Patto di prova nel lavoro).
Il periodo di prova consente al datore di lavoro di valutare le competenze del lavoratore e al lavoratore di testare le proprie capacità e l'ambiente di lavoro. Inoltre, il datore ha l'obbligo di garantire al lavoratore le condizioni per dimostrare le proprie attitudini professionali (fonte: Vantaggi del periodo di prova).