Concetti Chiave
- L'incandidabilità porta alla cancellazione dalla lista dei candidati e alla decadenza dalla carica parlamentare se sopravviene durante il mandato.
- Essa si basa su condanne definitive a pene detentive di almeno due anni per reati di particolare allarme sociale o delitti non colposi con un minimo edittale di quattro anni.
- La durata dell'incandidabilità è di almeno sei anni, e può essere estesa fino a otto anni in casi di abuso dei poteri o violazione dei doveri connessi al mandato elettivo.
- I senatori a vita, pur avendo avuto un'influenza limitata, possono risultare decisivi in particolari circostanze politiche, sollevando questioni sul principio di sovranità popolare.
- La nomina dei senatori a vita è regolata dalla Costituzione, limitando il numero totale a cinque e includendo ex presidenti della Repubblica.
L'incandidabilità e le sue conseguenze
L’incandidabilità comporta la cancellazione dalla lista dei candidati; se sopravviene nel corso del mandato, spetta alla Camera decidere sulla decadenza dalla carica parlamentare (come nel caso del senatore Silvio Berlusconi, dichiarato decaduto nel novembre 2013; diversamente, nel marzo 2017, non fu approvata la decadenza del senatore Augusto Minzolini).
Requisiti e durata dell'incandidabilità
L’incandidabilità non può essere rimossa dall’interessato e deriva dalla legge. Essa preclude la possibilità stessa di esercitare il diritto di elettorato passivo, come se mancasse un requisito necessario. Vi incorre chi abbia subito una condanna definitiva a una pena detentiva di almeno due anni per reati di particolare allarme sociale indicati dalla legge e anche per delitti non colposi per i quali sia previsto il minimo edittale di quattro anni; dura almeno sei anni ovvero il doppio dell’eventuale interdizione dai pubblici uffici inflitta al condannato a titolo di sanzione integrativa (sommandosi alla stessa interdizione); in taluni casi (abuso dei poteri o violazione dei doveri connessi al mandato elettivo) la durata è aumentata di altri due anni fino a otto.
Ruolo e influenza dei senatori a vita
Quanto ai senatori a vita, essi hanno inciso poco, fino a tempi recenti. La durata della carica presidenziale che è di 7 anni, insieme al fatto che può essere eletto solo chi abbia compiuto 50 anni (v. artt. 84-85 Cost.), fa sì che i senatori ex presidenti della Repubblica siano non più di due o tre. Per quelli di nomina presidenziale, l’art. 59 Cost. è stato interpretato nel senso che essi devono essere in tutto cinque, e non che ciascun presidente durante il proprio mandato ne possa comunque nominare cinque. Questa è stata anche la prassi (salvo il periodo delle presidenze Pertini e Cossiga, 1978-1992). Si veda la tabella: per quasi la metà si tratta di uomini politici di primo piano. Il voto dei senatori a vita può tuttavia risultare, in circostanze particolari, decisivo (come accadde nel 1994 con il primo governo Berlusconi e nel 2006 con il secondo governo Prodi), il che pone indubbiamente problemi alla luce del principio di sovranità popolare (art. 1.2 Cost.).
Domande da interrogazione
- Quali sono le conseguenze dell'incandidabilità per un politico?
- Quali sono i requisiti per incorrere nell'incandidabilità?
- Qual è il ruolo dei senatori a vita nel contesto politico italiano?
L'incandidabilità comporta la cancellazione dalla lista dei candidati e, se si verifica durante il mandato, la Camera deve decidere sulla decadenza dalla carica parlamentare, come nel caso di Silvio Berlusconi nel 2013.
L'incandidabilità si applica a chi ha subito una condanna definitiva a una pena detentiva di almeno due anni per reati gravi, e dura almeno sei anni, con possibili estensioni in caso di violazioni specifiche.
I senatori a vita hanno avuto un'influenza limitata, ma il loro voto può essere decisivo in situazioni particolari, sollevando interrogativi sul principio di sovranità popolare, come dimostrato nei governi Berlusconi e Prodi.