Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Gianvincenzo Gravina propone un insegnamento del diritto pratico, fondato sul Corpus iuris civilis, in contrapposizione al metodo scolastico tradizionale.
  • Nel suo saggio «Origines iuris civilis», Gravina analizza la storia del diritto in quattro tappe: diritto romano, rinascita giuridica, giusnaturalismo moderno e corpus giustinianeo.
  • Gravina esalta la metodologia dei giuristi umanisti come modello per la formazione giuridica, enfatizzando l'importanza delle opere tradizionali come supporto alla memoria.
  • Propone un equilibrio dei poteri nello stato, avversando le forme di civitas, come tirannide, oligarchia e democrazia, che considera destinate a degenerare.
  • L'opera di Gravina ha avuto un'ampia diffusione, continuando a essere stampata fino al XIX secolo e adottata come testo universitario in vari paesi.

Insegnamento del diritto secondo Gravina

Il programma didattico redatto da Gianvincenzo Gravina, espresso nelle «Orationes», proponeva un insegnamento del diritto depurato dalla pesantezza del metodo scolastico e fondato sulla conoscenza pratica del Corpus iuris civilis. Secondo Gravina, nel corso della storia giuridica sono state due le scuole più importanti: quella accursiana e quella alciatea, poiché entrambe hanno delineato l’importanza del risvolto pratico della scientia iuris.

Origines iuris civilis e metodologia

L’opera più importante di Gravina fu il saggio intitolato «Origines iuris civilis», in cui egli ripercorre la storia del diritto in quattro tappe principali: la storia del diritto romano; la rinascita degli studi giuridici (riforma gregoriana); il giusnaturalismo moderno e l’importanza del corpus giustinianeo. Nell’opera, inoltre, Gravina esalta la metodologia dei giuristi umanisti, da lui considerata il miglior modello per la preparazione del giurista del suo tempo, il quale doveva formarsi sulle opere dell’umanesimo giuridico per comprendere le norme romane e utilizzare le opere tradizionali (consilia e decisiones) come elementi accessori a sostegno della memoria. Ancora, lo studioso auspica la formazione di uno stato caratterizzato dall’equilibrio dei poteri, in cui il sovrano non avrebbe dovuto esercitare prerogative di ingerenza sulle funzioni giurisdizionali. Infine, Gravina distingue tre forme di civitas: semplice; mista e perturbata. Egli predilige la seconda, la quale può assumere tre forme a seconda che la sovranità risieda in una sola persona (regnum), in un gruppo oligarchico (status optimatum) o nell’intera comunità (res publica). Gravina, prettamente monarchico, non era fautore di nessuna delle tre perché, secondo lui, queste erano destinate a degenerare rispettivamente nella tirannide, nella oligarchia e nella democrazia.

Diffusione e impatto dell'opera

L’opera graviniana ebbe larga diffusione: in molti paesi continuò ad essere stampata fino al XIX secolo e in altri venne adottata come testo universitario.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'approccio di Gravina all'insegnamento del diritto?
  2. Gravina propone un insegnamento del diritto che si distacca dal metodo scolastico tradizionale, puntando sulla conoscenza pratica del Corpus iuris civilis, come evidenziato nelle sue «Orationes».

  3. Quali sono le tappe principali della storia del diritto secondo Gravina?
  4. Nel suo saggio «Origines iuris civilis», Gravina delinea quattro tappe fondamentali: la storia del diritto romano, la rinascita degli studi giuridici, il giusnaturalismo moderno e l'importanza del corpus giustinianeo.

  5. Qual è la visione di Gravina riguardo alla forma di governo ideale?
  6. Gravina distingue tre forme di civitas e predilige quella mista, ma critica tutte le forme di governo, ritenendole destinate a degenerare in tirannide, oligarchia o democrazia, sostenendo la necessità di un equilibrio dei poteri.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community