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Concetti Chiave

  • L'articolo 1 della legge 1369/1960 vieta l'affidamento di mere prestazioni di lavoro tramite appalto o subappalto, definendo un divieto di interposizione.
  • L'intermediazione è un servizio che facilita l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, differente dall'interposizione che riguarda solo la fornitura di mano d'opera.
  • Negli ultimi anni, il monopolio pubblico nella mediazione del lavoro è stato affiancato da servizi di intermediazione privati, ampliando le opportunità di collocamento.
  • Il concetto di interposizione implica una distinzione tra datore di lavoro formale, che recluta i lavoratori, e datore di lavoro sostanziale, che beneficia delle loro prestazioni.
  • L'interposizione è ostacolata dal diritto del lavoro per evitare situazioni di sfruttamento, come il caporalato, che sfrutta i lavoratori in condizioni economiche precarie.

Divieto di interposizione

L’articolo 1 della legge 1369/1960 vieta all’imprenditore «di affidare in appalto o in subappalto l’esecuzione di mere prestazioni di lavoro tramite impiego di mano d’opera assunta e retribuita dall’appaltatore». Tale disposizione costituisce un divieto di interposizione, che bisogna distinguere dal concetto di intermediazione. Le due tematiche, infatti, sono spesso confuse e sovrapposte.

Intermediazione e collocamento

L’intermediazione è strettamente connessa al tema del collocamento della manodopera: si tratta infatti di un servizio fornito, da un ente pubblico o privato, agli operatori del mercato del lavoro al fine di favorire l’incontro tra domanda (soggetti occupabili) e offerta (datori di lavoro).

Evoluzione dei servizi di intermediazione

Fino a pochi anni fa, i servizi di intermediazione erano di natura esclusivamente pubblica; questa misura disincentivava le attività avviate da soggetti pronti a lucrare sul bisogno di chi versava in condizioni economiche poco agevoli. Di recente, il monopolio pubblico del collocamento è stato affiancato da alcuni servizi di mediazione offerti da enti privati qualificati.

Concetto di interposizione

Il concetto di interposizione, invece, attiene alla mera fornitura di mano d’opera.

Esso si fonda sulla distinzione tra datore di lavoro formale e datore di lavoro sostanziale: il primo recluta i lavoratori, retribuendoli in modo poco dignitoso e mettendoli a disposizione di un altro imprenditore; il secondo utilizza i dipendenti reclutati dal datore di lavoro formale. NOn vi è, dunque, corrispondenza fra titolarità del contratto e utilizzo della prestazione in esso dedotta: l’interpositore (datore formale) presta, dietro compenso, i propri lavoratori a un soggetto (datore sostanziale) che si avvantaggia direttamente delle prestazioni rese.

Problemi legati all'interposizione

L’interposizione è ostacolata dal diritto del lavoro poiché favorisce contesti di sottoproduzione dei lavoratori. SI pensi, ad esempio, al fenomeno del caporalato, ancora esistente soprattutto nell’agricoltura del sud-Italia: esso consiste nell’assunzione di manodopera da destinare a clienti che la utilizzano rimborsando al caporale il relativo costo, più un (ampio) margine di profitto.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il divieto principale stabilito dalla legge 1369/1960 riguardo all'interposizione?
  2. La legge 1369/1960 vieta all'imprenditore di affidare in appalto o subappalto l'esecuzione di prestazioni di lavoro tramite mano d'opera assunta e retribuita dall'appaltatore, costituendo così un divieto di interposizione.

  3. Come si distingue l'intermediazione dall'interposizione nel contesto del lavoro?
  4. L'intermediazione riguarda il collocamento della manodopera e favorisce l'incontro tra domanda e offerta nel mercato del lavoro, mentre l'interposizione si riferisce alla mera fornitura di mano d'opera, senza una corrispondenza tra datore di lavoro formale e sostanziale.

  5. Quali problemi sono associati all'interposizione nel mercato del lavoro?
  6. L'interposizione è ostacolata dal diritto del lavoro poiché può portare a contesti di sottoproduzione dei lavoratori, come evidenziato dal fenomeno del caporalato, che persiste soprattutto nell'agricoltura del sud Italia.

Domande e risposte

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