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Concetti Chiave

  • Il curatore appone sigilli sui beni del fallito e redige un inventario per accertare il patrimonio, salvaguardando i beni da rimozioni o distruzioni.
  • L'accertamento del passivo individua i creditori e determina l'ammontare dei crediti, mentre la liquidazione trasforma i beni in denaro per soddisfare i creditori entro sessanta giorni dall'inventario.
  • La ripartizione dell'attivo avviene secondo un ordine di preferenza tassativo, garantendo il soddisfacimento dei creditori prededucibili e con prelazione.
  • Il concordato preventivo consente all'imprenditore di continuare l'attività sotto la supervisione di un commisario giudiziale, differente dalla procedura di fallimento.
  • L'amministrazione straordinaria si applica a grandi imprese con oltre 200 dipendenti e un'esposizione debitoria superiore ai 2/3 dell'attivo, puntando al recupero dell'equilibrio economico.

Fasi iniziali della procedura fallimentare

Fasi della procedura fallimentare:

l'apposizione dei sigilli e l’inventario: il curatore provvede all’apposizione dei sigilli per far si che i beni non vengano rimossi o distrutti e redige l’inventario con cui si accerta dell’entità e della consistenza del patrimonio; il curatore subentra nell’amministrazione dei beni del fallito e può anche essere autorizzato a continuare per un certo periodo l’esercizio dell’impresa se dall’interruzione deriva un danno grave e irreparabile.

Accertamento e liquidazione del passivo

accertamento del passivo: serve a individuare i creditori aventi diritto ad essere soddisfatti sulla ripartizione dell’attivo; vengono anche determinati l’ammontare di ciascun credito vantato e gli eventuali diritti di prelazione;

liquidazione dell’attivo: i beni del fallito vengono tramutati in danaro ai fini del soddisfacimento dei creditori; questa fase avviene entro sessanta giorni dalla redazione dell’inventario;

Ripartizione e concordato preventivo

ripartizione dell’attivo: si provvede ad attribuire il ricavato della liquidazione dell’attivo ai singoli creditori secondo il seguente ordine tassativo di preferenza: creditori prededucibili, creditori ammessi con prelazione sulle cose vendute, creditori chirografari.

concordato preventivo: si differenzia dal fallimento poiché l’imprenditore continua l’esercizio dell’impresa e l’amministrazione dei beni anche se controllato da un commisario giudiziale nominato dal Tribunale;

Amministrazione controllata e straordinaria

amministrazione controllata: è la procedura che si applica per il debitore, in temporanea difficoltà, che ha comprovate possibilità di risanare l’impresa;

liquidazione coatta amministrativa: è la procedura che avviene per gli enti pubblici economici (banche, società cooperative);

amministrazione straordinaria: è la procedura che si applica per le grandi imprese.

Requisiti per l'amministrazione straordinaria

I requisiti per l’applicazione di questa procedura sono: numero dei dipendenti superiore a 200 unità; esposizione debitoria per un ammontare pari o superiore ai 2/3 dell’attivo dello stato patrimoniale;

effettive prospettive di recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il primo passo nella procedura fallimentare?
  2. Il primo passo è l'apposizione dei sigilli e la redazione dell'inventario da parte del curatore, che serve a proteggere i beni del fallito e a valutare il patrimonio disponibile.

  3. Come avviene la liquidazione dell'attivo nel fallimento?
  4. La liquidazione dell'attivo consiste nella trasformazione dei beni del fallito in denaro per soddisfare i creditori, e deve essere completata entro sessanta giorni dalla redazione dell'inventario.

  5. Quali sono i requisiti per l'amministrazione straordinaria?
  6. I requisiti includono avere più di 200 dipendenti, un'esposizione debitoria pari o superiore ai 2/3 dell'attivo e prospettive concrete di recupero dell'equilibrio economico.

Domande e risposte

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